mercoledì 18 aprile 2018

Recensione: MYRA "FCK VLK"
2018 - Autoproduzione




Dopo aver pubblicato tre album in tredici anni di carriera, i tedeschi MYRA mostrano al pubblico il rapporto tra modernismo e musica heavy. "FCK VLK" è la prova che partendo da sonorità "nu metal" si può anche produrre un lavoro discreto, scorrevole, di facile presa, caratterizzato da testi di evidente pregnanza sociale. "FCK VLK" è nettamente superiore alle precedenti releases messe in commercio negli anni passati, sotto vari punti di vista, nonostante la formula adoperata mantenga l'andamento delle dieci songs standardizzato. Credo che la loro sia stata una scelta ponderata. Io stesso ho voluto approfondire attentamente il nuovo lavoro prima di scrivere le mie righe per questa recensione. C'è potenza, ma anche melodia lì dove serve, come ad esempio in "Keepers Code" (il brano migliore del lotto); perciò non lasciatevi condizionare negativamente dall'etichetta "metalcore" appiccicata sul nome dei Myra. In definitiva, un valido ritorno. Da segnalare.

Contatti: 
myra-metal.de 
facebook.com/myraofficial

TRACKLIST: FCK VLK, Ratcatchers, Keepers Code, Together, Pile of Trash, Walls, Prove Me Wrong, Possessions, Broken Windows, Overcome




martedì 17 aprile 2018

Recensione: SEPTIC TANK "Rotting Civilisation"
2018 - Rise Above Records




Quando la vecchia scuola torna alla carica c'è poco da fare. In questo caso stiamo parlando di Lee Dorrian (With The Death, ex-Cathedral, ex-Napalm Death) e di un altro veterano della scena metal: Scott Carlson dei Repulsion. I due, uniti dall'amicizia e da una profonda passione per l'hardcore/punk d'annata, decisero nel 1994 di stabilire un sodalizio artistico che risponde ancora oggi al nome di SEPTIC TANK. Il tanto agognato "Rotting Civilisation" è destinato a tutti coloro che vorranno passare 40 minuti all'insegna di un suono dal piglio nevrotico e "in your face". I Nostri seguono la strada già calcata all'epoca dai Discharge, ma risultando più convincenti di quanto possiate mai immaginare. La stessa produzione resta fedele alla tradizione degli eighties/nineties. "Rotting Civilisation" non è che un nuovo attacco frontale contro questo fottuto sistema. Se siete appassionati del genere, potete andare sul sicuro. I Septic Tank ci parlano di realtà e cose tangibili. Missione compiuta!

Contatti: 
facebook.com/septictankuk

TRACKLIST: Septic Tank, Who, Victimised, Social Media Whore, Divide And Conk Out, Treasurers Of Disease, Fucked, Whitewash, Death Vase, You Want Some, Digging Your Own Grave, Danger Signs, Walking Asylum, Lost Humanity, Never Never Land, Self-Obsessed, Living Death, Rotten Empire




venerdì 13 aprile 2018

Recensione: ANTAGONIZE "Demo 2018"
2018 - Triple-B Records




Il demo 2018 di questi americani è come una sprangata in pieno volto! Gli ANTAGONIZE sono una di quelle band di cui è facile parlare, vista la loro natura animalesca. Basta prendere dell'hardcore grezzo, incattivito al massimo, suonato con grinta punk e violenza metal e il gioco è fatto. E' uno stile molto basilare, ma c'è da chiedersi come mai piaccia così tanto ai fan del genere. Credo che molta gente si sia stancata di cose troppo prodotte e dal suono artificiale, ecco perché spesso si affida a dischi onesti, diretti e violenti. Qui la regola è non scendere a compromessi. Detto in questo modo può sembrare scontato, ma il risultato è decisamente oltre la media. Gli Antagonize di Boston ci sanno fare, le cinque tracce evidenziano le migliori potenzialità dei musicisti coinvolti nel gruppo, facendo risultare il primo demo 2018 un prodotto convincente nella scena underground statunitense, cosa non facile da trovare nella maggior parte delle produzioni attuali. Dietro al microfono c'è la voce di Aaron Bedard (ex Bane). Cosa volete di più per le vostre orecchie?! Da seguire.

Contatti:
antagonizehc.bandcamp.com/releases 
facebook.com/triplebrecords

TRACKLIST: Headcount, Work Horse, Sunday Best, Blood Oath, Savior


lunedì 9 aprile 2018

Recensione: RUINED NATION "Restart"
2018 - WOOAAARGH | Hecatombe Records




Sulla linea di confine che sempre esisterà tra hardcore e grindcore, si situa il secondo album di questo gruppo austriaco dal nome che evoca un significato di forte impatto, significato che è insito nei "geni" di chi utilizza la rabbia come arma per ribellarsi contro il sistema. Perché i RUINED NATION non sono altro che l'ennesima formazione capace di rendere giustizia ai due generi musicali succitati. "Restart" è un disco cinico, implacabile, cementato da chitarre tanto arcigne quanto puntuali quando si tratta di aggredire l'ascoltatore, rinvigorito da una sezione ritmica desiderosa di mantenere la tensione di fondo ai massimi livelli. Giusto spendere qualche parola positiva sulla prova vocale del bassista/cantante Markus Matzinger, che assume il ruolo di catalizzatore: la sua attitudine sfrontata è destinata a prendere il sopravvento all'interno di un suono granitico e per certi versi inattaccabile. Purtroppo "Restart" segna lo scioglimento (annunciato) di questa realtà formata da membri di Implore, Six-Score, MJK, UGF, Blechophon. Da prendere in seria considerazione.

Contatti: 
wooaaargh.bandcamp.com/ruined-nation-restart
facebook.com/ruinednation4020

TRACKLIST: Bareness, Suffer, Trapped, Trust, C.O.Y.O., Heinz-Christian, Under Control, Same Ol' Story, Pathetic, Restart, Created By Humans, Painted Black, Borderline


venerdì 6 aprile 2018

Recensione: HEAVY METAL KINGS "Black God White Devil"
Enemy Soil Records | Uncle Howie Records




Li aspettavamo al varco gli americani HEAVY METAL KINGS, pressoché sicuri che il loro ritorno discografico avrebbe portato con sé una nuova ventata di freschezza, ma anche l'efficacia di due pezzi da novanta della scena hip-hop underground. Eccolo! "Black God White Devil" spalma la propria poetica di strada su tredici composizioni dalle trame fitte e serrate che riassumono le migliori caratteristiche espressive dei maestri Vinnie Paz (Jedi Mind Tricks, Army Of The Pharaohs) e Ill Bill (Non Phixion, La Coka Nostra), con una concisione e una comunicatività ancora più taglienti di quelle espresse sull'omonimo album del 2011. Gli HMK procedono sicuri, senza ansie da prestazione, e sostenuti dalla consapevolezza dei propri (inossidabili) mezzi. Il duo statunitense ha fatto passare oltre sei anni dal debutto pubblicato per questo side-project, ripresentandosi con un full-length che lascia attoniti sul piano emotivo e cerebrale: canzoni dove il classico stile di Vinnie Paz e Ill Bill si fa spazio con estrema vitalità e autorevolezza. A dare manforte a questi due MC ci pensano il fuoriclasse Goretex/Gore Elohim (presente in ben sette brani) e DV Alias Khryst (in "If He Dies, He Dies"). Gli HMK fanno quello che sanno fare meglio: rap ad alto potenziale esplosivo, con un reale spessore musicale. Due tracce contenute in "Black God White Devil" sono state prodotte dal DJ/producer Sunday dei savonesi DSA COMMANDO, le altre da Apathy, Giallo Point, Vic Grimes, C-Lance, DJ Eclipse, Blastah Beatz, Sicknature, MTK. Quando si dice: da acquistare a scatola chiusa!

Contatti:
heavymetalkings.com
facebook.com/hmkrap

TRACKLIST: Seance Gone Wrong feat. Goretex, If He Dies, He Dies feat. DV Alias Khryst, Egyptian Moses feat. Goretex, Bad Hombres feat. Goretex, Golan & Globus, Mercyful Fate feat. Goretex, Black Mass Lucifer feat. Goretex, Petrus Steel, Killing Technology feat. Goretex, The Military Mind of Chaka Zulu, There’s No Wi-Fi in Valhalla, Gemini Lounge feat. Goretex, Fuck Outta Here






martedì 3 aprile 2018

Recensione: CORAM LETHE "In Absence"
2018 - Buil2kill Records




Fa piacere vedere che ci siano ancora band che credono nel suono estremo, soprattutto in una Nazione ricca di contraddizioni come l'Italia. I CORAM LETHE, provenienti da Siena, sono infatti fedeli ai dettami stilistici del techno death/black metal: le songs del quinto album intitolato "In Absence" hanno un piglio più diretto rispetto a quelle composte per il precedente "Haterodox" (2012), la voce del nuovo singer Giacomo Bortone aggressiva ma scandita, i riff ben elaborati, gli stop'n'go granitici, basso e batteria sempre dirompenti. Tutto sembra essere al suo posto e la produzione rende l'impatto distruttivo. Quella dei Coram Lethe è musica spigolosa che lascia trasparire la sua natura multidimensionale, e in un certo senso ingloba in sé diverse sfaccettature. "In Absence" ha quindi un suo personale linguaggio, una sua spinta propulsiva. Arrivati a questo punto, penso sia necessario ascoltare attentamente l'ultima fatica dei musicisti toscani e riflettere sui miglioramenti ottenuti negli ultimi sei anni. I Coram Lethe perseverano oltre la negatività dei nostri giorni per lasciare il segno nell'underground italiano. Un vero e proprio "must" per tutti gli amanti di tali sonorità. Stavolta si può davvero parlare di un ritorno importante.

Contatti:
facebook.com/CoramLethe

TRACKLIST: Esoteric, In Absence, Food for Nothingness, Not Been Born, Cognitive Separation, Pain Represents Pained Representatives, Antimateria, To Rise Again


venerdì 30 marzo 2018

Recensione: FU MANCHU "Clone Of The Universe"
2018 - At the Dojo Records




I FU MANCHU sono tra gli esponenti di punta nel circuito stoner rock, con uno stile personale, sia musicale che lirico, ancora imitato dai giovani gruppi attuali. Di loro rimangono impressi alcuni album del passato e le esibizioni live di cui tanto si è parlato nel corso degli anni. Venendo al presente, l'idea che se ne ricava è quella che, il nuovo full-length voglia proteggere l'anima arrembante di un gruppo dal carattere "deciso" e "reale", non come la maggior parte delle formazioni che oggi nascono come funghi sulle pagine dei giornali di settore; tanto che l'uscita di "Clone Of The Universe" rimette tutto in discussione perché, anche nella fase attuale, i Fu Manchu non hanno intenzione di rallentare il passo, dando sfogo a quelle pulsioni mordaci capaci di perforare la dimensione giusta, quella a loro più consona. E' un lavoro coinvolgente, a tratti prevedibile, ma composto da musicisti che usano il cuore e le viscere quando decidono di suonare musica grumosa. Il chitarrista Alex Lifeson, storico membro dei canadesi Rush, è stato coinvolto nella lunga traccia "Il Mostro Atomico". I tempi sono ormai maturi: largo quindi a chi, come gli irriducibili Fu Manchu, riesce ancora ad essere essenziale nella forma, efficace nella sostanza.

Contatti: 
 fumanchuband.bandcamp.com/album/clone-of-the-universe
facebook.com/FuManchuBand

TRACKLIST:
Intelligent Worship, (I've Been) Hexed, Don't Panic, Slower Than Light, Nowhere Left To Hide, Clone Of The Universe, Il Mostro Atomico (feat. Alex Lifeson)

martedì 27 marzo 2018

Recensione: ATRIUM CARCERI | HERBST9 "Ur Djupan Dal"
2018 - Cryo Chamber




E' bello poter dare alla musica la possibilità di esprimersi attraverso l'uso dell'immaginazione. Il drone/ambient mi ha sempre appassionato, ecco spiegato il motivo per cui continua ad arricchire la mia vita con un'infinità di frammenti sonori provenienti da vari progetti musicali. In "Ur Djupan Dal", composto dai maestri ATRIUM CARCERI e HERBST9, c'è un filo conduttore che collega le diverse atmosfere, capaci di mettere in risalto la grande intesa tra questi veterani della scena ambient. Quello che c'è di interessante, è che le tracce del disco sono state rivelate in maniera così evidente che non possono essere ignorate, e ci mostrano come i Nostri siano stati in grado di spingere la creatività oltre le barriere del tempo, per far risplendere le cose sotto il sole della verità.

Contatti: 
cryochamber.bandcamp.com/album/ur-djupan-dal 
 facebook.com/Atrium-Carceri
facebook.com/Herbst9

TRACKLIST: Mot Främmande Land, Sov Ej Hos Kvinna, Som Är Kunnig I Trolldom, Österländska Tempel, Ur Evighetens Pipa, Vida Jättars Väg, Blott Den Vet Som Vida Reser, Drakhuvud, Händer Skola Hålla Hårda Yxor, Den Döda Trollkvinnan




sabato 24 marzo 2018

Recensione: LONG DISTANCE CALLING "Boundless"
2018 - Inside Out




"Boundless" svolge un ruolo di prim'ordine nel presente dei LONG DISTANCE CALLING. I quattro musicisti tedeschi sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo e hanno perciò bisogno di aggrapparsi ad una visione "potente" per andare avanti. D'altronde ogni artista che si rispetti è un privilegiato in quanto può essere totalmente libero di esprimersi nella sua singolarità. Questo è post-rock strumentale di alto spessore, alcune tracce dell'album hanno in nuce una certa dose di aggressività, ma credo si tratti di voglia di perdere il controllo attraverso una pseudo-trance. Già, forse più naturale aggressività che violenza. Con "Boundless" i Long Distance Calling uniscono tutto in un unico essere in cui gli opposti non esistono più a livello musicale come su quello personale. Da dove nasce il rumore? "Il rumore viene dall'inquietudine e l'inquietudine è un ritmo pulsante". Non possiamo far altro che rispettare gente del genere, anche perché stiamo parlando di autentici professionisti, esperti e disinvolti: esattamente ciò di cui la scena musicale ha bisogno, oggi.

Contatti: 
longdistancecalling.de
facebook.com/longdistancecalling

TRACKLIST: Out There, Ascending, In the Clouds, Like a River, The Far Side, On the Verge, Weightless, Skydivers




giovedì 22 marzo 2018

Statistiche: 374.689 visite e 1.814 post su SON OF FLIES webzine




A distanza di cinque anni dall'apertura del sito ufficiale della mia webzine, ho scritto e pubblicato 1.814 post. Il blog ha superato 370.000 visite.

Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna

SON OF FLIES WEBZINE celebrates more than 370.000 visitors from around the World and 1.814 post.

Thanks for the SUPPORT! Christian Montagna

mercoledì 21 marzo 2018

Recensione: NORDVARGR "Metempsychosis"
2018 - Cyclic Law




Sebbene l'album "Metempsychosis" potrebbe illustrare la singolare qualità formale della musica industriale del progetto NORDVARGR, essa non riesce a spiegare la sua marcata capacità di visione. Per l'artista/compositore svedese Henrik Nordvargr Björkk, tale capacità ricorre solamente quando tutti gli elementi presenti nel suo stile musicale si fondono producendo quello che si può chiamare "feeling", quando tutto quello che si vede e si sente contribuisce a determinati "stato d'animo". Gli stati d'animo che lo stimolano di più sono quelli che si annidano nelle ambientazioni da incubo. L'indefinibile "feeling" che Nordvargr cerca di comunicare ai suoi ascoltatori è strettamente collegato ad una profonda forma di cupo disorientamento (!). Qui le caratteristiche dell'inquietante sono quelle dell'ossessione piuttosto che del terrore. In "First East" è racchiusa la stretta collaborazione con il musicista Trepaneringsritualen. L'artwork è stato creato da Dehn Sora (Treha Sektori, Throane). Acquisto consigliato.

Contatti: 
cycliclaw.bandcamp.com/album/metempsychosis 
facebook.com/hnordvargr

TRACKLIST: Into The Cycle Of All And Nothing, Metempsychosis, First East, At The Crossroads Of Immortality, Invocation For A Malicious Spirit, Salve Teragmon, Manifestation, Sweet Death Triumphant, Consolamentum, Livet Tar Slut


lunedì 19 marzo 2018

SON OF FLIES WEBZINE | Nuovo artwork creato da Dehn Sora




ITA: Sono onorato di accettare questa fantastica opera d'arte per la mia Son of Flies webzine. Creata dal rinomato artista, musicista, compositore francese Dehn Sora (Treha Sektori, Throane). Uno degli artisti più influenti degli ultimi dieci anni, soprattutto considerando i binari estetici in gioco in questo periodo. Grazie amico mio! Sono felice di ricevere questa immagine in cambio di uno dei miei dipinti. Christian Montagna

ENG: I'm honored to accept this amazing artwork for my Son of Flies webzine. Created by Dehn Sora (Treha Sektori, Throane). One of the most influential artists of the last ten years, especially considering the aesthetic binaries at play throughout this time. Thank you my friend! I'm happy to receive this image in exchange for one of my paintings. Christian Montagna

Contatti:  
dehnsora.com 
facebook.com/dehn.sora


domenica 18 marzo 2018

Recensione: INFRAKTOR "Exhaust"
2018 - Rastilho Records




Questo è il thrash/death metal, il glorioso, immortale thrash/death metal! "Exhaust" è un disco schiacciante, un album di debutto che sputa litri di materiale nocivo e infiammabile. E di tenacia i portoghesi INFRAKTOR ne hanno da vendere perché possiedono gli attributi necessari per diventare una minacciosa macchina da guerra. "Exhaust" si avvicina molto alle recenti produzioni di alcuni veterani della scena (i vari Dew-Scented, The Haunted, At The Gates), un sound metal a tutti gli effetti; pieno, energico, ma allo stesso tempo decisamente orecchiabile e ben prodotto. Inutile aggiungere altro, la musica parla da sé. Prendere o lasciare.

Contatti: 
rastilho.bandcamp.com/album/exhaust 
facebook.com/infraktor.metal 

TRACKLIST: Intro, Blood of the Weak, Son of a Butcher, Exhaust, Confront, Speech of Deceit, Inevitability of Reason, Unleash the Pigs, Ferocious Intent, Outro


giovedì 15 marzo 2018

Recensione: HOSTIL "Infernal Rites"
2018 - Autoproduzione




La tradizione thrash/death metal dell'America meridionale si sta sempre più rinforzando, e sono ormai tante le band che portano avanti un certo tipo di sound con una mentalità improntata sulla coerenza. A quattordici anni dal primo demo, i peruviani HOSTIL tornano in azione forgiando un album tutto sommato valido, graffiante e onesto. Diciamo che, nella sua palese staticità, il debutto "Infernal Rites" segue per filo e per segno regole precise, tenendo fede ai valori di un genere musicale affermato da decenni, snodandosi attraverso soluzioni sonore già sentite e risentite in altri dischi del passato. In conclusione, l'impatto non manca e questo non va negato, ma pur riconoscendo ciò, il quartetto proveniente da Lima potrebbe fare ancora di più. Le potenzialità sono buone. Da provare.

Contatti:
facebook.com/HostilBand

TRACKLIST: Alone, Infernal Rites, Murder, Nevermind Nevermore, Trial, Hell, Despertar, Usurpador


mercoledì 14 marzo 2018

Recensione: DEAD VOID "The Looming Spectre"
2018 - Autoproduzione




Se si decide di ascoltare un demo come "The Looming Spectre", bisogna avere una certa predisposizione verso quelle sonorità death/doom metal gelide e ossessionanti che, in parte, hanno caratterizzato alcune delle vecchie produzioni di gruppi storici quali Autopsy, Winter, Incantation, Corrupted (per citarne alcuni!). E non credo sia un problema accostare il nome del trio danese a quelli citati poc'anzi. Per i DEAD VOID sarà più facile ricevere un buon riscontro nell'underground piuttosto che altrove. I quattro brani hanno un riffing fosco e accattivante che gli amanti del death/doom apprezzeranno sicuramente. Il secondo demo in questione darà maggiore visibilità a questi musicisti, la cui musica spacca le ossa per intensità e pesantezza. Un tuffo nel passato!

Contatti: 
deadvoid.bandcamp.com/releases
facebook.com/TheDeadVoid

TRACKLIST: Bliss, Isolation's Hold, Shadowed Heights of Ascension, Immortal Shadow Hydra


lunedì 12 marzo 2018

Intervista: RAPTURE - "UN VORTICE DI VIOLENZA"






ECCO A VOI I THRASHER GRECI RAPTURE, DA POCO TORNATI ALLA RIBALTA GRAZIE AD UN NUOVO ALBUM DI TUTTO RISPETTO COME "PAROXYSM OF HATRED", E PRONTI A RIVERSARE SU DI VOI LA LORO VIOLENZA. DI SEGUITO IL RESOCONTO DELLA MIA CHIACCHIERATA CON IL CANTANTE/CHITARRISTA APOSTOLOS PAPADIMITRIOU.

1. Ciao Apostolos. Grazie per aver accettato di rispondere alle domande per questa mia intervista. Per cominciare, vorresti presentare la band per quelli che non hanno mai ascoltato la vostra musica?

- Ciao! Grazie a te per questa opportunità. I Rapture sono attivi dal 2013. L'attuale line-up si era già assestata nel 2014. Dopo due demo, abbiamo scritto il nostro primo album uscito poi per la label Witches Brew. Un anno dopo pubblicammo il nostro EP "Total Madness Reigns" come autoproduzione. Il 22 gennaio di quest'anno ha visto la luce il secondo disco "Paroxysm of Hatred", messo in commercio dalla spagnola Memento Mori Records, e da quel momento stiamo ottenendo un feedback positivo e incoraggiante. Insomma, siamo molto impegnati per promuovere la nostra musica, suonando in giro per farci conoscere il più possibile. Il primo concerto a supporto del nostro ultimo album è stato fatto il 27 gennaio al Dark Winter Meeting festival di Malta, e ce ne saranno molti altri a venire.

2. L'esigenza principale dei Rapture è suonare thrash metal all'ennesima potenza, e devo dire che quello che fate vi riesce bene. Come siete arrivati a questo livello di tecnica e aggressività?

- Nella musica è fondamentale fare ciò che si sente. Noi non stiamo forzando nulla, semplicemente ci impegnamo per suonare nel modo che ci piace, e questo ci fa sentire sazi e soddisfatti.

3. Il nuovo "Paroxysm of Hatred" è davvero micidiale, e mi congratulo con voi per questa ottima release! Vorrei sapere cosa pensi tu dell'album. Te lo chiedo perché mi sembra che ci sia un legame fortissimo tra il vostro essere musicisti preparati e l'atteggiamento old-school, per così dire...  

- Grazie mille! Siamo più che contenti di essere onesti, prima di tutto con noi stessi. Il disco è il frutto di un processo creativo/compositivo durato quasi 3 anni, dal momento che ci stavamo lavorando dall'inizio del 2015. Si potrebbe persino dire che è il nostro "bambino appena nato", e al momento è la nostra prima priorità. Lo stiamo promuovendo suonando in Grecia e all'estero.

4. Come sono andate le sessioni di registrazione dopo tre anni di duro lavoro in sala prove?

- Non posso calcolare quante ore abbiamo trascorso in studio. Harris (il produttore) è un nostro caro amico, quindi l'intero processo si è svolto in un ambiente davvero amichevole e rilassato. Questo ci ha aiutato molto e fortunatamente abbiamo avuto abbastanza tempo per provare diverse cose. In questo modo siamo riusciti a raggiungere il risultato migliore per il nostro materiale.

5. Questo nuovo full-length è la vostra prima uscita per la Memento Mori. Perché avete deciso di non continuare la collaborazione con la Witches Brew? Cosa vi aspettate dall'etichetta spagnola?

- Ovviamente la decisione è stata presa di comune accordo tra noi. La nostra evoluzione musicale doveva essere supportata da un'etichetta più rodata. Questo riassume la nostra scelta. Dato che Raul (il proprietario della Memento Mori Records) è una persona dedita alla scena underground, le nostre aspettative erano davvero alte, e ad essere onesti ha fatto più che abbastanza per i Rapture. Il suo interesse nei nostri confronti e il suo sostegno al nostro materiale hanno fatto la differenza per farci fare un passo in avanti.

6. Potresti descriverci una giornata tipo nella vita dei Rapture? Quali sono gli aspetti che preferite quando vi ritrovate in sala prove?

- Beh, di solito proviamo la nostra setlist e dopo suoniamo delle cover di gruppi che ci piacciono. Nelle pause, parliamo di cose che accadono nella nostra vita e di tutto quello che viviamo ad di fuori della band. La cosa che preferiamo è comporre nuovo materiale, quello che ci piace meno è quando qualcuno arriva in ritardo in sala prove. :)

7. Va bene, grazie per questa intervista. Altro da aggiungere?

Grazie a te! Solo una cosa da aggiungere: PAROXYSM OF HATRED REIGNS.


CONTATTI:  
rapturegreece.bandcamp.com/album/paroxysm-of-hatred 
facebook.com/ThrashRapture

RAPTURE line-up:

Apostolos Papadimitriou - Voce, Chitarra
Nikitas Melios - Chitarra
Stamatis Petrou - Basso
Giorgos Melios - Batteria

RECENSIONE: 
RAPTURE "Paroxysm of Hatred" 2018 - Memento Mori


domenica 11 marzo 2018

Recensione: ATOMWINTER "Catacombs"
2018 - Trollzorn Records




I tedeschi ATOMWINTER si dimostrano, al terzo full-length, una compagine agguerrita capace di suonare death metal alla vecchia maniera, old-school per intenderci meglio. Il cantato furente e i riff macina ossa fanno da collante ad una sezione ritmica che non la smette un attimo di infierire sulle proprie vittime. La cosa certa è che il gruppo non vuole nascondere la profonda passione per tutto ciò che è ancorato al passato, diventando così lo strumento di comunicazione di quanti non possono fare a meno di queste sonorità. Le composizioni ruotano incessantemente su se stesse, sferraglianti e fumanti, sui loro binari datati ma resistenti. Nulla di particolarmente originale, ma è un suono lucido e quadrato che continua a far sentire fottutamente vivi gli appassionati del genere. Anche stavolta siamo stati abbastanza accontentati.

Contatti: 
atomwinter.bandcamp.com
facebook.com/Atomwinter

TRACKLIST: Intro, Catacombs, Dark Messiah, Sadistic Intent, Ancient Rites, Gathering of the Undead, Carved in Stone, Necromancer, Morbid Lies, Funeral of Flesh


venerdì 9 marzo 2018

Recensione: CHAOS INVOCATION "Reaping Season, Bloodshed Beyond"
2018 - World Terror Committee




Il 2018 riserva un ritorno decisamente gradito anche per i tedeschi CHAOS INVOCATION, uno di quei gruppi infernali che nel religious black metal ha iniettato una quantità elevata di efficace melodia, e questo va a favore dell'istinto primordiale tipico dell'aggressività del genere. Ed ecco che "Reaping Season, Bloodshed Beyond", a differenza di "Black Mirror Hours" (pubblicato nel 2013), riserva non poche interessanti novità, soprattutto per ciò che riguarda la libertà con cui si muovono le voci dei membri A. ed M. I Chaos Invocation sono devastanti sui ritmi velocissimi, nei quali il loro ardore catastrofico si manifesta, ma sono altrettanto espressivi quando decidono di rallentare il "tiro" per dare maggiore ampiezza alle lente strutture dilatate. Stavolta si può davvero parlare di un lavoro importante e completo sotto tutti i punti di vista. In alcuni momenti i Nostri ricordano gli svedesi Dissection, soprattutto quando le diverse stratificazioni si sovrappongono freneticamente dando un valore aggiunto alla ricercatezza nelle partiture musicali. Il gruppo si dimostra capace di far conoscere il proprio modus operandi agli amanti del black metal. Da non trascurare.

Contatti:
wtcproductions.bandcamp.com/album/reaping-season-bloodshed-beyond
facebook.com/ChaosInvocation

TRACKLIST: Where Hearts Shall Not Rest, Calling from Dudail, To Fathom the Bloodmist, MenSkinDrums of Doom, Obsession Is Always the Answer, The Search of Keys and Gates, Blackmoon Prayer, Luciferian Terror Chorale, Chaos Invocation, Bloodshed Beyond, Ajna Assassins Absolute


mercoledì 7 marzo 2018

Recensione: GOLGOTHAN REMAINS "Perverse Offerings to the Void"
2018 - Autoproduzione




I GOLGOTHAN REMAINS sono tornati. Il quartetto australiano non si è perso per strada negli ultimi due anni, e se death metal volete, death metal avrete. "Perverse Offerings to the Void" è un atto mefistofelico, un CD sulfureo costruito su fondamenta indipendenti, un ulteriore passo in avanti verso il purgatorio, ma calcando lo stesso oscuro sentiero. Le atmosfere sonore create dalla band di Sydney dipingono quadri di orrore al di sopra di un tappeto sonoro devastante, con la voce del cantante ad avvelenare ogni brano grazie ad una timbrica cavernosa che non smette di lottare contro la luce. La rabbia sprigionata dai Golgothan Remains non subisce alcun cedimento lungo tutta la durata del disco. L'aspetto chiave del primo full-length è senz'altro il concetto di dissonanza in musica, che l'allontana dall'essere fine a se stessa. Questo è il loro sound, questo è "Perverse Offerings to the Void": una colata lavica che si riversa su chi non vuole accettare il volto del male. Consigliati.

Contatti: 
golgothanremains.bandcamp.com/perverse-offerings-to-the-void 
facebook.com/GolgothanRemains 

TRACKLIST: Vehemence (Through Pain Divine), From Chaos It Has Come, Vile Blasphemy, Bone From Dust, Phantom Earth, Void, Timeless Eradicator, Looped Depraved Spell, Golgothan Remains, Flagellation (Torrid Tongues)


lunedì 5 marzo 2018

Intervista: INFRACTION - "IMPATTO LETALE"






GLI INFRACTION, DA POCO TORNATI SULLE SCENE CON "POSTHUMOUS RELEASE", SONO PRONTI A SCARAVENTARE IL VOSTRO CORPO CONTRO UN MURO DI CEMENTO ARMATO. IL LORO GRINDCORE NON LASCIA SCAMPO. E' ARRIVATO IL MOMENTO DI CONOSCERE MEGLIO QUESTA GIOVANE E PROMETTENTE BAND SVEDESE.

1. "Posthumous Release" è un lavoro davvero implacabile, ecco perché ha destato stupore tra i fan del grindcore. L'intenzione era di recuperare e ricreare certe atmosfere del passato ma con un approccio moderno? Dove e con chi lo avete registrato?

- Abbiamo iniziato a registrare nel 2014 con William Blackmon (batterista dei Gadget), lui ha uno studio nella nostra città natale, denominato The Overlook. Fin dagli inizi siamo stati immersi in un continuo processo di scrittura, un processo di crescita ed evoluzione del tutto naturale. Ai tempi avevamo scritto 11 tracce per "Posthumous Release", canzoni che poi sono state ampliate perché il sound della band si è evoluto nel corso del tempo. In questo modo siamo riusciti ad assestare il nostro materiale e il nostro sound. "Posthumous Release" è stato completato dopo un lungo periodo di lavoro. In altre parole, è una sorta di compilation EP.

2. Sono trascorsi due anni da quando gli Infraction pubblicarono "Samtidsenlig mentalitet/Hundraårscykeln". Mi piacerebbe sapere come avete affrontato il processo di scrittura per questo nuovo EP.

- In realtà entrambe le releases sono il frutto delle stesse sessioni di registrazione.

3. Quali sensazioni si provano quando si compongono canzoni brevi e così furiose?

- Pensiamo sia una cosa importante avere canzoni di varia lunghezza e con contenuti dinamici. Non è importante quanto sia lunga una canzone, l'importante è che sia fatta bene.

4. Nel grindcore si utilizzano testi diretti e sinceri, abbinati alla ferocia della musica. C'è qualcosa di diverso nei contenuti lirici di "Posthumous Release"?

- Molto spesso i testi degli Infraction si basano su questioni serie che riguardano l'umanità profanata, e tutto il materiale viene elaborato in una chiave prettamente astratta.

5. Vi sentite influenzati da generi come il metal e il punk, nella loro forma più pura? Nelle vostre canzoni ho ascoltato alcuni passaggi che ricordano i Gadget e gli Ulcerate. Sei d'accordo con me?

- I Gadget, essendo dei veterani nella nostra città natale, sono una grande influenza. Altri che ci influenzano molto sono Abandon, i Mayhem degli anni '00, Arvo Pärt... per citarne alcuni.

6. Grazie per il vostro tempo e spero che i ragazzi italiani possano vedere presto un vostro live. Altro da aggiungere per i seguaci del grindcore? Vi auguro il meglio!

- Ci piacerebbe suonare in Italia. Grazie a te per averci intervistato. Keep fucking supporting metal.


CONTATTI:

infraction026.bandcamp.com/posthumous-release
facebook.com/infraction026

INFRACTION line-up:

Oskar - Basso
Torbjörn - Batteria
Karl - Chitarra
Johan - Voce
Olle - Chitarra

RECENSIONE: 
INFRACTION "Posthumous Release" 2018 - Autoproduzione


sabato 3 marzo 2018

Recensione: CIST "The Frozen Casket"
2018 - Metal Race Records




L'EP "The Frozen Casket" è una buona release death metal che ha il pregio di consegnarci un gruppo perfetto sul piano tecnico e compositivo, capace di raggiungere facilmente e in pochi anni quella completezza utile per stendere al tappeto al primo round. E stiamo parlando di una band attiva dal 2014. Ai molti sconosciuti, questi tre deathster russi si dimostrano assolutamente decisivi mentre si lasciano andare ad un sound che produce una serie interminabile di tuoni fragorosi. Ognuna delle cinque tracce è segnata da plettrate veloci, precise, senza cedimenti a giudicare dal risultato ottenuto in sala d'incisione. Non sono da meno gli assoli di chitarra, dannatamente efficaci. Il tutto a vantaggio della musica dei CIST, che non è mai banale. La voce di Vitaliy Luschenkov ricorda molto l'ugola al vetriolo di John Tardy degli Obituary, e quella di Marc Grewe (ex-Morgoth). "The Frozen Casket" è più di un valido prodotto di genere. OLD SCHOOL NEVER DIES

Contatti:
metalrace.bandcamp.com/album/cist-the-frozen-casket
facebook.com/cistband

TRACKLIST: Antisceptic, Incubation, Injected Obsession, Mitosis Simulation, Cryonesia


venerdì 2 marzo 2018

Recensione: GRAVESTONE "Sickening"
2018 - Raw Skull Recordz




Dagli intrecci dei diversi percorsi artistici che i quattro musicisti svedesi hanno portato avanti fino ad oggi, prende vita uno swedish death metal che, per spinta e robustezza, è un nuovo tributo ai primi lavori dei pionieri della vecchia scuola. I GRAVESTONE, si mantegono coerenti con quello stile, rispolverando così quel metodo vincente già utilizzato dai gruppi più prolifici negli anni '90. "Sickening" è un vero e proprio viaggio nel passato, in cui la trama sanguinolenta non subisce mutamenti con il passare dei minuti. Nell'insieme, il disco sembra risentire di una certa omogeneità, tuttavia la presenza nella line-up di personaggi quali il chitarrista/cantante Penki Samuelsson (Entrails, Facerip, Void) e il batterista Tomas Salonen (Kongh) lo fa risultare più credibile di altri simili prodotti attualmente sul mercato. Per i seguaci del death metal potrà essere un gran debutto a tutti gli effetti.

Contatti: 
gravestone.bandcamp.com/album/sickening 
facebook.com/GravestoneSwe

TRACKLIST: Tombthrasher, Fucking Your Corpse in Hell, Murderous Intentions, Behead the Bastard, In the Valley of Coffins, Rotten Kill, Necromaniac, Unholy Mess, Rest in Piss, By the Knife


martedì 27 febbraio 2018

Recensione: AFGRUND "The Dystopian"
2018 - Selfmadegod Records




È innegabile che nell'animo dei grinder AFGRUND vivano istinti omicidi. "The Dystopian", il loro quarto full-length pubblicato dalla Selfmadegod Records, scava nelle ferite sanguinanti dell'ascoltatore per alludere a qualcosa di proibito che sta sotto e dietro di esse. Il sound dei Nostri non cambia rispetto al passato: è grindcore nella sua forma minacciosa, un modus operandi che sovente si insinua sottopelle e impone il proprio volere con l'uso della forza. "The Dystopian" si presenta come l'ennesimo episodio graziato da un riffing ruvido e ispirato che è ormai il marchio di fabbrica della band scandinava. L'album nulla toglie e nulla aggiunge a quanto espresso in precedenza dagli Afgrund: musica senza compromessi! Il lavoro è stato fatto su misura per i tanti appassionati di un certo discorso musicale.

Contatti: 
 afgrundofficial.bandcamp.com/album/the-dystopian-2
facebook.com/afgrund666

TRACKLIST: Limitless Source of Power, Ruttna, Re-Exordium, Callous, Royalty of Crust, Crossfire Agent, (Yet) Another Way to Kill, The Great Rift, Archaic Plague, Smasher of Skulls, Demise Strategy


lunedì 26 febbraio 2018

Recensione: CREEPING FEAR "Onward to Apocalypse"
2017 - Dolorem Records




Un ritorno gradito quello dei francesi CREEPING FEAR, band che ha dato il via alla propria carriera con il demo "Unleashed" (2013), seguito poi da un EP di cinque canzoni intitolato "World Execution" (2014). Entrambe le releases furono del tutto autoprodotte. Se ancora può servire, vorrei far presente che, le loro influenze più marcate arrivano da gruppi storici ben consolidati nel panorama death metal (personalmente citerei: Dying Fetus, Cannibal Corpse, Vader, Devourment, Malevolent Creation, Morbid Angel). "Onward to Apocalypse" è la risposta diretta alle barbarie messe in atto dal succitato "World Execution", infatti il nuovo disco prende la mira per colpire al volto i suoi uditori. Alla fine, pur non producendo nulla di sbalorditivo, lo stile dei Creeping Fear si avvale di potenti proprietà distruttive. Per tutti gli amanti del death metal nelle sue connotazioni più retrò. "Onward to Apocalypse" risale al 2017, ma non potevo non recensire.

Contatti: 
creepingfear.bandcamp.com/album/onward-to-apocalypse
facebook.com/creepingfear

TRACKLIST: Life Denied , Divine Casualties, Swallowed by Death, Trenches of Desolation, Onward to Apocalypse, Spreading Disease, As Vultures Fly, Battlefield Bleeds, Soiled - Tainted and Merciless, Disposable Existence


venerdì 23 febbraio 2018

Intervista: ECTOPLASMA - "PUTRIDI, VISCERALI, DETERMINATI"






I GRECI ECTOPLASMA SI DIMOSTRANO UNA BAND AFFIATATA, CONSAPEVOLE DELLE PROPRIE QUALITA' E DEI PROPRI MEZZI, E QUESTO LO AVEVO GIA' ESPRESSO IN SEDE DI RECENSIONE. IL LORO SECONDO FULL-LENGTH "CAVERN OF FOUL UNBEINGS" NON FA CHE CONFERMARLO.

1. Cosa si nasconde dietro il titolo e l'artwork del nuovo album "Cavern of Foul Unbeings"?

- Il titolo "Cavern Of Foul Unbeings" è stato scelto con attenzione, proprio perché doveva dare l'idea dell'atmosfera oscura e inquietante racchiusa nel nostro nuovo album. Mentre leggi il titolo ti chiedi: a cosa ci troviamo di fronte? Death metal orrorifico, fantasmi, incidenti soprannaturali e paranormali? Ebbene sì, tutto questo è stato catturato dalle nostre songs. Naturalmente c'è anche un senso allegorico nascosto. L'umanità, quasi sempre, sceglie di vedere le cose da una prospettiva positiva, che racchiude la felicità, il divertimento, l'amore, bla bla bla. Ma là fuori esistono anche cose negative come la miseria, le bugie, il tradimento, gli omicidi e altro ancora. Molti si rifiutano di vedere la parte brutta della realtà, le cose spiacevoli, e preferiscono tenerle nascoste in una caverna. Quindi, il titolo incatena tutte quelle cose negative e disgustose che si annidano in quella caverna sotterranea, al di là di ciò che gli occhi umani possono vedere.

2. "Cavern of Foul Unbeings" suona più intenso rispetto al precedente "Spitting Coffins", quindi ti chiedo di approfondirlo adeguatamente.

- Non sono pienamente d'accordo sul fattore di intensità. Le vecchie canzoni degli Ectoplasma mettono in luce le nostre radici, ma è anche giusto che le nuove songs vadano oltre, senza snaturare l'essenza del death metal che noi amiamo. Ai tempi di "Spitting Coffins" eravamo un duo, quindi, quello che hai ascoltato nell'album è la visione di due uomini influenzati dal death metal puro e crudo. E poi si sa, più si suona, più gli obiettivi vengono raggiunti. I musicisti coinvolti negli Ectoplasma suonano in altre band (Vultur, Humanity Zero, Slaughtered Priest, Violent Definition, Embrace of Thorns...), perciò è naturale che le nostre influenze ed esperienze personali si allarghino notevolmente di giorno in giorno. Aver coinvolto altri due musicisti ci ha permesso di raggiungere un nuovo livello di espressione musicale, migliorando il songwriting. E' migliorata sia la registrazione che la produzione, e dal momento che siamo entrati a far parte del roster dell'etichetta Memento Mori, volevamo ottenere il meglio. L'aggressività è rimasta la stessa, questa volta messa in pratica da quattro persone e non da due.

3. È stato difficile comporre e registrare un album come questo? Avete fatto delle scelte precise per ottenere dei buoni risultati nella produzione?

- Non so se termini come "facile" o "difficile" siano adatti quando si parla della composizione di brani death metal. Non siamo un'orchestra sinfonica che ha bisogno di tanto lavoro per raggiungere dei buoni risultati. Siamo solo quattro persone che suonano quattro strumenti differenti, e amiamo quello che facciamo da anni. Ecco perché il termine "difficile" potrebbe risultare poco adatto. L'unica cosa "difficile" a cui posso pensare è trovare il denaro per registrare/stampare un disco, ma non abbiamo avuto grossi problemi al riguardo. Sicuramente ci abbiamo messo più impegno per completare questo ultimo lavoro. Questa volta, Haris dei War Possession e degli Embrace of Thorns si è occupato del mixaggio, la batteria e la voce sono state registrate nel suo studio personale, mentre le registrazioni delle chitarre e del basso sono state realizzate in casa, il che ci ha permesso di risparmiare economicamente e di lavorare con più calma. Il nostro processo di registrazione/mixaggio è rimasto standard, utilizziamo amplificatori, microfoni adatti al genere, alcuni di noi hanno sperimentato con altri ampli o effetti, ma niente di diverso o strano dalla norma. E' stata molto importante la sinergia tra noi ed Haris. Sia lui che noi sapevamo cosa ottenere. Haris conosce bene il death metal e sa come raggiungere dei risultati soddisfacenti.

4. In ogni caso, continuiamo ad andare fino in fondo. Gli Ectoplasma hanno sempre schiacciato al massimo il pedale del death metal, e "Cavern of Foul Unbeings", il nuovo album, mostra che questa vostra tendenza non è affatto cambiata. Dopo quattro anni di attività nell'underground, cosa vi ispira maggiormente?

- Le radici di ogni male e il death metal stesso. Ci piace questo. Siamo fedeli al verbo del death metal. Non vogliamo ascoltare chi ci dice come dovremmo respirare o muoverci per ottenere il meglio, vogliamo vivere liberi ed essere in grado di evolverci secondo la nostra volontà, come hanno fatto molte generazioni prima di noi. La vita è una questione di decisioni, una moneta a due facce (o anche più, a volte), la vita può essere crudele per natura, e ti ricompensa sempre per ciò che fai. Se ti trovi nella merda, devi cercare di uscirne in qualsiasi modo e solo con le tue forze, senza danneggiare altre persone. Il death metal è la forma perfetta per esprimere "la propria ferrea volontà" per ottenere quello che desideri veramente. Il death metal non ha confini, come la maggior parte dell'Arte in generale, e dovrebbe rimanere tale. Il death metal per noi è vita, senza esagerazione.

5. Ho visto il vostro videoclip per la song "Primeval Haunting". E' stato divertente lavorare con il regista?

- È stata un'esperienza, proprio perché fare un videoclip come questo non è una cosa che fai ogni giorno. Ci siamo divertiti molto, consapevoli del fatto che stavamo realizzando qualcosa di importante che sarebbe servito per la promozione del nostro nuovo album. Questo ci ha aiutato molto. Il regista del video sapeva cosa doveva fare vista la sua esperienza, ed è riuscito ad ottenere un video killer. Sì è stata un'esperienza davvero divertente.

6. Allora, cosa avete pianificato per il resto dell'anno?

- A parte alcune momentanee difficoltà tecniche, dato che uno dei nostri chitarristi lavora nell'esercito, è arrivata qualche proposta per suonare in giro per la Grecia, e forse suoneremo in Turchia con i nostri fratelli Hatevomit, una band death metal con cui realizzammo uno split nel 2016. Vogliamo registrare un EP alla fine del 2018 e un'altro full-length nel 2019. Il desiderio di vomitare death metal sul mondo non verrà mai meno.


CONTATTI:

facebook.com/Ectoplasma
ectoplasma187.bandcamp.com

ECTOPLASMA line-up:

George Wolf - Basso, Chitarra
Giannis Grim - Voce, Batteria

RECENSIONE: 
ECTOPLASMA "Cavern of Foul Unbeings" 2018 - Memento Mori


giovedì 22 febbraio 2018

Intervista: BROKEN HOPE - "IL CULTO DEL DEATH METAL"






NONOSTANTE SIA DIFFICILE BISSARE IL SUCCESSO DEI LORO ALBUM USCITI NEI PRIMI ANNI NOVANTA, GLI STORICI DEATHSTER BROKEN HOPE HANNO RICONFERMATO TUTTO IL LORO VALORE CON IL SETTIMO SIGILLO "MUTILATED AND ASSIMILATED". IL CHITARRISTA FONDATORE JEREMY WAGNER RIASSUME IN BREVE LA STORIA DELLA SUA CREATURA. PER CHI DI VOI NON LO SAPESSE, QUEST'ANNO I BROKEN HOPE CELEBRANO IL TRENTENNALE COME BAND.

1. Quest'anno i Broken Hope celebrano trent'anni di attività dedicata al death metal. Quali sono le tue personali impressioni sul passato e presente della band?

- Trent'anni fa, quando iniziammo, le cose erano molto eccitanti. C'erano un sacco di band death metal e grindcore, diventate poi delle leggende: Death, Morbid Angel, Napalm Death, e così via. C'era un'enorme ondata di death metal in quel periodo, ondata che ha raggiunto il picco nei primi anni '90. Ora, c'è nuovamente lo stesso grande fermento, e sono felice di questo. Molti fan e giornalisti si sono resi conto che il 2017 è stato l'anno del death metal. Tante band leggendarie, old school e new school, hanno pubblicato nuovi album. Per quanto ci riguarda, direi che la nostra intenzione è sempre la stessa: mantenere intatta l'integrità dei Broken Hope. Per me questa band è come un figlio. Ho iniziato la mia carriera con Joe Ptacek e Ryan Stanek, ho scelto io il nome del gruppo e da 30 anni mi occupo di tutti i testi e della composizione di tutti i brani. Quindi, il suono e la mia visione rimangono tali, così come non cambia il desiderio di suonare death metal senza compromessi. Con il nostro ultimo disco in studio "Mutilated and Assimilated", abbiamo mantenuto questa linea. L'album è Broken Hope al cento per cento.

2. I Broken Hope hanno pubblicato sette album. Con così tante canzoni alle spalle, molte delle quali davvero fantastiche, è difficile mettere insieme una scaletta per i vostri concerti?

- Ottima domanda! SÌ! Haha. A volte è difficile scegliere quali canzoni suonale dal vivo, in quanto c'è così tanto da poter scegliere. La regola generale è una sola: cerchiamo di prendere del materiale da ogni album, scegliamo canzoni che non siano troppo lente... insomma, manteniamo la nostra setlist interessante ed emozionante.

3. Il vostro album di debutto "Swamped in Gore" venne pubblicato 26 anni fa. Guardando indietro nel tempo, quali sono le tue considerazioni su quel lavoro?

- Riuscimmo a vendere molte copie della versione originale di "Swamped In Gore", prima che la Metal Blade lo pubblicasse, e questo grazie alla nostra costante attività nell'underground. Quando firmammo il contratto con l'etichetta, il desiderio fu quello di farlo ristampare con una nuovo e migliore artwork. Odiavamo la copertina originale! Haha! Dall'uscita di "Swamped In Gore" sono trascorsi 26 anni, ovvero una buona parte di una vita umana. Ho bei ricordi dei vecchi tempi, ma sono altrettanto felice con la nuova formazione e di come stanno andando le cose. Il fatto di essere maturato come persona mi ha aiutato anche a sentirmi meglio nei Broken Hope. Oggi è davvero divertente suonare le vecchie canzoni. Quelle songs uccidono, e per me è importante mantenere viva la nostra musica più datata.

4. State lavorando ad un nuovo album? Se sì, a che punto è il processo compositivo?

- Ho scritto parte di una nuova canzone, ma non ho ancora intenzione di registrarla.

5. Quali sono i piani per il futuro dei Broken Hope? Farete molti concerti per celebrare il trentennale della band?

- Stiamo facendo diverse date, inoltre suoneremo in dei festival per celebrare il trentennale della band. Dopo l'estate 2018, quando finiremo di suonare in alcuni festival e non avremo altri programmi in calendario, smetteremo di suonare dal vivo per un lungo periodo. Voglio concentrarmi sulla scrittura di altri romanzi (attività che faccio già a tempo pieno), e dedicare il mio tempo a scrivere musica e altri testi per la band. Non c'è fretta per comporre un nuovo album dei Broken Hope. Sono stato molto impegnato nel gruppo fin da quando ci siamo rimessi in azione nel 2011, ecco perché ho bisogno di una pausa.

6. Dopo trent'anni di attività, è difficile smettere di suonare death metal?

- Nonostante abbia bisogno di una pausa, è difficile smettere. Ho una grande passione, un forte amore per il death metal, ma anche per la mia chitarra. È nelle mie vene. Nel mio cuore. Non c'è niente di più forte dell'amore per il death metal e il grindcore. Cazzo, vivo e respiro il death metal. Questo non cambierà mai. Mi reputo un militante del death metal perché sono semplicemente innamorato di un genere che mi dà grandi soddisfazioni a livello sonoro e personale. Non c'è fan più fedele di quello del death metal. È la fratellanza tra le band e tra i seguaci del genere che lo fa vivere e respirare. Spesso vedi le stesse facce nei festival e nei concerti in giro per il mondo. Questo genere è importante per certe persone, è una parte fondamentale della loro vita, anch'io lo amo e non lo ritengo scontato. Sarò un appassionato di death metal, per sempre. Rinunciare a tutto sarebbe impossibile. Non posso rinunciare alla musica che amo scrivere e suonare.

7. Qualcos'altro che vorresti aggiungere?

- Grazie a tutti i fan che ci ascoltano/supportano da trent'anni, e anche a tutti i nuovi fan e amici. Noi esistiamo per voi, al di là di tutto. Cheers!


CONTATTI: 

brokenhope.com
facebook.com/brokenhopeofficial

BROKEN HOPE line-up:

Damian Leski - Voce
Jeremy Wagner - Chitarra
Mike Miczek - Batteria
Matt Szlachta - Chitarra
Diego Soria - Basso






martedì 20 febbraio 2018

Recensione: ANIALATOR "Rise to Supremacy"
2018 - Xtreem Music




Sono passati ben trent'anni dall'EP omonimo dei texani ANIALATOR, ma lo spirito è rimasto intatto e dopo tutto questo tempo il quartetto è pronto a far nuovamente detonare un rovente thrash metal che, molto deve alle infami sonorità dei vari Dark Angel, Slayer, Sodom. Il nuovo EP "Rise to Supremacy", nelle sue cinque composizioni, conferma come la band sappia riversare su disco fisico quell'intensità rabbiosa già ascoltata sui primi lavori pubblicati nella seconda metà degli '80. Non c'è modo di scappare di fronte a questa valanga di riff tesi e ritmiche sfiancanti, necessarie per supportare la furia omicida del singer Angel Gonzalez. E' la Xtreem Music di Dave Rotten (Avulsed, Holycide, Putrevore, FamishGod, ex-Repulse Records...) a mettere nuovamente in scena gli Anialator. Saranno pure derivativi, ma "Rise to Supremacy" merita l'ascolto.

Contatti:
xtreemmusic.bandcamp.com/rise-to-supremacy
facebook.com/Anialatortx

TRACKLIST: Embrace the Chaos, All Systems Down, Rise Again, Thick Skinned, Black


lunedì 19 febbraio 2018

Recensione: SIX BREW BANTHA "Blight"
2018 - To Live A Lie Records




In "Blight" i canadesi SIX BREW BANTHA sciorinano un grindcore più che mai arrogante, tirato e privo di fronzoli, nel quale è anche possibile ascoltare dei brevi passaggi ritmici meno caotici. Nonostante la loro prevedibile sfrontatezza, i contenuti abrasivi del nuovo disco in studio non perdono di intensità, anzi, sembra quasi che il trio d'oltreoceano migliori col passare degli anni in uno spazio limitato. L'intero "Blight" si dichiara "esplicitamente" fedele ad una precisa scuola di pensiero. I Six Brew Bantha mettono ulteriormente le cose in chiaro. Di sicuro non imprescindibili, ma concreti, senza pretese e onesti fino al midollo.

Contatti: 
sixbrewbantha.bandcamp.com/blight
facebook.com/SIXBREWBANTHA

TRACKLIST: Blight, Wholesale Genocide, False Portrayal, They Talk, We Die, Submit, Complicity


domenica 18 febbraio 2018

Recensione: GRUESOME STUFF RELISH "Cannibalized!"
2018 - Bizarre Leprous Production




Con "Cannibalized!", la materia goregrind precipita ancora una volta nel buco nero del terrore per conseguire un'atmosfera malsana e pregna di putridi vapori cimiteriali. Il quarto full-length della band spagnola, pur essendo assolutamente coerente con quanto espresso poc'anzi, non splende in fatto di intuizioni compositive; voglio dire, l'impatto delle canzoni è micidiale, ma a mio personale avviso manca quel qualcosa in più in grado di renderle davvero imperdibili. E' buono il lavoro svolto dalla sezione ritmica che, pur non facendo salti mortali, non fa mai mancare il proprio decisivo apporto. "Cannibalized!" segna un punto a favore della coerenza di questa realtà alimentata da attuali membri ed ex-componenti di Repugnance, Altar of Giallo, From the Crypt, Boneyard, Dossier Negro, Broken Gravestones, Dead Hand Caress. Dopo diciassette anni di attività, i GRUESOME STUFF RELISH sono diventati una sanguinosa macchina di morte. Godetevi i venti minuti di tortura. Ne vale la pena.

Contatti: 
bizarreleprousproduction.bandcamp.com/cannibalized
facebook.com/gruesomestuffrelish

TRACKLIST: Human Feast, Sadistic Ceremony, Skewered By Hooks, Speared To Death, Primitif, Doomed To Die In The Jungle, Cannibalized Bodies, Antopologists vs Antropophagus, Tender Flesh For The Tribe, Another Sacrifice For The Cannibal God, Eaten Alive


sabato 17 febbraio 2018

Recensione: TUMOURBOY "Condemned to Extinction"
2018 - Area Death Productions




Con una copertina del genere la band cinese TUMOURBOY non poteva che suonare thrash metal, ed è proprio qui che entra in gioco la "lezione" impartita dai colossi del genere; coloro che, in tempi ormai andati, hanno gettato le basi per i giovani thrasher oggi in azione nella scena underground. Dal punto di vista sonoro, "Condemned to Extinction" risente tanto del thrash Bay Area della seconda metà degli anni ottanta, senza respingere le influenze trasversali provenienti dai dischi della scuola teutonica di inizi novanta. Tanti frammenti di un'epoca che riemerge prepotentemente grazie alla vorticosa aggressività dei Tumourboy. La solita frase finale non può essere modificata: nulla di nuovo, ma fatto come si deve. Alla fine i fan di queste sonorità saranno contenti così.

Contatti:
tumourboy.bandcamp.com/condemned-to-extinction 
facebook.com/TUMOURBOY 


TRACKLIST: Armageddon, Cycle of Human Violence, Fatal Extermination, Executed, Infected Thoughts, Acid Rain, After Earthquake, Command to Kill, Kiss My Ass, Reign by Tyranny, Run for Your Life, Push it to the limit (Paul Engemann Cover)


giovedì 15 febbraio 2018

Recensione: AUREOLE OF ASH "Morbid Reality"
Halo of Flies | IFB Rec. | Sunsetter Rec. | Shove | Colossus Tapes | Reactwithprotest
2018




Ritorno al passato per gli AUREOLE OF ASH, che con l'album in questione manifestano il loro attaccamento al grindcore delle origini, quello meno raffinato, ma più molesto e sguainato. Il trio tedesco, con alla voce una donna, segue le orme lasciate dagli iniziatori di questo stile musicale per trovare il proprio assestamento su diversi livelli, anche se un tale approccio alla scrittura impedisce di poter sperimentare qualcosa di diverso, e quindi, proporre nuove idee alternative. D'altronde lo scopo principale di generi come il grind o il powerviolence è quello di non concedere alcun respiro a chi ascolta. L'unico brano a mettere in pausa la velocità vertiginosa dell'album è "Control". Una cosa è certa però, "Morbid Reality" è una pugnalata al costato, pur non essendo diverso da altri simili dischi recentemente messi in commercio. Quello che conta al di là delle etichette è divertirsi quando si suona, e da quello che mi sembra di intuire, la breve storia degli Aureole of Ash (iniziata nel 2016) è stata segnata dalla passione, dedizione e dall'impegno per far andare bene le cose. Siamo sulla buona strada per fare sempre meglio.

Contatti:
aureoleofash.bandcamp.com/morbid-reality
facebook.com/aureoleofash

TRACKLIST: We Pollute You, Fuel My Disgust, No Pets No Master, Dead Inside, Control, Invasive Manifestation, Ugly Aesthetic, Mindless*, Praising Extinction, Braindrill, Liars In Line, Morbid Reality


martedì 13 febbraio 2018

Recensione: HUMANITY'S END "Between Life and Death"
2018 - Autoproduzione




Se siete tra quelli che, amano il death metal incontaminato, ma senza aspettarsi nulla di particolarmente elaborato, potete tranquillamente affidarvi ai debuttanti HUMANITY'S END. Il loro biglietto da visita è un EP dall'impeto veemente, in cui le sfaccettature "retro style" trovano il giusto equilibrio per raggiungere il maggior impatto su chi vuole vivere tale esperienza sonora. Se paragonata agli attuali standard del settore, la proposta catramosa dei due musicisti di Detroit si rivela un'arma da fuoco che colpisce a bruciapelo. Generalmente non sono un sostenitore degli EP, tuttavia le tracce composte dagli Humanity's End meritano più di un ascolto. Carnage, Entombed, Grave, Black Breath, solo alcuni dei loro punti di riferimento. Il primo passo è fatto.

Contatti: 
humanitysend.bandcamp.com/releases
facebook.com/humanitys.end

TRACKLIST: Between Life and Death, Death's Door, Waves of Depression, Blackened Wings of Destiny, Man of the Cloth


lunedì 12 febbraio 2018

Recensione: REVOLTING "Monolith of Madness"
2018 - F.D.A. Records




Dopo aver consolidato una carriera che dura ormai da dieci anni, agli svedesi REVOLTING non resta che cercare la medesima vastità di suoni possenti nel death metal di stampo tradizionalista, per misurare la forza del loro songwriting avvalendosi di uno stile ormai comune ai seguaci del genere; senza stupire più per l'oggetto della ricerca compositiva in sé, bensì per come elementi ordinari diventino eccezionalmente funzionali, una volta ascoltati con un orecchio critico e attento. Il terreno del death metal svedese è per i Revolting quello che il campo di battaglia era per i soldati dell'atichità, uno spazio aperto su cui scatenare la propria rabbia contro il nemico. Un blend estremo dominato dalla voce corrosiva del cantante fondatore Revolting Rogga (Paganizer, Dead Sun, Minotaur Head, Necrogod, Humanity Delete, Lobotomy Dept, Megascavenger, Putrevore, Severed Limbs...). "Monolith of Madness" è la manifestazione della cattiveria pura che rammenta la natura selvaggia di un determinato trademark senza, e qui sta il bello, snaturarne l'essenza. Per molti di voi suonerà scontato, ma ogni opinione è pur sempre soggettiva. Coerenti, autentici, implacabili. Io sto dalla loro parte!

Contatti: 
fda-records.bandcamp.com/monolith-of-madness 
facebook.com/Revolting 

TRACKLIST: Blood Blood Blood, Procession to the Monolith, Ode to Hastur, Cadaver Patrol, Night of the Tentacles, March of the Revolter, The Faceless Deformity, Broomstick Legions, A Wedding for the Dead, From Out the Deep