giovedì 1 agosto 2013

Recensione: EXHUMED "Necrocracy"
CD 2013 - relapse records




Con le afose temperature di Agosto '13 si respira l'odore acre di morte e sangue sprigionato dai macellai americani EXHUMED. E' l'umido torpore che ci sovrasta a farci capire perché molto spesso l'estremismo musicale può avere effetti collaterali, diventando letale. Quando si fanno i conti con formazioni del genere non c'è possibilità di salvezza. Matt Harvey e soci fanno ritorno con l'inconfondibile sound affilato, tagliente e lacerante che li contraddistingue dal lontano 1990 (anno in cui la band ha mosso i primi passi). I 23 anni di carriera la dicono lunga sullo status ispirato della compagine californiana. Chiamiamola pure 'esperienza', ma resta il fatto che gli Exhumed non hanno mai sbagliato nessuna delle loro efferate coltellate inferte agli ascoltatori/fans. A questo punto la domanda nasce spontanea: cosa concede di nuovo l'ultimo "Necrocracy"? Strappa la carne in modo violento, riconsegnandoci dei musicisti incredibili, pur con un songwriting piuttosto diverso rispetto ai precedenti lavori in studio e soprattutto al precedente "All Guts, No Glory" (2011). Non fraintendetemi però! Gli Exhumed rimangono sempre gli Exhumed, però oggi fanno del loro groove un'arma contundente piuttosto fatale. I brani sono tutti sorretti dal solito martellamento spietato, ma questa volta i riffs contorti delle due chitarre si cuciono su pelli umane diverse, condizionati dal flusso viscerale delle atmosfere, cercate ed evocate dai componenti del gruppo (esempi lampanti potrebbero essere la seminale/allucinata "Carrion Call", "Dysmorphic" caratterizzata nella parte centrale da un passaggio acustico accattivante, oppure la funerea/strumentale "E Pluribus, Mortem"... una delle quattro bonus tracks aggiunte nella versione deluxe). La formazione mantiene alta la propria bandiera, tenendola a pugni stretti! Il feeling pachidermico tipico dei vecchi Carcass non è venuto meno su "Necrocracy", ma rimane inglobato nelle strutture dei brani (composti magistralmente) solo per ricordare a tutti quali sono stati i loro padri. Altro elemento da non ignorare sono i bellissimi solos! Ognuno di questi è perfettamente impiantato nell'ossatura robusta delle canzoni, creando armonizzazioni sorprendenti e maledettamente avvincenti. Proprio da questi si evince l'amore di Harvey per il classico heavy/thrash metal sound d'annata (chi non lo sapesse Matt milita anche nei Dekapitator). "Necrocracy" non dovrà mancare nella vostra collezione personale! Colpisce prepotentemente con questo connubio tra professionalità / attitudine underground e la genuina passione per il metal di vecchia tradizione. Gli Exhumed creano ancora musica fantastica che ogni cultore deve ascoltare. Li identifico con tre concetti precisi e forti: devozione, carisma e perseveranza. Una delle migliori band in campo death / grind. Non dimenticalo MAI!

Contatti: gorefuckingmetal.blogspot.it - exhumed.bandcamp.com

TRACKLISTING: Coins Upon the Eyes, The Shape of Deaths to Come, Necrocracy, Dysmorphic, Sickened, (So Passes) the Glory of Death, Ravening, Carrion Call, The Rotting.

BONUS TRACKS (DELUXE EDITION): Not yet Dead Enough, E Pluribus, Mortem, Chewed up, Spit Out, Go for the Throat.


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