mercoledì 18 aprile 2018

Recensione: MYRA "FCK VLK"
2018 - Autoproduzione




Dopo aver pubblicato tre album in tredici anni di carriera, i tedeschi MYRA mostrano al pubblico il rapporto tra modernismo e musica heavy. "FCK VLK" è la prova che partendo da sonorità "nu metal" si può anche produrre un lavoro discreto, scorrevole, di facile presa, caratterizzato da testi di evidente pregnanza sociale. "FCK VLK" è nettamente superiore alle precedenti releases messe in commercio negli anni passati, sotto vari punti di vista, nonostante la formula adoperata mantenga l'andamento delle dieci songs standardizzato. Credo che la loro sia stata una scelta ponderata. Io stesso ho voluto approfondire attentamente il nuovo lavoro prima di scrivere le mie righe per questa recensione. C'è potenza, ma anche melodia lì dove serve, come ad esempio in "Keepers Code" (il brano migliore del lotto); perciò non lasciatevi condizionare negativamente dall'etichetta "metalcore" appiccicata sul nome dei Myra. In definitiva, un valido ritorno. Da segnalare.

Contatti: 
myra-metal.de 
facebook.com/myraofficial

TRACKLIST: FCK VLK, Ratcatchers, Keepers Code, Together, Pile of Trash, Walls, Prove Me Wrong, Possessions, Broken Windows, Overcome




martedì 17 aprile 2018

Recensione: SEPTIC TANK "Rotting Civilisation"
2018 - Rise Above Records




Quando la vecchia scuola torna alla carica c'è poco da fare. In questo caso stiamo parlando di Lee Dorrian (With The Death, ex-Cathedral, ex-Napalm Death) e di un altro veterano della scena metal: Scott Carlson dei Repulsion. I due, uniti dall'amicizia e da una profonda passione per l'hardcore/punk d'annata, decisero nel 1994 di stabilire un sodalizio artistico che risponde ancora oggi al nome di SEPTIC TANK. Il tanto agognato "Rotting Civilisation" è destinato a tutti coloro che vorranno passare 40 minuti all'insegna di un suono dal piglio nevrotico e "in your face". I Nostri seguono la strada già calcata all'epoca dai Discharge, ma risultando più convincenti di quanto possiate mai immaginare. La stessa produzione resta fedele alla tradizione degli eighties/nineties. "Rotting Civilisation" non è che un nuovo attacco frontale contro questo fottuto sistema. Se siete appassionati del genere, potete andare sul sicuro. I Septic Tank ci parlano di realtà e cose tangibili. Missione compiuta!

Contatti: 
facebook.com/septictankuk

TRACKLIST: Septic Tank, Who, Victimised, Social Media Whore, Divide And Conk Out, Treasurers Of Disease, Fucked, Whitewash, Death Vase, You Want Some, Digging Your Own Grave, Danger Signs, Walking Asylum, Lost Humanity, Never Never Land, Self-Obsessed, Living Death, Rotten Empire




venerdì 13 aprile 2018

Recensione: ANTAGONIZE "Demo 2018"
2018 - Triple-B Records




Il demo 2018 di questi americani è come una sprangata in pieno volto! Gli ANTAGONIZE sono una di quelle band di cui è facile parlare, vista la loro natura animalesca. Basta prendere dell'hardcore grezzo, incattivito al massimo, suonato con grinta punk e violenza metal e il gioco è fatto. E' uno stile molto basilare, ma c'è da chiedersi come mai piaccia così tanto ai fan del genere. Credo che molta gente si sia stancata di cose troppo prodotte e dal suono artificiale, ecco perché spesso si affida a dischi onesti, diretti e violenti. Qui la regola è non scendere a compromessi. Detto in questo modo può sembrare scontato, ma il risultato è decisamente oltre la media. Gli Antagonize di Boston ci sanno fare, le cinque tracce evidenziano le migliori potenzialità dei musicisti coinvolti nel gruppo, facendo risultare il primo demo 2018 un prodotto convincente nella scena underground statunitense, cosa non facile da trovare nella maggior parte delle produzioni attuali. Dietro al microfono c'è la voce di Aaron Bedard (ex Bane). Cosa volete di più per le vostre orecchie?! Da seguire.

Contatti:
antagonizehc.bandcamp.com/releases 
facebook.com/triplebrecords

TRACKLIST: Headcount, Work Horse, Sunday Best, Blood Oath, Savior


lunedì 9 aprile 2018

Recensione: RUINED NATION "Restart"
2018 - WOOAAARGH | Hecatombe Records




Sulla linea di confine che sempre esisterà tra hardcore e grindcore, si situa il secondo album di questo gruppo austriaco dal nome che evoca un significato di forte impatto, significato che è insito nei "geni" di chi utilizza la rabbia come arma per ribellarsi contro il sistema. Perché i RUINED NATION non sono altro che l'ennesima formazione capace di rendere giustizia ai due generi musicali succitati. "Restart" è un disco cinico, implacabile, cementato da chitarre tanto arcigne quanto puntuali quando si tratta di aggredire l'ascoltatore, rinvigorito da una sezione ritmica desiderosa di mantenere la tensione di fondo ai massimi livelli. Giusto spendere qualche parola positiva sulla prova vocale del bassista/cantante Markus Matzinger, che assume il ruolo di catalizzatore: la sua attitudine sfrontata è destinata a prendere il sopravvento all'interno di un suono granitico e per certi versi inattaccabile. Purtroppo "Restart" segna lo scioglimento (annunciato) di questa realtà formata da membri di Implore, Six-Score, MJK, UGF, Blechophon. Da prendere in seria considerazione.

Contatti: 
wooaaargh.bandcamp.com/ruined-nation-restart
facebook.com/ruinednation4020

TRACKLIST: Bareness, Suffer, Trapped, Trust, C.O.Y.O., Heinz-Christian, Under Control, Same Ol' Story, Pathetic, Restart, Created By Humans, Painted Black, Borderline


venerdì 6 aprile 2018

Recensione: HEAVY METAL KINGS "Black God White Devil"
Enemy Soil Records | Uncle Howie Records




Li aspettavamo al varco gli americani HEAVY METAL KINGS, pressoché sicuri che il loro ritorno discografico avrebbe portato con sé una nuova ventata di freschezza, ma anche l'efficacia di due pezzi da novanta della scena hip-hop underground. Eccolo! "Black God White Devil" spalma la propria poetica di strada su tredici composizioni dalle trame fitte e serrate che riassumono le migliori caratteristiche espressive dei maestri Vinnie Paz (Jedi Mind Tricks, Army Of The Pharaohs) e Ill Bill (Non Phixion, La Coka Nostra), con una concisione e una comunicatività ancora più taglienti di quelle espresse sull'omonimo album del 2011. Gli HMK procedono sicuri, senza ansie da prestazione, e sostenuti dalla consapevolezza dei propri (inossidabili) mezzi. Il duo statunitense ha fatto passare oltre sei anni dal debutto pubblicato per questo side-project, ripresentandosi con un full-length che lascia attoniti sul piano emotivo e cerebrale: canzoni dove il classico stile di Vinnie Paz e Ill Bill si fa spazio con estrema vitalità e autorevolezza. A dare manforte a questi due MC ci pensano il fuoriclasse Goretex/Gore Elohim (presente in ben sette brani) e DV Alias Khryst (in "If He Dies, He Dies"). Gli HMK fanno quello che sanno fare meglio: rap ad alto potenziale esplosivo, con un reale spessore musicale. Due tracce contenute in "Black God White Devil" sono state prodotte dal DJ/producer Sunday dei savonesi DSA COMMANDO, le altre da Apathy, Giallo Point, Vic Grimes, C-Lance, DJ Eclipse, Blastah Beatz, Sicknature, MTK. Quando si dice: da acquistare a scatola chiusa!

Contatti:
heavymetalkings.com
facebook.com/hmkrap

TRACKLIST: Seance Gone Wrong feat. Goretex, If He Dies, He Dies feat. DV Alias Khryst, Egyptian Moses feat. Goretex, Bad Hombres feat. Goretex, Golan & Globus, Mercyful Fate feat. Goretex, Black Mass Lucifer feat. Goretex, Petrus Steel, Killing Technology feat. Goretex, The Military Mind of Chaka Zulu, There’s No Wi-Fi in Valhalla, Gemini Lounge feat. Goretex, Fuck Outta Here






martedì 3 aprile 2018

Recensione: CORAM LETHE "In Absence"
2018 - Buil2kill Records




Fa piacere vedere che ci siano ancora band che credono nel suono estremo, soprattutto in una Nazione ricca di contraddizioni come l'Italia. I CORAM LETHE, provenienti da Siena, sono infatti fedeli ai dettami stilistici del techno death/black metal: le songs del quinto album intitolato "In Absence" hanno un piglio più diretto rispetto a quelle composte per il precedente "Haterodox" (2012), la voce del nuovo singer Giacomo Bortone aggressiva ma scandita, i riff ben elaborati, gli stop'n'go granitici, basso e batteria sempre dirompenti. Tutto sembra essere al suo posto e la produzione rende l'impatto distruttivo. Quella dei Coram Lethe è musica spigolosa che lascia trasparire la sua natura multidimensionale, e in un certo senso ingloba in sé diverse sfaccettature. "In Absence" ha quindi un suo personale linguaggio, una sua spinta propulsiva. Arrivati a questo punto, penso sia necessario ascoltare attentamente l'ultima fatica dei musicisti toscani e riflettere sui miglioramenti ottenuti negli ultimi sei anni. I Coram Lethe perseverano oltre la negatività dei nostri giorni per lasciare il segno nell'underground italiano. Un vero e proprio "must" per tutti gli amanti di tali sonorità. Stavolta si può davvero parlare di un ritorno importante.

Contatti:
facebook.com/CoramLethe

TRACKLIST: Esoteric, In Absence, Food for Nothingness, Not Been Born, Cognitive Separation, Pain Represents Pained Representatives, Antimateria, To Rise Again