sabato 17 febbraio 2018

Recensione: TUMOURBOY "Condemned to Extinction"
2018 - Area Death Productions




Con una copertina del genere la band cinese TUMOURBOY non poteva che suonare thrash metal, ed è proprio qui che entra in gioco la "lezione" impartita dai colossi del genere; coloro che, in tempi ormai andati, hanno gettato le basi per i giovani thrasher oggi in azione nella scena underground. Dal punto di vista sonoro, "Condemned to Extinction" risente tanto del thrash Bay Area della seconda metà degli anni ottanta, senza respingere le influenze trasversali provenienti dai dischi della scuola teutonica di inizi novanta. Tanti frammenti di un'epoca che riemerge prepotentemente grazie alla vorticosa aggressività dei Tumourboy. La solita frase finale non può essere modificata: nulla di nuovo, ma fatto come si deve. Alla fine i fan di queste sonorità saranno contenti così.

Contatti:
tumourboy.bandcamp.com/condemned-to-extinction
facebook.com/TUMOURBOY

TRACKLIST: Armageddon, Cycle of Human Violence, Fatal Extermination, Executed, Infected Thoughts, Acid Rain, After Earthquake, Command to Kill, Kiss My Ass, Reign by Tyranny, Run for Your Life, Push it to the limit (Paul Engemann Cover)


giovedì 15 febbraio 2018

Recensione: AUREOLE OF ASH "Morbid Reality"
Halo of Flies | IFB Rec. | Sunsetter Rec. | Shove | Colossus Tapes | Reactwithprotest
2018




Ritorno al passato per gli AUREOLE OF ASH, che con l'album in questione manifestano il loro attaccamento al grindcore delle origini, quello meno raffinato, ma più molesto e sguainato. Il trio tedesco, con alla voce una donna, segue le orme lasciate dagli iniziatori di questo stile musicale per trovare il proprio assestamento su diversi livelli, anche se un tale approccio alla scrittura impedisce di poter sperimentare qualcosa di diverso, e quindi, proporre nuove idee alternative. D'altronde lo scopo principale di generi come il grind o il powerviolence è quello di non concedere alcun respiro a chi ascolta. L'unico brano a mettere in pausa la velocità vertiginosa dell'album è "Control". Una cosa è certa però, "Morbid Reality" è una pugnalata al costato, pur non essendo diverso da altri simili dischi recentemente messi in commercio. Quello che conta al di là delle etichette è divertirsi quando si suona, e da quello che mi sembra di intuire, la breve storia degli Aureole of Ash (iniziata nel 2016) è stata segnata dalla passione, dedizione e dall'impegno per far andare bene le cose. Siamo sulla buona strada per fare sempre meglio.

Contatti:
aureoleofash.bandcamp.com/morbid-reality
facebook.com/aureoleofash

TRACKLIST: We Pollute You, Fuel My Disgust, No Pets No Master, Dead Inside, Control, Invasive Manifestation, Ugly Aesthetic, Mindless*, Praising Extinction, Braindrill, Liars In Line, Morbid Reality


martedì 13 febbraio 2018

Recensione: HUMANITY'S END "Between Life and Death"
2018 - Autoproduzione




Se siete tra quelli che, amano il death metal incontaminato, ma senza aspettarsi nulla di particolarmente elaborato, potete tranquillamente affidarvi ai debuttanti HUMANITY'S END. Il loro biglietto da visita è un EP dall'impeto veemente, in cui le sfaccettature "retro style" trovano il giusto equilibrio per raggiungere il maggior impatto su chi vuole vivere tale esperienza sonora. Se paragonata agli attuali standard del settore, la proposta catramosa dei due musicisti di Detroit si rivela un'arma da fuoco che colpisce a bruciapelo. Generalmente non sono un sostenitore degli EP, tuttavia le tracce composte dagli Humanity's End meritano più di un ascolto. Carnage, Entombed, Grave, Black Breath, solo alcuni dei loro punti di riferimento. Il primo passo è fatto.

Contatti: 
humanitysend.bandcamp.com/releases
facebook.com/humanitys.end

TRACKLIST: Between Life and Death, Death's Door, Waves of Depression, Blackened Wings of Destiny, Man of the Cloth


lunedì 12 febbraio 2018

Recensione: REVOLTING "Monolith of Madness"
2018 - F.D.A. Records




Dopo aver consolidato una carriera che dura ormai da dieci anni, agli svedesi REVOLTING non resta che cercare la medesima vastità di suoni possenti nel death metal di stampo tradizionalista, per misurare la forza del loro songwriting avvalendosi di uno stile ormai comune ai seguaci del genere; senza stupire più per l'oggetto della ricerca compositiva in sé, bensì per come elementi ordinari diventino eccezionalmente funzionali, una volta ascoltati con un orecchio critico e attento. Il terreno del death metal svedese è per i Revolting quello che il campo di battaglia era per i soldati dell'atichità, uno spazio aperto su cui scatenare la propria rabbia contro il nemico. Un blend estremo dominato dalla voce corrosiva del cantante fondatore Revolting Rogga (Paganizer, Dead Sun, Minotaur Head, Necrogod, Humanity Delete, Lobotomy Dept, Megascavenger, Putrevore, Severed Limbs...). "Monolith of Madness" è la manifestazione della cattiveria pura che rammenta la natura selvaggia di un determinato trademark senza, e qui sta il bello, snaturarne l'essenza. Per molti di voi suonerà scontato, ma ogni opinione è pur sempre soggettiva. Coerenti, autentici, implacabili. Io sto dalla loro parte!

Contatti: 
fda-records.bandcamp.com/monolith-of-madness 
facebook.com/Revolting 

TRACKLIST: Blood Blood Blood, Procession to the Monolith, Ode to Hastur, Cadaver Patrol, Night of the Tentacles, March of the Revolter, The Faceless Deformity, Broomstick Legions, A Wedding for the Dead, From Out the Deep


sabato 10 febbraio 2018

Recensione: DESALMADO "Save Us from Ourselves"
2018 - Black Hole Productions




Vengono da São Paulo i DESALMADO. Il gruppo brasiliano ha alle spalle una storia che dura ormai da tredici anni, nonostante abbiano inciso solo due album e qualche altro lavoro di minore durata. "Save Us from Ourselves" è il full-length che potrebbe farli entrare di diritto nel cuore dei fan del grindcore/death metal, la prova del nove per confermare i progressi fatti nel corso del tempo. Un disco che rende in pieno tutta la portata deflagrante della compagine carioca, capace di coniugare in maniera vincente la velocità furibonda del grind con il groove rabbioso dell'HC, senza trascurare la pesantezza schiacciante tipica del death metal. Non mancano le influenze marcatamente thrash, evidenti in alcuni riff suonati da Estevam Romera. Niente male.

Contatti:
 desalmado.bandcamp.com/save-us-from-ourselves
facebook.com/desalmado.band

TRACKLIST: Privilege Walls, It's Not Your Business, Save Us from Ourselves, Black Blood, Blessed by Money, Bridges to a New Dawn, Corrosion, Binary Collapse, Exist and Resist


venerdì 9 febbraio 2018

Recensione: INFRACTION "Posthumous Release"
2018 - Autoproduzione




Sicuramente uno dei gruppi più interessanti e promettenti tra le nuove leve grindcore/death metal svedesi. Sin dal primo brano "An Industrious Breed", aperto da una breve e lenta parte strumentale, si nota l'estrema compattezza dei musicisti di Gävle, artefici di un sound precipitoso che rivela forti affinità con i connazionali Gadget, ma anche con le oscure atmosfere create dai neozelandesi Ulcerate (la lenta e straziante "Dåm"). Le sette canzoni incluse nel terzo EP autoprodotto sono sufficienti per comprendere quanta energia i Nostri hanno saputo sprigionare durante le sessioni di registrazione. Ventidue minuti, tanto basta per mettere a ferro e fuoco il nostro apparato uditivo. La loro insana performance è una risposta soddisfacente dopo cinque anni di attività. "Posthumous Release" è ascoltabile su bandcamp.

Contatti: 
infraction026.bandcamp.com/posthumous-release
facebook.com/infraction026

TRACKLIST: �����, An Industrious Breed, Coaxed, Unto Nothing, Filter, Samtidsenlig Mentalitet, And Repeat, Dåm


mercoledì 7 febbraio 2018

Recensione: RAPTURE "Paroxysm of Hatred"
2018 - Memento Mori




In un mercato discografico che giornalmente vomita giovani talenti, è positivo constatare l'entusiasmo dei RAPTURE, una formazione attiva dal 2012 e che, dopo aver già dato alle stampe tre EPs, uno split album con i brasiliani Toxic Carnage e un primo album datato 2015 (intitolato "Crimes Against Humanity"), non ha alcuna intenzione di togliere il piede da quel maledetto acceleratore. Anzi, a giudicare da "Paroxysm of Hatred", l'onda d'urto generata dai quattro greci sembra addirittura ingigantirsi, e con essa anche il suo impetuoso impatto frontale. Ogni singola nota, ogni singolo passaggio riporta in mente gli anni '80, il periodo d'oro del thrash metal. Un disco che rade al suolo qualsiasi cosa gli si ponga davanti, poichè alla base di tutto c'è un'insaziabile sincerità d'intenti. Avanti così Rapture!

Contatti:
facebook.com/ThrashRapture

TRACKLIST: Thriving on Atrocity, Vanishing Innocence, Redemption Through Isolation, Paroxysm of Hatred: Procreation, Misanthropic Outburst, Taken by Apathy, Quintessence of Lunacy, Paroxysm of Hatred: Revelation


lunedì 5 febbraio 2018

Recensione: ECTOPLASMA "Cavern of Foul Unbeings"
2018 - Memento Mori




Dopo aver sparso i semi della distruzione con il precedente debut album "Spitting Coffins" (2016), i greci ECTOPLASMA danno prova di capacità e abilità con "Cavern of Foul Unbeings", stampato dalla spagnola Memento Mori. Un death metal genuino e vecchio stile che risente dell'influenza dei Monstrosity degli esordi. Le trame malevole del nuovo lavoro sono in grado di fermare le lancette del tempo e perciò annichilire chiunque si presti all'ascolto. A livello sonoro l'andamento rimane sostanzialmente invariato, anche se "Cavern of Foul Unbeings" è più rabbioso rispetto al disco che lo ha preceduto. In fin dei conti, questo è quello che ogni fan del death metal vorrebbe sentire. Di formazioni come gli Ectoplasma ne troveremo tante, ma intanto è doveroso apprezzare la loro efferatezza.

Contatti: 
facebook.com/Ectoplasma
ectoplasma187.bandcamp.com

TRACKLIST: Amorphous Atrocity (Intro), Entranced in Blood, Mortified and Despised, Seized in Cimmerian Darkness, Cavern of Foul Unbeings, Primeval Haunting, Reanimated in Trioxin, The Unspeakable One, GhoulSpawn, Disembodied Voice, The Immortals (Unleashed cover)


venerdì 2 febbraio 2018

Recensione: WOMBRIPPER "From the Depths of Flesh"
2018 - Grotesque Sounds Productions




I WOMBRIPPER sono arrivati al debutto. "From the Depths of Flesh" si muove violentemente nella tradizione del death metal più sincero. Una coerenza che, come evidenziano le nove tracce di questo full-length, non significa incapacità di andare oltre le solite soluzioni di genere, anzi; la compagine russa sa organizzare e concretizzare un sound massiccio che con la sua ampiezza può competere con le migliori releases attualmente in circolazione. Sto parlando della passione, quella passione che non si può improvvisare o fingere di avere, la stessa che nei gloriosi anni novanta ha formato il "mito" del death metal. I Wombripper sono progrediti nel songwriting, nelle scelte di produzione, migliorati come musicisti, ma hanno seguito lo stesso percorso intrapreso nel 2012. Nessuna pretesa di originalità, solo bastonate inflitte ai propri strumenti ed una cieca sete di sangue. Meritano il vostro sostegno.

Contatti: 
wombripper.bandcamp.com/from-the-depths-of-flesh
facebook.com/wombripperband52

TRACKLIST: Still Unborn, Immolation Rites, Torn by the Nails, Frantic Exhumation, Restless, The Suicidal Recreation, Locked in the Iced Coffin, Godless Slaughter (In the Name of Doom), Prenatal Death