mercoledì 31 ottobre 2012

Recensione: SLAVEBREED "Dethrone the Architect"
cd 2012 - l'inphantile collective




Avevo già conosciuto i greci SLAVEBREED con il debutto "Pain Syndicate"(2009). Ai tempi avevo riscontrato una band sincera, rabbiosa, ma ancora prematura. Oggi sono tornati alla carica con un nuovo album grind dalle velocità serrate che però non riserva particolari novità. Questo "Dethrone the Architect" non si distacca molto dai soliti schemi del genere risultando un po' zoppo nel songwriting. Sicuramente ci mettono passione ma è anche importante l'essere in grado di non fermarsi sempre sulle solite idee.

Contatti: myspace.com/slavebreed

"DETHRONE THE ARCHITECT" TRACKLIST: A New Plague Upon Us, Avaritia, Diluted’s Canticle, Failed Sepuku, Plebeians, Flagellants, Dethrone the Architect, Inside the Jaws of Famine, Maleficium, Penal Colony, Preaching to the Fallen, Dog Eat Dog (Disrupt Cover), Chironex Fleckeri, Sailing the Styx.


Recensione: THE BRODERICK "Free to Rot, Free of Sin"
cd 2012 - dead souls records




Sono questi i dischi post/hardcore che riescono ad entusiasmarmi in tutto e per tutto. Quando già dalla prima song capisci che ciò che accadrà in quel supporto audio sarà in grado di tenerti vigile, reattivo ("Black Lung"). Nel caos sonoro degli australiani THE BRODERICK fluttuano intenzioni che si innalzano per condurci fuori dal limite atmosferico, avere così l'opportunità di guardare dall'alto le brutture di un mondo in declino, captarlo attraverso uno stato alterato... Sentire l'infido calore della razza umana che scioglie ghiacciai, alimenta tempeste, scatena morte e distruzione per poi dissolversi nell'aria stagnata dalla diossina ("Brave New World"). Con tali caratteri questa band avrà la possibilità di continuare su ottimi livelli, perché in grado di sollecitare grandi emozioni (questo un punto di forza). Tutti i brani di "Free to Rot, Free of Sin" dipendono da un intervento profondo che non irrigidisce mai la verità delle loro idee in musica. Consigliati!

Contatti: thebroderick.com - thebroderickaus.bandcamp.com

"FREE TO ROT, FREE OF SIN" TRACKLIST: Black Lung, Distance, 1950DA, Drone, Unseen, Low Sky, Brave New World, Savages, Unheard, Diving Bell.


martedì 30 ottobre 2012

Recensione: BROTHERHOOD OF THE LAKE
"Desperation Is The English Way Vol. 1"
cd 2012 - tdon records




I BROTHERHOOD OF THE LAKE sono una band inglese dedita ad un aggressivo post hardcore/metal congegnato per far male all'ascoltatore. Ok, hanno spunti apprezzabili ("Hard to Bear" o "Hosts"), ma ad analizzarlo bene ogni brano che si sussegue sembra essere uguale al tassello precedente. Purtroppo. Hanno effettuato una discreta ricerca sui suoni, i riffs tutto sommato girano, le voci in alcuni momenti si concedono qualche melodia, ma per me in un disco conta l'insieme e in questo "Desperation Is The English Way Vol.1" il mordente viene diluito sempre nello stesso olio. Non mi hanno convinto.

Contatti: brotherhoodofthelake.com

"DESPERATION IS THE ENGLISH WAY VOL. 1" TRACKLIST: It's Meant To Hurt, Hard To Bear, Black Hearts, Black Knives, The Desperation, The World To Me, Too Bleak, Hosts, You'll Never Dream, Hope For Nothing.


Recensione: SCOTT KELLY and The Road Home
"The Forgiven Ghost In Me"
cd 2012 - neurot recordings




SCOTT KELLY (Neurosis) nuota tra spirito e sangue ed è l'emanazione di queste due componenti che va catturata... Non credo si possa fare un suo ritratto utilizzando semplici parole. Se fosse così, per fare un analisi veritiera basterebbe descrivere i lati più cubitali della sua musica cercando di afferrare l'energia che ne emana. Questo terzo album da solista permette di riconoscere quell'elemento soggettivo di raccordo tra il mondo reale dell'esistenza e quello interiorizzato in anni di vissuto. Il disagio esistenziale evidentemente si fa riconoscere attraverso se stesso come soggetto. Non ci sono modelli in quelle sei corde vibranti, in quella voce così profonda, ineguagliabile... La musica di Scott Kelly racchiude stimoli per la memoria e l'immaginazione. Canzoni evocative come "The Forgiven Ghost In Me", "In The Waking Hours", "We Let The Hell Come", "The Sun Is Dreaming In The Soul", "The Field That Surrounds Me" esprimono il senso dell'abbandono. Ascoltando la drammaticità, fragilità di "The Forgiven Ghost In Me" si prende coscienza che un giorno saremo solo cenere dimenticata. Un viaggio acustico indispensabile!

Contatti: neurotrecordings.com

"THE FORGIVEN GHOST IN ME" TRACKLIST: A Spirit Redeemed To The Sun, The Forgiven Ghost In Me, In the Waking Hours, Within It Blood, We Let the Hell Come, The Sun Is Dreaming In The Soul, The Field That Surrounds Me, We Burn Through The Night.


Recensione: IT'S NOT NIGHT: IT'S SPACE
"Bowing Not Knowing To What"
cd 2012 - autoprodotto




Già dall'apertura di "The Gathering" ci si sente pianamente coinvolti da questo album, un vortice magnetico in grado di atrofizzare articolazioni e sensi. "Bowing Not Knowing To What" è una valanga di suoni, potenti distorsioni che ti precipitano addosso lacerandoti dal profondo. La sua narrazione riprende le dinamiche del più ossessivo stoner/sludge psichedelico, ma la storia si svolge su una base dove non mancano i movimenti di sopraffina classe compositiva. Ben suonato, ben arrangiato, questo album si posiziona di diritto sopra la media. Ogni richiamo voluto è inserito con cura all'interno di un sound che si dilata su momenti di ambio respiro ed altri di sconfinata tensione. I brani sono lunghi come nella media del genere, ma queste note così autentiche, permanenti, non vi lasceranno mai soli. Gli americani IT'S NOT NIGHT: IT'S SPACE con questo secondo disco sapranno prendervi, stordirvi e portarvi in luoghi sconosciuti.

Contatti: innis.bandcamp.com - myspace.com/itsnotnight_itsspace

"BOWING NOT KNOWING TO WHAT" TRACKLIST: The Gathering, The Mantis & the Cow, Magus in the Valley, Painted Serpent, Blue Mountain Freedom, Vibration Eater, Palace of the Bees.


lunedì 29 ottobre 2012

Recensione: COLLISION "A Healthy Dose of Death"
cd 2012 - hammerheart records




Questo nuovo album degli olandesi COLLISION è veramente divertente da ascoltare (vista anche la breve durata). Se dal grind, thrash, hardcore si attingere il meglio tutto può diventare abbastanza convincente. "A Healthy Dose of Death" è un arma ad energia chimica che spara poche cartucce, ma, sono quelle necessarie a trivellarvi l'udito. Il rinculo è furente! Questi ragazzi usano una carica preterintenzionale per arrivare subito al sodo. Prendere o lasciare.

Contatti: collisiongrind.nl

"A HEALTHY DOSE OF DEATH" TRACKLIST: Screamer, Going Nuts with Splattered Guts, Fucked Up and Wasted, Rock Around the Chopping Block, Charming Chicks with a Crucifix, My Super Sweet Stalker, Machine Girl, Feast on Filth, Sick Love Story, Christ Candy, Zombified, Dose of Death, The Violence of the Lambs.


Recensione: NEUROSIS "Honor Found In Decay"
cd 2012 - neurot recordings




L'uomo, che abbia saputo migliorare e fortificare il proprio "IO" durante la vita corporea, arriverà nella vita spirituale in condizioni favorevoli per continuare e completare il proprio miglioramento. Ci sono uomini che messi insieme riescono a trascinare in musica la propria psiche, deteriorando il tempo che insegue alle loro spalle... Una psiche capace di reincarnarsi contro le insidie che galleggiano nell'anima. L'uomo è il padrone del proprio avvenire ed è l'autore della propria felicità o infelicità... Ogni dote dello spirito, ogni perfezione dell'agire saranno opera immensa! "Honor Found In Decay" possiede un "IO" cosciente... In ogni suo movimento c'è la libertà di volare lontano, se questo prevale, allora l'anima troverà la salvezza liberandosi da ogni consapevolezza che costituisce il vero elemento dell' "IO" cosciente. La rettitudine profonda e oscura dei NEUROSIS in tutti gli atti della loro esistenza è puro istinto. Loro ci dominano per strapparci da questa vita terrena perché non siamo più degni di viverla. IMMENSI!!!

Contatti: neurotrecordings.com

"HONOR FOUND IN DEACY" TRACKLIST: We All Rage In Gold, At The Well, My Heart For Deliverance, Bleeding The Pigs, Casting Of The Ages, All Is Found… In Time, Raise The Dawn


Recensione: VAREGO "Tvmvltvm"
cd 2012 - argonauta records | masterpiece distribution




Spesse volte si fa fatica a capire appieno la vera essenza di alcuni gruppi, la complessità esecutiva non sempre trova consensi ed è proprio questo aspetto che deve spingere ad ascoltare attentamente ogni singola mente creatività... Questo è l'unica direzione da seguire per apprezzare nel giusto modo. I VAREGO ci sottopongono ad un vero e proprio spettacolo circense dai numeri dinamici, sofisticati, che mai si soffermano su di una semplice linea. Hanno suoni crudi, dal forte impatto emotivo, sui quali quando irrompe la voce eclettica di Davide Marcenaro divengono circoscritti entro i valori di una vera e propria forma pittorica. Sbalordisce la band nella versatilità compositiva riuscendo a passare da un tono all'altro senza mai far notare le molteplici pennellate stese sulla trama di questa grande tela. In ogni song ci sono dinamiche da collasso, che, allargano l'arbitrarietà dell'immaginazione nel trasfigurare e deformare... Come il fluire di "Cataclysm and Mutation" (vicina allo spirito di Soundgarden/Alice In Chains) che si irriga emotivamente in quel primo minuto di "Soul to Devour" capace di espellere toni claustrofobici tipici dei Tool di "Lateralus". Ci sono strutture tubolari metalliche che precipitano sul cranio ("Carved in Stone") e così il corpo cade fuori dall'immaginazione illusoria della realtà naturale ("The Threatening Horizon"). Musica speciale quella dei Varego che non merita di essere ascoltata con superficialità, non merita giudizi affrettati... Questa band va assimilata lentamente, con cautela, perché sa donarci scenari sconfinati dall'inedita personalità espressiva. In "Tvmvltvm" ci sono muri di chitarra invalicabili sostenuti da una sezione ritmica pastosa e ribollente; un ritmo cingolato per centrifugare potenza scellerata. Le onde del mare nell'opener "The Arrival of Maelstrom" bagnano i movimenti improvvisi delle loro sabbie mobili... Un lavoro impossibile da catalogare, che non potrà mancare di entusiasmare ogni fan della musica dura nelle sue accezioni più ampie ed epiche. Una progressione all'uranio! Il tutto coordinato in cabina di regia dal grande Billy Anderson (Melvins, Neurosis, Eyehategod) agli Everything HZ Studios di Los Angeles. I Varego sono la riprova che l'Italia ha in grembo band che non hanno nulla da invidiare a qualunque formazione possa provenire d'oltreoceano o dall'Europa stessa. Dischi come questo vanno tenuti in una collezione speciale. Siamo su alti livelli.

Contatti: myspace.com/varegoband - soundcloud.com/varego/soul-to-devour

"TVMVLTVM" TRACKLIST: The Arrival of Maelstrom, Horror in the Sky, Carved in Stone Centauro d'Abisso, Cataclysm and Mutation, Soul to Devour, The Threatening Horizon Odyssey, Heralding the Resurrection, Shapes of Beauty.


domenica 28 ottobre 2012

Recensione: CANNIBAL MOVIE "Avorio"
Lp 2012 - Sound of Cobra Records | Avorio Dischi




La musica dei tarantini CANNIBAL MOVIE è un qualcosa di particolare, affascinante, sentito... Un rituale oscuro che brilla sotto le tenebre del loro monastero. Il mondo carnale ha da essere visibile per i disincarnati, quello dei Cannibal Movie produce per il superbo, per l'ambizioso, il prepotente. Come nel magnete vi sono il polo positivo e quello negativo, ugualmente necessari, così in questi suoni disturbanti ci sono sia fattori di benessere che di male interiore. Difficile elaborare una definizione per ogni singolo brano composto dal duo pugliese. Musica cupa, psicotica, allucinata, tribale; suonata per far danzare i servi intorno al trono dei cannibali... Un viaggio onirico influenzato dall'immaginario frastornante dei B Movies italiani degli anni '70/'80. Inizialmente questo album è stato stampato nel 2011 in una tiratura limitata (100 cassette), ma l'edizione vera e propria giace su 300 vinili co-prodotti quest'anno da Sound of Cobra Records/Avorio Dischi. Tra l'altro a breve recensirò un'altra loro tape dal titolo "Mondo Music" (limitata a 100 copie). I Cannibal Movie potrebbero non piacere a molti perché non propongono musica adatta a chiunque... Io ho apprezzato le loro intenzioni. Vedremo cosa ci riserveranno nel futuro.

Contatti: cannibalmovie.blogspot.it

"AVORIO" TRACKLIST: Teste Mozzate, Fame, Mangiati Vivi!, Django.


Recensione: EMPIRE OF RATS "No Peace"
ep 2012 - get this right records




Questo è uno di quei dischi che gli amanti del mosh hardcore non dovrebbero ignorare. Gli americani EMPIRE OF RATS partono dall'underground pronti a raccogliere l'eredità dei primi Hatebreed, Terror, Ringworm (loro mentori). Il tutto è una commistione di cattiveria spinta all'ennesima potenza... Non c'è scampo perché a dettare legge saranno nuovamente le solite cazzottiere arrugginite bagnate dal vostro prezioso sangue. Questa è musica che inevitabilmente sprigionerà uno sfrenato, selvaggio mosh pit! Sulla sezione ritmica avvelenata si lanciano vocals annichilenti e chitarroni hardcore/thrash che in alcuni momenti chiamano in causa gli Slayer. Gli Empire of Rats riescono a raggiungere un impatto forsennato con il minimo sforzo e questo potrebbe essere il loro vantaggio durante le esibizioni dal vivo. "No Peace" non concede nulla di originale nella struttura musicale, le sonorità sono abbastanza scontate, ma sono certo che i fanatici del genere se lo consumeranno a dovere!

Contatti: facebook.com/empireofrats

"NO PEACE" TRACKLIST: Intro, We're Dead, Force Fed, Empire of Rats, The 03 Code, Still Out of Breath.


sabato 27 ottobre 2012

Recensione: BUT "Call For Nemesis"
cd 2012 - bizarre leprous production




E' la prima volta che sento parlare dei BUT (attivi dal 2009). Si tratta di un gruppo della Repubblica Ceca (formato da ex membri di Ingrowing, Uprise, Exhale...) che cerca, senza grandi risultati, di regalarci qualcosa di convincente filtrato attraverso un approccio prettamente death/grindcore. Il risultato non è esaltante! La voce come i riffs di chitarra sono scontati e per tutta la durata del disco la band si tiene su un basso livello di qualità. Nel corso di quindici anni ho ascoltato troppi dischi simili a questo "Call For Nemesis", un debutto che a mio avviso regala solo la solita solfa.

Contatti: myspace.com/but666

"CALL FOR NEMESIS" TRACKLIST: Antificial Enemy, Backside, Deadlock, Firestorm, Insidious, Let Me Bleed, Mediattack, God vs God, Politricks Slave, Stupidity Breed, Freedom Under Fire, Injustice, Release The Swarm, Buried Alive, Conspiration, Silent Kill, Another Gray Day, N.D.E., Wasteful Power, New K-technology.


Recensione: MAGNETIC NORTH "Magnetic North"
cd 2012 - autoprodotto




Questa band mi ha colpito già dal primo ascolto. Un album (omonimo) surreale che cattura celebrazioni votate alla perdizione... Un eleganza glaciale dipinta in uno spazio crepuscolare... Progressioni raggiunte attraverso mutamenti estemporanei... Questo è un disco da ascoltare perché composto da trame fitte e onde cerebrali non tracciabili. Sludge/post rock/post hardcore/shoegaze... C'è tutto questo nel loro universo musicale. Una bella scoperta questi MAGNETIC NORTH.

Contatti: magneticnorth.bandcamp.com - facebook.com/magneticnorthband

"MAGNETIC NORTH" TRACKLIST: Aleph, Voyager, Athen?um, Daybreak.


venerdì 26 ottobre 2012

Recensione: OVERTHROW "Adjust to Darkness"
cd 2012 - indie recordings




I norvegesi OVERTHROW sono un buon esempio di crust/punk/hardcore allargato verso soluzioni post. Questi generi saldati insieme creano una corazza d'acciaio per la voce al vetriolo di Ole Gaard. Ben fatta la produzione di questo debutto perché leviga attentamente la compressione di ogni strumento al servizio della band... Gli Overthrow non hanno dimenticato l'attitudine della vecchia scuola, ma in contemporanea strizzano l'occhio a realtà molto più vicine ai nostri tempi. Se dovessi citare qualche nome direi i canadesi Cursed, gli americani Coliseum o sonorità più aperte vicine ai Transistor Transistor. "Adjust to Darkness" è un album tellurico, dai ritmi fuori controllo, con stacchi veramente micidiali che pompano adrenalina pura. Sono sulla buona strada questi musicisti perché ci mettono passione e una discreta dose di personalità. Da seguire.

Contatti: myspace.com/overthrowno - indierecordings.net

"ADJUST TO DARKNESS" TRACKLIST: Adjust To Darkness, Come Thunder, Let Them Fall, Det Hellige Har Forlatt, Phantom Hearts, Woolgatherer, Sleeplessness Awaits, Relapse, Octoskulls, Destroyeryouth, The Worst Is Yet To Come.


Recensione Concerto: GIUDA + Cleopatra Sound
20 ottobre 2012 - Guernica - Arnesano (Lecce)




Attualmente in Provincia di Lecce oltre all'Istanbul Cafè di Squinzano,
i Sotterranei a Copertino, c'è anche il Guernica ad Arnesano come punto di riferimento per concerti e appuntamenti vari. Il 20 ottobre questo bellissimo locale ottenuto da alcuni scavi in una cava riapriva al pubblico la sua nuova stagione, portando come ospiti della serata i romani GIUDA (spinti e prodotti dall'etichetta salentina WHITE ZOO RECORDS di Sergio Chiari) uno dei gruppi più apprezzati degli ultimi tempi in campo punk/rock'n'roll/glam. Reduci da un tour americano andato oltre le loro previsioni (come mi accennava il cantante della band a inizio serata) ritornano in Italia per fare tappa in Salento accontentando così i tanti che li volevano vedere.



Ad accompagnarli prima e dopo lo show c'è il ritmo pulsante di Leroy Tony e Little Franz dei CLEOPATRA SOUND (scelta azzeccata visto il contesto complessivo). I Cleopatra sono attivi in terra salentina dal 2009 con il meglio della black music americana e jamaicana.

Al Guernica la gente arriva sempre tardi ed è infatti dopo la mezzanotte che il numero di presenze diventa pian piano un fiume in piena, questo, fa respirare un aria davvero speciale all'interno del posto.



Parte il live dei Giuda! Si comincia con "Wild Tiger Woman", "Rave On", "Fat Boy Boogie" tre brani che sprigionano subito buone emozioni dal tiro piccante. Clash, Ramones, AC/DC si intrecciano spesso nelle loro sonorità... Davanti al palco le ragazze (soprattutto) e i ragazzi iniziano a ballare, le mani sempre in aria a tenere il ritmo. Un bel tiro adrenalinico quello dei Giuda mentre passano la palla con "Tartan Pants" molto bella nei ritmi spezzati e "Black Home" spinta su velocità rock'n'roll niente male. "Coming Back To You" porta lo stile dei primi grandi AC/DC tanto da sembrare presa dalle sessioni di "High Voltage". La band tiene bene il palco continuando spedita attraverso le vibrazioni di "It's My City", "Get It Over" (cantata ad alta voce dai presenti in sala). Si ritorna in attacco con la bellissima "Number 10" tratta dal loro album "Racey Roller"... C'è tanta grinta, sudore... Si balla muovendo la testa, si salta... Non c'è altro da fare su questo tipo di note. I Giuda sono ormai caldi e portano altra energia allo show con "Teenage Rebel", la strumentale "Racey Roller", "Get On The Line", la pungente "Speak Louder", infine la conclusiva "Hey Hey". Dopo un bis richiesto i romani abbandonano lo stage tra gli applausi anche se sono molti quelli che si aspettavano un live più lungo. Solo 45 minuti se non erro. Per il resto, a parte alcuni piccoli problemi tecnici con il microfono del cantate, è stata un'ottima performance. Un applauso a Mirko Skin e tutta la crew del Guernica per questo evento riuscito in pieno!

Recensione: ANAAL NATHRAKH "Vanitas"
cd 2012 - candlelight records




Opprimono con un suono dannatamente marziale e deviato; strappando i neuroni dei nostri emisferi. Una rapida operazione di carneficina contro l'avanzamento umano! Si, il nuovo "Vanitas" (già il titolo parla chiaro) rappresenta il presente, l'alienazione, il contorto movimento industriale... Noi dinanzi a loro possiamo solo subire rimanendo straziati nel caos organizzato. Al giorno d'oggi è molto difficile trovare gruppi che hanno il coraggio di spingersi oltre la sperimentazione stessa e gli ANAAL NATHRAKH ne diventano un esempio concreto. Sono unici nel loro genere musicale, sanno trovare la razionalità nella follia dando fuoco a ciò che gli giace intorno. Non ci sono parole adatte per definirli soprattutto quando ascolti brani titanici come "To Spite the Face", "A Metaphor for the Dead" oppure "In Coelo Quies, Tout Finis Ici Bas"; che, nel loro processo di demolizione consentono una via di fuga attraverso demarcazioni melodiche (nelle voci). La schizofrenia di Dave Hunt è la chiave che spalanca i cancelli del loro squilibrio compositivo. Il regno della malattia è aperto! Siate i benvenuti!

Contatti: myspace.com/anaalnathrakh

"VANITAS" TRACKLIST: The Blood-Dimmed Tide, Forging Towards the Sunset, To Spite the Face, Todos Somos Humanos, In Coelo Quies, Tout Finis Ici Bas, You Can’t Save Me So Stop Fucking Trying, Make Glorious the Embrace of Saturn, Feeding the Beast, Of FirE and Fucking Pigs, A Metaphor for the Dead.


giovedì 25 ottobre 2012

Recensione: ABSVRDIST "Illusory"
cd 2012 - self released




"Illusory" per certi versi è veramente un buon disco! Il duo texano degli ABSVRDIST ci sa fare di brutto con riffs schiacciasassi ed una carica metallica che ti trascina in un gorgo velocissimo. E' musica adatta per essere ascoltata tutta d'un fiato dato il suo carattere urgente...
Ci sono ottime idee (soprattutto nelle chitarre), arrangiamenti ben posizionati, una sezione ritmica terremotante. Tutto si consuma in breve tempo e non c'è modo di ragionare tra le zanne di questa belva. Le voci di entrambi i componenti mi convincono perché in grado di modulare diversi stili e tonalità aggressive, rendendo il disco più vario, piacevole, fugace. Gli Absvrdist hanno quella feroce personalità che serve ad un genere come il grind/death metal. Un esordio autoprodotto da tenere in considerazione. Spero solo che i due ragazzi coinvolti nel progetto trovino il modo di portare on stage questi brani.

Contatti: absvrdist.bandcamp.com

"ILLUSORY" TRACKLIST: Repulsive, Exposure, Funny Games, Mindless, Logical Conclusion, First World Problems, Amongst Humans, Illusory, Delusion, Needful Things, Vacant, Weakness, Shidiot, Brood, Abstract Absurdities.


Recensione: ERAAS "Self Titled"
DIGITAL ALBUM | CD | LP 2012 - felte sounds




Ultimamente sono alla ricerca di nuove realtà underground da approfondire e recensire, tra queste ho incontrato un'entità assolutamente fuori dagli schemi codificabili. Gli ERAAS vivono nascosti a Brooklyn, il più grande borough di New York e, sono guidati dalla coppia Toher / Austin (ex APSE) ed esordiscono con questo omonimo lamento che si avvicina con andamento ipnotico / lisergico. I loro suoni si diffondono nell'aria come polveri sottili, come microgocce di sostanze che siamo costretti a metabolizzarle nel nostro organismo. Inquietudini evidenti si cospargono di esperimenti sonori capaci di mettere in luce la versatilità e maestria di due menti in possesso di una smisurata genialità. Quello sguardo terrorizzato che ci osserva dalla copertina del disco potrebbe essere lo specchio delle nostre paure più profonde dinanzi ad una minaccia imminente... Quì le note contrastanti prendono lentamente forma e si impiantano come aghi sui nostri corpi ormai stanchi di vivere un quotidiano deformato. Gli Eraas partono da dove molti si sono fermati, pedalando su strutture personali in grado di fondere elettronica, ambient, noise, trip hop, rock con un approccio che definirei quasi tribale. E' un ascolto complesso, profondo, affascinante quello che vi aspetta! Il gioco degli opposti giace in un tormento che non lascia scampo e vi sentirete vulnerabili. PURA ARTE SONORA! Potete ascoltarlo per intero sulla loro pagina bandcamp.

Contatti: eraas.bandcamp.com

"ERAAS" TRACKLIST: Black House, A Presence, At Heart, Ghost, Skinning, Moon, Briar Path, Crosscut, Fang, Crescent, Trinity.


Recensione: STIGE "Skar(N)ification"
cd 2012 - autoprodotto




La proposta dei tarantini STIGE prende ispirazione dalle dinamiche storiche di un certo tipo di death/thrash, la band esordii nel 2002 con "Discrimination Disgust" proseguendo poi con il secondo demo ("Vortex") del 2006 e l'ep 2009 dal titolo "Christmorphosis". Nonostante la loro proposta sia volutamente retrò i brani di "Skar(N)ification" non hanno una piena forma distintiva, le intenzioni sono buone ma vengono un po' calpestate dal songwriting eccessivamente statico. Con una maggiore lucidità compositiva la band potrebbe entrare meglio su scenari più efficaci, bisogna cercare una forma canzone meno ripetitiva per ritrarsi un'identità stilistica più accattivante. Non male, comunque, il ruvido approccio dal sapore datato. Questo gruppo ha quell'esperienza decennale per poter migliorare ancora ma per il momento questo è quello che mi sento di esprimere su "Skar(N)ification". Avanti ragazzi...

Contatti: myspace.com/stigemetal

"SKAR(N)IFICATION" TRACKLIST: This Is War, Zumungu the Priest, The End of Day, Macabre Strenght, The Nive Eyes of Death, Infamous Beast, 72 Hours, Skar(N)ification.


mercoledì 24 ottobre 2012

Recensione: REVOLUTION WITHIN "Straight From Within"
cd 2012 - rastilho records




Ancora thrash metal, questa volta arriva dal Portogallo. I REVOLUTION WITHIN puntano su una buona produzione per farci ascoltare ciò che hanno da esprimerci con il nuovo "Straight from Within" (il debutto "Collision" era del 2009). Queste sonorità non fanno altro che proporci un qualcosa di già sentito, risentito tante volte in altre band del settore. Una su tutte? I Dew-Scented! I tedeschi sembrano essere fonte di ispirazione principale anche nella scelta dei suoni. Palese somiglianza! Niente da obbiettare a livello esecutivo, tutto è suonato bene e con grinta ma i troppi momenti prevedibili alimentano la certezza che in questo genere si continua a giocare sul fatto di raggiungere una sufficienza su misura. Basta questo? Valutate voi.

Contatti: myspace.com/revolutionwithinpt

"STRAIGHT FROM WITHIN" TRACKLIST: Disappearance, Pure Hate, Without Recognition, Straight from Within, Pull the Trigger, Revenge Now, Bleed, Evil(ution), Only the Stronger Will Survive, Unleash the Anger, Anger Mode: On.


Recensione Concerto: METAL NIGHT OF THE INFECTED
19 ottobre 2012 - Istanbul Cafè - Squinzano (Lecce)




Si tiene all'Istanbul Cafè di Squinzano (Le) il METAL NIGHT OF THE INFECTED. Serata organizzata da Daniele Rini (Silvered) e che ospita due band salentine ed una proveniente da Frosinone. Il locale per l'evento esita a raggiungere un buon numero di presenze pur essendo un fine settimana, ma questo è ciò che accade da tempo in occasione dei vari concerti metal in provincia.

L'apertura è affidata ai leccesi OM NAMAH SHIVAYA che si presentano sul palco con quattro cover ("Refuse/Resist" Sepultura, "Omerta", "Laid to Rest" dei Lamb of God e "Blood and Thunder" targata Mastodon) più tre brani inediti. Anche se la band è ancora giovane mi sono chiesto che senso ha (nel 2012) andare dal vivo per proporre quattro songs di altri musicisti, anche perché risultano poco adatte al contesto del live stesso. Sui loro pezzi le influenze non si distaccano molto dal sound dei su citati Lamb of God quindi non ho molto da raccontare o da aggiungere in merito. Tutto mi risulta scarno e di poca sostanza, magari si potrà dire qualcosa in più quando in un futuro prossimo il gruppo avrà abbastanza materiale a disposizione.



Tempo del cambio palco e partono a velocità i DREKER. Questi cinque ragazzi salentini propongono un thrash metal onesto, di vecchio stampo, che ha come punti di riferimento i D.R.I. di Kurt Brecht, gli S.O.D. degli inizi e i Nuclear Assault di Dan Lilker. I Dreker suonano convinti, con una forte dose d'ignoranza musicale che ripaga sempre. Mi è piaciuta la voce del cantante Alessandro Fiore (tonalità senza fronzoli), oltre a ciò, bravo ad avere quell'attitudine punk per intrattenere i presenti tra un brano e l'altro... Gabriele Micaletto (chitarra), Luca Megarom De Marco (basso), Fabio Martina (guitar) danno un buon apporto sui tempi veloci del batterista Luca Casto (Stillness Blade). Bravi.



Gli headliner della serata sono gli HOUSEBREAKING (che personalmente non conoscevo)... Già dai primi brani proposti non mi hanno detto granché... Un power thrash a volte sulla scia di Pantera, passando poi per i primi Machine Head, Skinlab, Godsmack. Tra l'altro anche questi Housebreaking si cimentano nella cover di "Refuse/Resist" dei Sepultura (perché?!?). Niente da ricordare in sostanza. Mi serve altro per entusiasmarmi.

Un riconoscimento va a Marco dell'Istanbul Cafè che come ogni anno si dimostra persona attenta e disponibile a dare visibilità (attraverso il suo locale) per queste giovani realtà underground.

(Tutte le foto live sono di Christian Montagna)

_____________________________________________________________________ LOCANDINA - POSTER

martedì 23 ottobre 2012

Recensione: ORATEGOD "With Love from Sinister"
cd 2012 - charred remains records




Ritornano i cileni ORATEGOD con un album d'impatto che avvolge in un atroce senso di demolizione. Partoriscono un sound che deve molto alla maestosa forza dei Nile ed Hate Eternal degli inizi, quindi, dissacranti dalla prima nota all'ultima senza un attimo di respiro, nessuna pausa... Esiste solo odio incontaminato tra le note di "With Love from Sinister". Gli Orategod sono un tornado in corsa e pur non avendo pezzi molto esaltanti a livello compositivo sanno gettare tritolo dal punto di vista musicale, ma non aspettatevi nient'altro. La loro offerta non riserva molto più di un semplice scossone emotivo. Da provare.

Contatti: myspace.com/officialorategod

"WITH LOVE FROM SINISTER" TRACKLIST: Chamber ov the Veils (In Abiegnis Chamber), Hoor Triumvirate, The Anthem ov Teitan, Full ov Shade Virtues, Opening the Portal of Divinity, Origin ov Charm, Ohpion Court's, Celebration ov Tradition, Total playing time.


Recensione: DIRA MORTIS "Euphoric Convulsions"
cd 2012 - let it bleed records




E' l'alba dei morti viventi in Polonia e ci pensano i DIRA MORTIS a guidare l'orda di zombi verso le vostre case. Pochi di voi conosceranno la band ed è per questo che ho il piacere di presentarveli in questa sede! Attivi dal 2001 hanno alle spalle due demo, uno split con i conterranei Valinor, due ep's... Proprio uno di questi ("The Cult of the Dead") pubblicato da Defense Productions nel 2011 me li fece conoscere e approfondire. I Dira Mortis ci sviscerano senza censura alcuna e con "Euphoric Convulsions" ci si rituffa in una vasca colma di viscide putrescenze tanto care a mostri sacri come Incantation, Autopsy, Repulsion. I quattro polacchi reggono il confronto con queste grandi band, riuscendo a creare una musica tanto sentita quanto fedele a certi stilemi di raccordo. Le songs presenti in questo disco sono lunghe ma scorrono palpitanti, sorrette da una sezione ritmica efficace, da atmosfere mortifere ed avvolgenti (anche il dark ambient di "Abyssof the Damned" ne è la prova), una produzione azzeccata; presupposti per lo svolgersi di un album che vi richiamerà ai più perfidi riti del vudù. Interessante come nel giro di venti lunghi anni una parte di underground sia divenuta un monumento da venerare. This is Fucking Death Metal! Consigliati.

Contatti: myspace.com/diramortis

"EUPHORIC CONVULSIONS" TRACKLIST: Death Awaits..., Exultation Full of Sadism, Abyss of the Damned, Ancient Death Glorification, Pulverized Remnants of Existence, Intoxicated Visions, Unmercifully Fulfilment.


Recensione: PIG DESTROYER "Book Burner"
cd 2012 - relapse




Seguendo la via tracciata dai loro precedenti album i grinders americani PIG DESTROYER ci propongono questo nuovo "Book Burner" che rappresenta l'effettiva testimonianza di una band senza compromessi, che ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella scena estrema mondiale. Tenuti in vita dai mentori Scott Hull e Jay Randall degli Agoraphobic Nosebleed si riaffacciano con una tale cattiveria da lasciarci a bocca aperta. Il songwriting più maturo li rende efficaci grazie anche ad una nuova entrata, quella del batterista Adam Jarvis (attuale drummer dei Misery Index) uno dei più selvaggi in circolazione. Inondazioni di tempi grind si riversano su ottimi momenti in mid-tempo (per esempio "The Diplomat", "Baltimore Strangler" o "Iron Drunk") dove i riffs sono farciti di una costante malattia struggente ed è praticamente impossibile non sentirsi rapiti da tutto ciò. L'attuale società è la madre di molti mali e i Pig Destroyer sono qui per ribadircelo ancora dopo quindici anni di attività! Un gruppo in grado di dimostrare che c'è grande qualità nell'attuale scena grind, per questo non bisogna sottovalutare la loro dilaniante personalità espressiva. "Book Burner" fa male con una malvagità tale da adombrare in un solo colpo molta altra gente dedita a questo genere musicale. I Pig Destroyer lasciano lividi permanenti ma non riuscirete a fare a meno di farvi prendere a calci, pugni in faccia. Unici!

Contatti: myspace.com/therealpigdestroyer

"BOOK BURNER" TRACKLIST: Sis, The American's Head, The Underground Man, Eve, The Diplomat, All Seeing Eye, Valley of the Geysers, Book Burner, Machiavellan, Baltimore Strangler, White Lady, The Bug, Iron Drunk, Burning Palm, Dirty Knife, Totaled, Kamikaze Heart, Kings of Club, Permanent Funeral.


lunedì 22 ottobre 2012

Recensione: BATTALION "Set the Phantom Afire"
cd 2012 - autoprodotto




Il quartetto svizzero dei Battalion concentra le proprie attenzioni verso un thrash metal di facile assimilazione, ben suonato, che va al sodo, quanto basta per ascoltarselo piacevolmente già dal primo giro di giostra (l'opener "Buried Nation" sembra marchiata dagli Anthrax più concreti). La tensione musicale del gruppo è sempre ad alto voltaggio perchè sanno suonare molto bene questa musica, ma come tanti, sono rimasti bloccati nel limbo del passato. Un pezzo come "Bomber" riserva flussi adrenalinici che li tiene in braccio al redivivo Cliff Burton di "Kill 'Em All"/"Ride The Lightning", oppure "Possessed by Satan" nata dal concime dei Megadeth di "Rust in Peace" . Le chitarre raggiungono un buon risultato sia nei riffs che sui solos e sono loro a tenere il bandolo della matassa, la sezione ritmica è ben lubrificata, la voce di Silvan Etzensperger fresca, sonante, ben impostata. Insomma c'è tutto quello che serve in un gruppo thrash! Se l'obiettivo era solo quello di suonare un disco sincero e senza compromessi, beh, i Battalion ci sono riusciti... Ma questo non può essere l'unico modo per inquadrare "Set the Phantom Afire" (loro terzo album), perché se pur sincero, possiede troppe caratteristiche già sentite e questo gli impedisce di decollare come dovrebbe. Peccato perché le qualità non mancano. Ascoltateli senza impegno!

Contatti: myspace.com/battalionofficial

"SET THE PHANTOM AFIRE" TRACKLIST: Buried Nation, Dead Men Tell No Tales, Bomber, Set the Phantom Afire, Underdogs, Driftings Towards Insanity, Cursed in the Smoke, Possessed by Satan, Oppression Department, Mullet Head.


domenica 21 ottobre 2012

Recensione Concerto: NATRON
18 ottobre 2012 - New Magazine - Massafra (Ta)




18 ottobre 2012: piatto forte della serata, il concerto dei baresi NATRON veterani del brutal death metal italiano da ormai vent'anni.
La location da raggiungere è il "New Magazine" a Massafra. Parto in macchina da Lecce accompagnato dall'amico Andrea Litti, dopo circa 120 km percorsi arriviamo sul posto (situato nel centro storico della cittadina). Un bel locale munito di una spaziosa sala concerti che tra l'altro rivelerà una discreta acustica di base. All'esterno la serata è fresca e qualche cicchetto di sambuca porta tutto a giusta temperatura. La gente arriva intorno alle 23:00 mentre il live inizia esattamente mezzora dopo. I cinque salgono sul palchetto in fondo alla stanza partendo subito a razzo con "By the Dawn of the 13th" opener dell'album "Negative Prevails", ed è così che si presentano i Natron facendo tremare il pavimento sottostante... Imperiosi attaccano con "Morgue Feast", "Leechlord" entrambe dal loro primo full lenght "Hung Drawn & Quartered" dimostrando a tutti che han tutta l'intenzione di spaccare ogni cosa. Effettivamente la vecchia scuola non ha rivali.



Nicola Bavaro alla voce è pura cattiveria assassina, Domenico Mele alla chitarra è sempre dannatamente ispirato, preciso, selvaggio, convincente (non finirò mai di ripeterlo) dando ai suoi spettatori una prova superlativa, Max Marzocca dietro le pelli è veloce, chirurgico, martellante con una potenza fisica in grado di far davvero male. Il nuovo bassista Dario De Falco (Backjumper) dimostra ottime capacità sul suo strumento, stesso discorso vale per Stefano Pomponio (Madre de Diòs) l'altro chitarrista della band che sfodera una prova elettrizzante, audace, pulita in termini di esecuzione. Il concerto continua ad entusiasmare i presenti mentre i Natron dal canto loro aggiungono altra benzina sul fuoco con "Only Living Witness" (da "Rot Among Us"), "Flatline", Hatemonger", "House of Festering" direttamente da "Livid Corruption". Tutto prosegue per il meglio, il divertimento generale è coronato dall'arrivo di un canotto da mare gonfiato appositamente per la serata e che crea scompiglio tra i ragazzi. Nicola Bavaro ci sale per primo, poi, non mancano due giri per me anche se al mio secondo mi stavo quasi precipitando a terra di faccia... Forse ero troppo pesante per chi mi alzava in aria? Ahahahah. La scaletta del gruppo prosegue serrata, si attorciglia come un rettile arrivando a stringere la morsa con la cover dei Terrorizer "Dead Shall Rise" per poi giungere alla carrellata finale estirpata dal cd "Rot Among Us": "Backyard Graveyard", "Heads Are Rolling", "Dead Beat" e la stessa "Rot Among Us" (come traccia conclusiva). Il gruppo si prende una breve pausa per poi risalire con gli ultimi due bis. Per riassumere, una serata che riconferma il grande valore dei Natron che rimangono padri indiscussi della vecchia scuola death metal nazionale. Fine!

(Ringrazio il ragazzo del New Magazine per avermi dato la possibilità di effettuare gli scatti fotografici tramite il suo iPhone. In serata la mia macchinetta era andata in black-out!).

Contatti: natron.it - myspace.com/natronband

_____________________________________________________________________ LOCANDINA - POSTER




Recensione: CAULDRON "Tomorrow's Lost"
cd 2012 - earache




I canadesi CAULDRON rinnovano la loro devozione per l'heavy metal attraverso Earache Records che pubblica il terzo album. Questo è un genere musicale che suonato oggi fa un doppio effetto perché da una parte li porta ad essere diversi da tante altre band (attuali), dall'altra non fa che riesumare le emozioni che i grandi ci hanno già regalato negli anni '80. Quindi i Cauldron che effetto fanno? A me nessuno in particolare. Troppo scontati e piatti. La pochezza di "Tomorrow's Lost" nulla toglie o aggiunge... Preferirei trovarmi tra le mani qualcosa di più ispirato (anche se datato). Noiosi.

Contatti: myspace.com/cauldronmetal

"TOMOTTOW'S LOST" TRACKLIST: End Of Time, Born To Struggle, Nitebreaker, Summoned To Succumb, Burning Fortune, Endless Ways, Relentless Temptress, Fight For Day, Tomorrow’s Lost (Sun Will Fall), Streetwalker (Bonus Track), Autumn Twilight (Bonus Track), I Told You So (Corporate Rock Really Does Suck) (Bonus Track).


sabato 20 ottobre 2012

Intervista: LUCA PESSINA - "CUORE E PASSIONE ESTREMA"






ESSERE REDATTORE, GIORNALISTA, RECENSORE DI UNA RIVISTA CARTACEA O SUL WEB RICHIEDE PROFESSIONALITA', DEDIZIONE, SENSO DI RESPONSABILITA' VERSO I LETTORI E TANTO ALTRO ANCORA. HO DECISO DI DARE SPAZIO SULLA MIA SON OF FLIES WEBZINE A LUCA PESSINA, UNA PERSONA CHE STIMO E CON CUI HO AVUTO IL PIACEVOLMENTE DI INTRAPRENDERE UNA CORRISPONDENSA CHE DURA DA DIVERSI ANNI. NEL 2006 SI E' TRASFERITO A LONDRA E DAL 2003 E' CAPOREDATTORE DI METALITALIA.COM. HA INIZIATO A SCRIVERE DI MUSICA NEL 2001 PASSANDO PER DIVERSE TESTATE: E' STATO PER BREVE TEMPO COLLABORATORE DI "RITUAL", POI E' ENTRATO NELLA REDAZIONE DI "GRIND ZONE", SUCCESSIVAMENTE A "METAL HAMMER", "ROCK HARD", "INFERNO ROCK" IN PIU' COLLABORATORE DELLA RINOMATA RIVISTA INGLESE "TERRORIZER" PER LA QUALE HA SCRITTO ANCHE SU "TERRORIZER's SECRET HISTORY OF DEATHMETAL" (UN NUMERO SPECIALE SEPARATO AL MAGAZINE INGLESE DEDICATO ALLA STORIA DEL DEATH METAL). CREDO DI AVER SINTETIZZATO BENE IL PERCORSO DI QUESTO RAGAZZO DALLA PROFONDA PASSIONE PER LA MUSICA ESTREMA. A LUI LA PAROLA...

1. Ciao Luca. Quando e come sei entrato in contatto con la musica e come è avvenuto il passaggio successivo alle sonorità più estreme?

- Ciao Christian! Innanzitutto grazie per l'intervista, ne sono molto lusingato! Allora, il mio primo contatto con la musica è avvenuto sicuramente tramite le cassette che mio padre era solito ascoltare in macchina e tramite i vinili che avevamo a casa. Grazie a Satana, i miei hanno sempre avuto gusti abbastanza "alternativi" per gli standard dell'italiano medio di allora, quindi ho avuto la fortuna di ascoltare cose come Pink Floyd, Jimi Hendrix, Queen o Dire Straits sin dalla più tenera età. Ricordo che sin da piccolo mi sentivo particolarmente attratto dalle canzoni in cui si sentivano molte chitarre, quindi è stata una bella coincidenza avere dei genitori che non ascoltassero Baglioni o cose simili. La primissima volta che ho ascoltato qualcosa di metal a tutti gli effetti è stata quando ho visto in televisione il concerto tributo a Freddie Mercury dei Queen, che ebbe luogo allo stadio di Wembley nel 1992. Oltre a gruppi pseudo hard rock come Guns N' Roses e Def Leppard vi presero parte i Metallica, che all'epoca promuovevano il Black Album. È stato il cosiddetto fulmine al ciel sereno: mi sono subito rimaste impressi sia la musica che il look del gruppo. In particolare, il taglio di Jason Newsted (lunghissimi in alto, rasati sotto) è stata una grande influenza nei miei primi anni da 'metallaro'... ma questa è un'altra storia... ahah! Comunque, alla fine dei conti, la visione dei Metallica sul palco fu un'esperienza significativa, ma isolata: sul momento non ho potuto approfondire la conoscenza della band o della musica. La vera e propria scintilla definitiva è scattata nel corso dello stesso anno e per questa devo ringraziare la Chiesa Cattolica e il maledetto catechismo. La leggenda infatti vuole che ad una famigerata festa dell'oratorio del mio paese, al quale ero costretto ad andare ogni tanto, vinsi due musicassette donate da qualche anima pia: "The Razor's Edge" degli AC/DC e "Left Hand Path" degli Entombed. Quello ha cambiato tutto. TUTTO. A dieci anni, assieme a mio fratello (di tre anni più grande) sono entrato effettivamente in contatto con l'hard rock e il metal (già estremo) e da lì ci è voluto poco per diventarne un vero appassionato. Tramite qualche amico e qualche compagno di scuola di mio fratello ho iniziato ad allargare la mia collezione, a scambiare, duplicare cassette, a farmi prestare nuove uscite... in sintesi, ad ascoltare sempre più musica "estrema". Poi ho iniziato a mettere mani su riviste, fanzine cartacee, ecc e da lì il tutto ha preso la piega di una valanga: sempre più informazioni, sempre più cassette, sempre più scambi, sempre più musica. Non sono mai stato un bravissimo studente, quindi posso dire che per parte delle scuole medie e tutto il liceo io abbia semplicemente studiato metal... ahah! In ogni caso, se per "sonorità più estreme" intendi il death metal e tutto quello di cui scrivo maggiormente oggi, il passaggio è appunto avvenuto praticamente subito: oltre a recuperare i vari classici di Metallica, Judas Priest, ecc, grazie agli Entombed ho iniziato ad ascoltare di pari passo gruppi dei filoni più brutali o meno noti. Effettivamente all'inizio il tutto è avvenuto in maniera un po' caotica: a differenza di molti, non sono passato gradualmente dal classic metal al thrash sino a cose più estreme. In principio sono andato a caso, mettendo poi ordine "in corsa". È avvenuto lo stesso per l'hardcore, un'altra delle mie passioni: all'inizio le mie playlist erano un minestrone di Agnostic Front, Strongarm, Integrity e Gorilla Biscuits senza capo nè coda. Anche questo l'ho scoperto di getto e mi ci è voluto un po' per inquadrare i vari filoni e periodi.

2. Sono tanti gli anni che dedichi alla musica estrema, tanti momenti trascorsi, tanta esperienza, passando da una testata all'altra, da una redazione all'altra. Quali qualità deve possedere un recensore, redattore, giornalista per ottenere il rispetto, la stima dei suoi collaboratori e dei lettori stessi?

- Innanzitutto serve la passione. Senza di questa non si va da nessuna parte. Bisogna amare questa musica, conoscerla a fondo e, ovviamente, bisogna avere una certa costanza nello scrivere. Solo facendo tanta pratica si riesce a diventare bravi nel mettere i concetti che si hanno nella propria mente per iscritto. Almeno per me... personalmente non ho alcuna formazione classica in tema di scrittura. Ho frequentato il liceo classico e ho avuto un ottimo insegnante di italiano alle elementari, ma il tutto finisce qui. A livello "giornalistico" sono autodidatta. D'altra parte, i miei scritti non sono mai particolarmente raffinati: ci tengo ad usare un linguaggio chiaro e lineare, senza perdermi in troppi giri di parole. Alla fine dei conti, scrivo di musica, non di filosofia: da lettore di riviste e zine, la mia prima preoccupazione è sempre stata quella di capire che genere di musica suonasse il gruppo in questione e se il disco fosse meritevole di un ascolto o meno. Tutto il resto viene dopo, anche se di certo non sto sostenendo che una recensione debba essere piatta, tipo "I Cannibal Corpse suonano death metal e il loro nuovo album è bello"... ahah! Bisogna essere esaustivi ed argomentare bene ogni critica. Alla fine, il segreto è trovare il giusto compromesso: non amo chi si prende troppo sul serio e scrive di questa musica con la cosiddetta puzza sotto al naso, ma, al tempo stesso, trovo ridicoli quelli per cui tutto è "bellissimo" o "devastante". Quelli che scrivono come se fossero al pub a parlare con gli amici. Ad esempio, ricordo che da ragazzino leggevo spesso la rivista Flash e ogni band italiana, soprattutto power metal, prendeva sempre 80 o 90/100. Tutto era valido e indispensabile. Le recensioni erano scritte chiaramente da "giornalisti" che in realtà erano fan ben poco obiettivi, se non addirittura amici dei gruppi in questione. Recensioni così non servono a niente... anzi, ai miei occhi gettano pure cattiva luce sulla band o sul movimento. Tornando alla tua domanda, il rispetto e la stima sono una diretta conseguenza del dimostrare sempre grande passione, cultura e misura. Personalmente ho iniziato a scrivere proprio perchè a un certo punto non ero affatto soddisfatto di ciò che buona parte delle riviste italiane mi stava proponendo. Mi riferisco appunto a recensioni scritte in maniera molto approssimativa da personaggi che probabilmente avevano una conoscenza a dir poco basilare di certa musica (in particolare dei generi metal più estremi e underground). Ero stufo di leggere cose come "Questa band suona death metal stile Deicide ed At The Gates". Chi conosce il genere, sa perfettamente che si tratta di due band che suonano tipi di death metal quasi diametralmente opposti. Una frase del genere non significa nulla, è come scrivere che un gruppo "suona thrash come Metallica e Slayer". Ero stufo di queste approssimazioni e di questa ignoranza. Mi rendo conto che, soprattutto da teenager, sia a volte scaduto nel fanatismo e in atteggiamenti da mega nerd, ma d'altronde, se pago, pretendo un servizio di qualità elevata. Quindi, pur non avendo alcuna esperienza, ho iniziato a scrivere per dire la mia. E poco a poco sono stato notato.

3. Cosa significa per te fare questo lavoro? Se lo consideri tale ovviamente..

- No, non lo considero un lavoro. Anche quando scrivevo per riviste cartacee "di nome" non ho mai visto soldi a sufficienza per poter pagare affitto e bollette. Guadagnavo qualcosa, ma non abbastanza per vivere degnamente. Semplicemente in questo ambiente è pieno di gente che se ne approffitta e che prova a sfruttarti; inoltre, la scena e il mercato italiani sono troppo piccoli per garantire un giro di denaro adeguato. Si vendono troppo pochi dischi e si vendono troppe poche riviste. Fra l'altro, l'Italia ha sempre avuto una gamma di riviste spropositata rispetto al numero reale di potenziali lettori/fan/acquirenti: a un certo punto avevamo più testate di importanti mercati come Gran Bretagna e Germania. Ridicolo. Senza contare che la maggior parte di queste riviste sono sempre state una merda, salvo qualche writer/giornalista competente qua e là. In ogni caso, tornando alla questione "lavoro", a me è sempre andato bene così: ascoltare musica e scrivere di essa è giusto che restino un hobby. Così facendo, scrivo senza pressioni. Non devo scrivere solo perchè devo pagare il gas. Non devo scendere a compromessi. Scrivo quando e come ho voglia di farlo. Senza contare che la musica è solo una delle mie passioni: ad esempio, amo viaggiare e per farlo come dico io servono soldi che lo stipendio medio di una rivista grossa inglese (quelle italiane nemmeno le prendo in considerazione) non può darti. Insomma, anche per questo motivo, preferisco avere un normale lavoro d'ufficio che mi tiene impegnato tutto il giorno ma che mi dà una vascata di soldi (con cui magari posso pagarmi nello stesso anno un viaggio al Maryland Deathfest, uno al Roadburn, un mese in giro per il Giappone e vari visite in Italia per trovare la mia famiglia) piuttosto che immolarmi nel nome del metal, passare la giornata a scrivere dei Malevolent Creation e poi rimanere ancorato nel mio appartamento, perchè il massimo delle vacanze e delle distrazioni che posso permettermi sono un paio di festival da metallozzi. Intendiamoci, il metal e quasi tutto ciò che vi ruota attorno sono buona parte della mia vita, ma c'è anche altro, al quale non voglio mai rinunciare. Probabilmente sarei stato di un'altra opinione negli anni '80 o addirittura '70, quando l'atmosfera era un'altra e le possibilità che la scena rock/metal ti offrivano erano diverse (hai presente il film "Almost Famous"?), ma purtroppo sono nato un po' troppo tardi. Comunque, tornando alla tua domanda, per me scrivere di musica significa prima di tutto condividere una passione; condividere le mie idee su qualcosa che amo alla follia. Adoro confrontarmi con altri appassionati come me e mi è sempre piaciuto consigliare album agli amici. Scrivendo ho trovato la mia dimensione ideale. Io mi sento prima di tutto un fan di questa musica, sarei un cretino se mi reputassi superiore a tanta gente che mi legge. Dico semplicemente la mia e sono felice ogni qual volta qualcuno trova i miei scritti utili al fine di approfondire la sua conoscenza della materia. Tramite questa passione e questa "attività" (non la chiamo lavoro) ho infine avuto modo di conoscere tantissime persone che oggi rientrano fra i miei migliori amici o che hanno rappresentato una fonte di ispirazione per me. È una cosa che non posso sottovalutare. Se frequenti e/o collabori con gente come Teo Segale, oppure con Angelo Mora (ex Metal Hammer, Rock Hard) o con James Hoare, Jill Mikkelson, Jonathan Horsley e Kim Kelly (ex Terrorizer) di sicuro impari qualcosa e maturi la giusta esperienza.

4. Ti ho sempre apprezzato perché attraverso le tue recensioni, la tua scrittura, sei in grado di evidenziare bene le emozioni che una qualsiasi band cerca di trasmettere con la propria musica...

- Ti ringrazio molto. Ricollegandomi ai discorsi che facevo in precedenza, per me è importante dare al lettore un'idea chiara di come suona il disco e ovviamente di cosa quest'ultimo mi ha trasmesso. Non voglio essere troppo astratto o contorto, ma nemmeno piatto e noioso. Di certo, è difficile scrivere sempre qualcosa di interessante, se non altro perchè certi album sono così dozzinali che non riescono proprio a ispirarti. Ma provo sempre a fare del mio meglio per dare al lettore i giusti input.

5. C'è qualche gruppo in particolare che ti ha segnato su disco e soprattutto on stage?

- Per rispondere alla prima parte della tua domanda, devo sostanzialmente citare i miei gruppi preferiti. Non posso elencarli tutti, altrimenti ci vorrebbero ore, ma sicuramente i primi che mi vengono in mente sono Nihilist/Entombed, Carcass, Death, Paradise Lost, Dismember, Katatonia, Napalm Death, Bolt Thrower, Kreator, Dark Tranquillity sino a qualche anno fa, gli Opeth dei primi album, Emperor, Dissection, Dark Angel, Suffocation, Celtic Frost, At The Gates, Autopsy, Gorguts, Incantation, Sadist, My Dying Bride... sono davvero tanti, devo fermarmi! Per quanto riguarda invece i concerti, senza dubbio vedere i Death dal vivo fu un'esperienza incredibile all'epoca. Se poi penso che purtroppo io e nessun altro avremo mai più l'opportunità di vederli live rende il tutto ancora più speciale. Posso citare anche i Dissection pre-incarcerazione di Jon Nödtveidt (anche se pure la reunion mi aveva soddisfatto). Poi i Pantera all'apice della carriera erano un vero carro armato dal vivo, così come i Machine Head dei primi due album. Avevamo quell'anima hardcore che ora hanno del tutto accantonato. Purtroppo Robb Flynn ora si crede Mozart e fa pezzi da dieci minuti con mille assoli. Ridatemi "Struck A Nerve"! In generale, mi sono rimasti impressi quasi tutti gli show delle mie band preferite a cui ho assistito negli anni '90. Cosa che penso sia normale: d'altra parte sono stati i miei primi concerti. Sono legato a quei momenti anche per l'atmosfera particolare che si respirava: all'epoca la scena era più piccola, le persone che si vedevano ai concerti erano sempre le stesse e ci si sentiva a tutti gli effetti parte di qualcosa. Inoltre, anche per questioni prettamente anagrafiche, ricordo che mi sentivo quasi intimorito quando andavo a vedere band come Immortal, Mayhem o Gorgoroth... all'epoca erano ancora avvolte da un certo mistero e onestamente respiravo proprio un'aria di malvagità quando entravo nei locali. Oggi però il metal estremo è di domonio pubblico, non fa più paura a nessuno ed è tutto più frivolo. O forse sono io che sono cresciuto? :)



6. Nel tuo percorso hai scritto di tantissime band... Da ascoltatore che differenza riscontri tra la musica estrema degli anni '90 e l'attuale situazione post 2000?

- Beh, prima di tutto vi è una grande differenza nella qualità media delle pubblicazioni. All'epoca uscivano meno dischi e questi erano generalmente di valore, con le più che dovute eccezioni. In genere una band doveva sudarsi il contratto: doveva fare la sua gavetta e avere effettivamente qualcosa da dire per riuscire a pubblicare un disco. Oggi con le moderne tecnologie tutti o quasi possono registrare un album con un esborso economico minimo e senza passare da una casa discografica, con il risultato che sono spuntati gruppi, etichette e, di conseguenza, uscite come funghi. Non c'è più filtro. Da un lato è bello che il Sig. Nessuno senza alcun aggancio riesca a farsi sentire e magari pure a riscuotere un buon successo, se è autore di qualcosa di valido e sa come muoversi per farlo ascoltare. Dall'altro siamo costretti a dover fare i conti con una marea di uscite di cui oggettivamente non se ne sente la necessità, perchè ovviamente non tutti sono in grado di confezionare qualcosa di buono. In generale, il livello tecnico medio si è alzato, idem la qualità delle produzioni, ma manca proprio la scintilla che faccia effettivamente ricordare un album per i suoi veri contenuti. Esce tanta roba, magari nemmeno scandalosa, ma di certo dozzinale: copie delle copie delle copie. Se poi vogliamo affrontare la domanda da un punto di vista strettamente stilistico, è ovvio come oggi ci siano molti più generi e sottogeneri. Sono nati e sono stati sviluppati un sacco di nuovi filoni, sono state sperimentate le contaminazioni più disparate e questo ha inevitabilmente frammentato la "scena" e il mercato. Cosa comunque che non trovo disdicevole: personalmente accolgo sempre con favore nuove idee nel metal, anche se i miei ascolti si concentrano spesse volte su soluzioni molto tradizionali. Sono cresciuto con la cosiddetta "vecchia scuola" e mi fa sempre piacere ascoltare un gruppo devoto a sonorità datate, se questo è effettivamente in grado di rileggerle con competenza e ispirazione.

7. Mi è capitato a volte di ascoltare band che spaccano dannatamente su disco, poi, andandole a vederle dal vivo ne sono rimasto decisamente deluso. Oggi, per qualsiasi gruppo è più facile avere una produzione accattivante e ben fatta visti i mezzi attuali (digitali). Secondo te alcuni musicisti si preoccupano più di questo aspetto che della prova del nove su di un palco?

- Certo, tantissime band di oggi danno spesso più peso alla forma che alla sostanza. Sia essa la produzione di un disco, il look, il merchandise... si pensa a tutte queste cose, ma poi magari ci si dimentica delle canzoni. Oppure, ci sono band che magari sanno anche comporre materiale valido, ma poi non provano a sufficienza o non sono effettivamente in grado di eseguirlo su un palco. Le moderne tecnologie hanno messo tanti nelle condizioni di poter "barare" con facilità, una volta in studio. Oggi un gruppo veramente valido - soprattutto se si parla di generi nati per essere suonati live, come il thrash, il death metal o l'hardcore - lo si riconosce se sa come suonare su un palco. Ho grande rispetto per le band che suonano spesso dal vivo e che non si nascondono dietro a una console, in particolare se stiamo parlando dei sottogeneri che ho citato. I death metaller da studio o da youtube non fanno tanto per me. :)

8. In alcuni casi preferisci recensire gruppi già rinomati che magari ritornano sulle scene con un nuovo album entusiasmante o trovi più stimolante prendere carta e penna su una band emergente che sa scuoterti a livello emozionale? Quali sono le differenze quando hai a che fare con band agli inizi?

- Devo dire che da qualche anno a questa parte mi dedico quasi esclusivamente a realtà underground e piccoli gruppi. Capita ovviamente che recensisca anche band "importanti" e affermate, ma ormai se lo faccio è quasi sempre perchè ho già recensito i loro lavori precedenti per la stessa testata e voglio mantenere una continuità. Mi piace molto scavare nell'underground, ricevere dritte da altri appassionati come me e via dicendo... passo ore o notti a leggere blog, ascoltare pezzi online, scrivere email per mettermi in contatto con gruppi o case discografiche basati nei posti più assurdi. Mi piace prendere queste realtà e portarle all'attenzione del pubblico che legge le testate per cui scrivo. Come dicevo prima, internet e le moderne tecnologie hanno dato la possibilità a tanti di far sentire la propria voce: questa ha portato tanta merda a uscire dalle fogne, ma ci sono pure molti gruppi che hanno qualcosa di interessante da proporre e trovo sempre eccitante mettermi alla loro ricerca. Dopo tutto, trovo ormai i roster delle grandi etichette molto noiosi. Queste vivono dei trend del momento o vanno sul sicuro con band tutto sommato innocue. Le vere cose nuove o la roba più allucinante e pericolosa si trova nell'underground. È lì che sguazzo io.

9. Una domanda che mi sono fatto sempre è: Le etichette discografiche indipendenti danno pressioni a voi del settore per fare in modo che le loro produzioni ricevano consensi positivi?

- Le etichette danno pressioni a CERTI del settore. :) Sì, può capitare. Del resto, una rivista vive anche e soprattutto della pubblicità che le etichette comprano sulle sue pagine. Per la rivista è un introito sicuro, garantito ancor prima che questa vada in commercio. Prendi soldi indipendentemente da quante copie poi tu venda (se magari sbagli la copertina, sono cazzi, ad esempio). Di conseguenza, capita che la label si faccia sentire col capo redattore di turno, in modo da assicurarsi che certe sue pubblicazioni vengano trattate con "un occhio di riguardo", visto che sono state acquistate delle pagine di pubblicità che contribuiranno alla sopravvivenza della rivista. È come dire: "ti ho fatto un favore, ora fammene uno tu". E questo può manifestarsi tramite una recensione un po' più clemente o in un'intervista a un gruppo anzichè a un altro. Naturalmente ciò non avviene sempre: non tutte le testate o le case discografiche sono "il male". Non tutto è corrotto o falsato, anzi. Ma può capitare, soprattutto se sia la rivista che la label hanno bisogno e si trovano in un mercato che non va tanto bene. Personalmente non ho mai avuto problemi di questo genere, dato che sul cartaceo ho quasi sempre recensito band delle sfere estreme, per giunta su etichette medio-piccole, che non possono permettersi simili magheggi (o che non si sognano nemmeno di farlo, visto che la mentalità è un'altra). È anche per questo che sono fiero di Metalitalia.com e sto benissimo dove sono: noi non abbiamo fini di lucro, quindi posso permettermi di scrivere quello che mi pare. Senza compromessi. Se secondo me il disco X su etichetta Y è una merda, lo scrivo e tanti saluti. Ultimamente, se scrivo per il cartaceo, richiedo carta bianca e solitamente mi occupo di scrivere di underground o di redarre speciali, retrospettive, monografie, reportage, ecc. Quello che effettivamente piace e interessa a me, insomma.

10. Hai avuto un passato da musicista? Anche nel presente...

- Avendo vari amici musicisti, ho avuto modo di strimpellare chitarra e basso e pure di fare un po' pratica alla batteria. Ma è tutto a cazzo di cane. Magari un giorno metterò su uno di quei progetti raw/depressive black metal da camera da letto. Devo solo migliorare il mio latrato.

11. Vedi il passato come un qualcosa che ha segnato te stesso per un nuovo presente? Oppure preferisci non guardarti indietro e vivere ogni giorno che passa come fosse sempre un nuovo inizio?

- Domanda marzulliana... ahah! Sono una persona mediamente piuttosto nostalgica, quindi penso spesso al passato e sono attaccato ai ricordi. Sino a poco tempo fa detestavo pure il giorno del mio compleanno! Però tutto sommato ora ho cambiato atteggiamento: vivo alla giornata e fondamentalmente credo di essere oggi una persona migliore rispetto a quella che ero anni fa. Quindi ben vengano (più o meno!) gli anni che passano, se questi sono utili per farmi migliorare da un punto di vista umano e professionale. Inoltre, anche esteticamente va alla grande, più invecchio e più divento affascinante; tipo Sean Connery... ahah!

12. Alcuni generi estremi come il death metal si ancorano a degli schemi solidi e senza compromessi, perché per alcuni musicisti il rimanere fedeli a tali sonorità è sinonimo di fedeltà, coerenza, mentre per altri non è concepibile l'idea di fare album sulla stessa impronta. Secondo il tuo punto di vista questo aspetto può anche avere a che fare con il luogo in cui cresci? Da come uno è cresciuto in determinati ambienti?

- Prima di tutto, ci terrei a precisare che sì, certo death metal si affida a schemi solidi e immutabili, ma ce n'è anche tanto altro che invece è aperto e fa da base a qualsiasi tipo di sperimentazione. Con il death metal, se lo vuoi, ci puoi fare di tutto, come hanno negli anni dimostrato band come Nocturnus, Death e Atheist... o, più di recente, i Decapitated. Comunque, tornando alla tua domanda, non credo che l'ambiente e il luogo in cui uno cresce possano influenzare a tal punto l'orientamento stilistico di una band. Magari all'inizio una serie di gruppi della stessa città o della stessa zona possono avere un sound comune, perchè hanno lo stesso tipo di influenze e perchè magari si ispirano a vicenda, ma alla lunga la personalità di ogni musicista - se valido - viene per forza fuori. Pensa a Entombed, Dismember o Grave: tutti della stessa città (Stoccolma), tutti inseribili nello stesso filone agli inizi, ma poi protagonisti di evoluzioni anche molto differenti fra loro. Potrei pure pensare alla Florida, dove un gruppo come i Malevolent Creation è sempre stato il massimo dell'ignoranza e della fedeltà alla linea, mentre i Death non hanno mai pubblicato due dischi uguali di fila.

13. Quali sono le armi che deve possedere una band per sopravvivere all'interno dell'odierna scena underground?

- Mi tocca rispondere con un po' di clichè, ma credo di non poterne fare a meno in questo caso. Per sopravvivere, una band deve avere innanzitutto una grande passione: deve amare quello che fa, indipendentemente da riconoscimenti e opinioni esterni. Uno deve suonare quello che più ama. Se suoni death metal (o qualsiasi genere di vera musica estrema), lo fai per te stesso, non per fare il ruffiano. Se una band pensa costantemente al "successo" o corre dietro alle mode, difficilmente andrà lontano. Si ritroverà sempre a essere una copia o ad arrivare tardi, così facendo. Gli sforzi devono essere concentrati sul miglioramento della musica (sia a livello stilistico che di composizione), dell'affiatamento tra i membri e via dicendo. In questo senso, penso che l'attività dal vivo sia una grande palestra: solitamente, più si suona live, più si migliora, almeno a livello di gruppo.

14. Da quando ti ho conosciuto, parlando con te, ti ho visto come una persona molto pacata, gentile e disponibile. In te ho rivisto la mia stessa umiltà. Cosa significa per te essere "umile", "corretto" nei tuoi confronti e quello degli altri?

- Pacato, gentile e disponibile? Sì, posso essere così, ma posso anche essere tremendamente incazzoso e testardo. In questo campo, ma anche nella vita in generale, sono una persona a cui non piacciono affatto i compromessi. Di conseguenza, capita spesso che mi arrabbi se le cose non vanno come dico io o se, ad esempio, penso che qualcosa che viene pubblicato sul mio portale sia sotto determinati standard. Mi rendo conto di essere un grosso cagacazzi a volte, ma ci posso fare poco: investo e ho investito tanto in Metalitalia.com negli ultimi 11 anni, quindi mi viene naturale aspettarmi lo stesso tipo di impegno dalle persone che collaborano con me. Dovrei magari essere più bravo a mediare e dovrei contare fino a dieci prima di parlare in certi casi, ma sono davvero impulsivo ed è difficile cambiare. Almeno però riconosco i miei difetti... ahah! Comunque, di certo non si può dire che sia poco corretto o trasparente. Sono una persona diretta e questo alla lunga paga.

15. Qual é il tuo bilancio per questo 2012 che è al termine?

- A livello musicale, buono come al solito, direi. Ho gusti ampi e ascolto decine di album al mese, non faccio mai fatica a trovare qualcosa di interessante. Anni "piatti" in termini di uscite discografiche per me non esistono. Bisogna solo saper cercare. A livello "professionale", tutto sommato ok: Metalitalia.com continua a essere un punto di riferimento per tanti appassionati e quest'anno siamo pure riusciti a organizzare il nostro primo vero festival. Ci sono delle cose "tecniche" del sito che vorrei modificare, ma a livello di contenuti sono molto soddisfatto. Siamo l'unica testata italiana che riesce a trattare il più putrido underground così come certo pseudo-metal mainstream che piace alle masse con competenza e credo proprio che manterremo quaso status a lungo. Infine, sotto il profilo personale, è stato un buon anno: tanti viaggi, tanti bei momenti con i miei amici e la mia famiglia. Purtroppo non ho ancora trovato una con cui sistemarmi, ma a quanto pare è difficile trovare una ragazza che sia al tempo stesso femminile e grande fan dei Rottrevore... ahah!

16. Luca Grazie per il tempo che mi hai concesso... Un saluto a te e in bocca al lupo per la tua vita. Hai la mia stima.

- Grazie mille a te, Christian. È la prima volta che sono coinvolto in un'intervista da "intervistato". Non mi aspettavo che la mia "figura" potesse essere presa in considerazione per un'intervista, quindi spero che tu e i lettori di Son Of Flies possano trovarla un minimo interessante. Grazie ancora e in bocca al lupo per la zine e i tuoi altri progetti!

Contatti: metalitalia.com - info@metalitalia.com

venerdì 19 ottobre 2012

Recensione: GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR
"Allelujah! Don't Bend! Ascend!" cd 2012 - constellation records




Sono trascorsi dieci lunghi anni da quel "Yanqui U.X.O.", album che scatenò molte critiche positive tra gli addetti ai lavori. Dopo quell'esperienza discografica, dopo aver affrontato varie vicissitudini personali, i GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR decisero di prendersi una lunga pausa ed alcuni dei componenti diedero vita a vari progetti musicali(Thee Silver Mt. Zion, Set Fire To Flames, Molasses). Nel 2010 il gruppo ufficializzò il ritorno all'attività e il frutto di questa reunion rinasce nel nuovissimo, affascinate "Allelujah! Don't Bend! Ascend!" pubblicato dalla canadese Constellation Records. La prima cosa che ti scatena delle domande giace sull'artwork dell'album, un fermo immagine desolante, quel bianco e nero che si scaglia contro le mura di una casa vuota poggiata sul terreno arido, polveroso... Proprio da quella foto si intuisce che non sarà una camminata facile. Questa è musica che turba dal profondo, suoni che trasportano verso i meandri più ignoti dell'animo, mentre la ragione staziona in una bolla colma d'aria consumata. Impossibile da catalogare tanta intelligenza compositiva. In una chiave più superficiale lo si potrebbe definire post rock, ma in realtà non lo è, perché la scelta di suonare certe formule così complesse non è tanto una resistenza indotta ma una pura necessità per racchiudere, celebrare atmosfere astrali non codificabili. C'è silenzio, quiete, rumore, melodia, inquietudine, disperazione, fragilità, forza per risorgere dal buio. La devozione parte da questo "Allelujah! Don't Bend! Ascend!". Non è musica/arte adatta a tutti, ma chi vorrà troverà calore "estremo" da cui si è travolti solcando la soglia. Genialità Ipnotica sulla scia di altri esseri superiori come The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, The Mount Fuji Doomjazz Corporation.

Contatti: myspace.com/gybeconstellation - cstrecords.com/gybe/

"ALLELUJA! DON'T BEND! ASCEND!" TRACKLIST: Mladic, Their Helicopters’ Sing, We Drift Like Worried Fire, Strung Like Lights At Thee Printemps Erable.


Recensione: MALIGNANCY "Eugenics"
cd 2012 - willowtip




I MALIGNANCY fanno il definitivo salto di qualità. Oggi la band è cresciuta molto da quel debutto intitolato "Intrauterine Cannibalism" (1999), e con "Eugenics" realizzano senza alcun dubbio il loro album più completo (oggi più vicini ai Cephalic Carnage). I newyorkesi sanno dove picchiare, come bastonare chi si addentra nel loro recinto! Non che i Malignancy siano diventati degli innovatori nel genere, ma sicuramente non si può non denotare come questo disco porti con se una ventata di brutal death metal suonato come si deve, con la giusta dose tecnica (senza mai strafare). Con il passare degli anni i nostri hanno accantonato certe nefandezze scontate in favore di soluzioni molto più dinamiche. Il pregio più grande di questa formazione è senz'altro la solida corporatura di ogni componente, i loro arrangiamenti sono ottimi, i brani ben assemblati, quindi non va sottovalutato nulla durante l'ascolto. La performance del leader Danny Nelson dietro al microfono è buona anche se calca molto su tonalità iper-gutturali (un po troppo monocordi), ma la fortuna è che a momenti riesce a sezionare la sua timbrica con uno screaming veramente notevole. Una cosa è certa, i Malignancy ci hanno rivelato la loro migliore personalità spalmata su dieci pezzi killer.

Contatti: willowtip.bandcamp.com/album/eugenics - myspace.com/malignancy

"EUGENICS" TRACKLIST: Intro, Type Zero Civilization, Eugenics, Extinction Event, Global Systemic Collapse, Cataclysmic Euphoria, Separatists, Monstrous Indifference, Cryptobiosis, Creatures Of Conformity, The Breach.


giovedì 18 ottobre 2012

Intervista: DSA COMMANDO - "APOCALISSE IMMINENTE"






VIAGGIO A 360° NELL'UNIVERSO MALATO DEI DSA COMMANDO, UNA BAND INFLUENTE NEL MOVIMENTO UNDERGROUND ITALIANO. UN ATTITUDINE DO IT YOURSELF SOLIDA E PERSEVERANTE. IL VERO HARDCORE VIVE IN ALBUM COME "RETOX" ED E' PER QUESTO CHE HO VOLUTO CONCRETIZZARE UNA LUNGA, APPROFONDITA CHIACCHIERATA CON TUTTI I COMPONENTI DELLE BRIGATE DELLA MORTE. SONO MOLTO COMPIACIUTO CHE OGNUNO DI LORO HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE...

1. "Retox" è stato il disco atteso da tanti, la prova da superare e che avete superato brillantemente, tuttavia è con "Destroy the Enemy" che avete iniziato la vostra vera scalata nell'Underground. Percepisci quel disco come un punto di partenza effettivo dopo anni di duro lavoro, oppure anche "Requiem" ha la stessa valenza?

- Krin 183 (risp.) - "Requiem" è un disco che abbiamo fatto molto inconsapevolmente. E' un insieme di pezzi costruiti a tre anni di distanza l'uno dall'altro, quindi una scrittura e un tiro abbastanza diverso da brano a brano. Tuttavia è la base che ci ha permesso di scrivere "Destroy the Enemy" che con i singoli "Le Brigate della Morte", "Rejects", "Funeral Commando" e "Vedrai Camminare i Morti", ha iniziato a farci girare un po' di più nell'underground.

2. Mi piace il contrasto degli opposti in Retox" anche tra voi cinque, perché nulla è completo senza l'altro, come una vera e propria complicità d'alleanza. Lo scopo unico di ogni emozione pensata, scritta e cantata... Che effetto fa cantare il tuo sentire in funzione di te stesso e di ciò che verrà scritto dagli altri nella band, in modo che il tutto sia funzionale?

- Krin 183 (risp.) - Scrivere insieme non è facile, tuttavia è sempre stato abbastanza naturale. Il procedimento per fare un pezzo può cambiare di volta in volta, nel senso che, Sunday sceglie un beat, poi o decidiamo un tema e lo sviluppiamo, oppure uno scrive una strofa e gli altri gli vanno dietro. L'unica pecca è che ci mettiamo dei mesi aahhahaha.

3. Le vostre tematiche alimentano una tangibile immaginazione sulla difficile realtà sociale, toccando varie problematiche. Mi piace il fatto che ricercate nella malattia verbale il sapore della devozione per ciò che esprimete, arrivando a denunciare con concetti molto compulsivi questo difficile stato sociale. Un equilibrio tra sopravvivenza, odio, nichilismo, pessimismo e molto altro... Ogni paura interiorizzata è un occhio nell'anima? Ogni cicatrice aperta è una parte del tutto?

- Heskarioth (risp.) - Per quanto riguarda le tematiche, credo di non essere in grado di esprimermi obbiettivamente sulla realtà sociale,se non filtrandola attraverso un immaginario paranoico e allucinatorio, partorito da indole autodistruttiva e da trascorsi poco edificanti procurati da quest'ultima. Scrivere di stati mentali, ossessioni ed inquietudine ti da l'opportunità di creare immagini più interessanti.



4. La gente comune non vuole mai essere "disturbata" da ciò che non vuole accettare. I vostri testi sono in grado di far riflettere. Cantare certe cose porta la tua esistenza alla continua ricerca di un senso e di risposte? L'essere parte dei DSA ti da modo di esplorare il tuo subconscio?

- Heskarioth (risp.) - Più che una ricerca è una deriva nell'alienazione e nell'abbruttimento morale. Quasi più una sorta di compiacimento dell'orrore, che di quella retorica di denuncia di cui ha bisogno la gente "comune" per accettare certe tematiche. Essere nei DSA Commando mi da modo di esprimermi fuori dalle convenzioni del nostro genere musicale, di conseguenza di esprimermi più liberamente e visceralmente possibile.

5. Molti individui sono soggetti all'influenza della politica, della religione. Queste sfruttano le debolezze degli individui e ne fanno perciò continue reclute , nuovi discepoli. A volte veri e propri estremisti. In questo sistema sembra che le uniche due cose che ti vengono concesse sono: "subire" o "Uccidere". Ci alziamo e cadiamo sempre allo stesso modo. Pensi che questi sistemi malati (chiesa e politica) abbiano impedito all'uomo di accettarsi nella sua natura intrinseca?

- Mac-Myc (risp.) - La religione e la politica sono i sistemi di controllo per antonomasia, per tenere a bada le masse... E' chiaro che serve un certo tipo di "ordine" perché ci sono delle persone che non sanno distinguere il bene dal male, il problema sta quando chi impartisce queste regole si rivela anche il primo ad infrangerle, chi dovrebbe protteggere abusa del suo potere, chi dovrebbe predicare pace, amore, privazione dei beni materiali stupra e vive nell'oro!!! Purtroppo è triste da dire ma è dall'alba dei tempi che c'é chi subisce, chi uccide e non credo centri ne la politica ne la religione ma semplicemente noi uomini che siamo bestie come tutti gli altri animali.

6. Religione: un patriarcato di paura?

- Krin 183 (risp.) - La religione è un argomento molto delicato, pur avendo abbandonato il cristianesimo come dottrina imposta da un sacco di anni, sono sempre rimasto affascinato da tutto ciò che è spirituale. Non mi reputo propriamente ateo ma nemmeno credente in qualcosa, di sicuro so per certo che la religione non è un aspetto della vita che mi interessa vivere attualmente. Nel mio piccolo mi limito a leggere qualcosa sulla storia perché trovo che sia la chiave fondamentale per capire la società, sia odierna che passata.

7. Nelle musiche di "Retox" a differenza del passato troviamo elementi elettronici, strutture noise industrial, il tutto assemblato in maniera stratificata, intelligente dal tuo personale stile di composizione. Qual'é stata la difficoltà maggiore nella tua fase di creazione di tutte le musiche per "Retox"? Avevi già le idee chiare sulle atmosfere che dovevano diffondere?

- Sunday (risp.) - Non ho avuto nessuna difficoltà a produrre questo disco, ho sempre avuto le idee molto chiare sui suoni e sulle atmosfere che volevo... Sono tanti anni che faccio ste cose e la difficoltà più grande è quella di scovare suoni che siano compatibili coi miei gusti, per il resto mi viene tutto automatico.



8. A differenza del passato nei testi di "Retox" riscontro sia una maggiore attenzione per la forma canzone che una spiccata forma verbale (ci sono interessanti terminologie, simbolismi, eufemismi, metafore...). Una scelta voluta? E' stato difficile trovare le idee da raccontare nelle strofe e il successivo adattamento di queste al tappeto sonoro creato da Sunday?

- Hellpacso (risp.) - Volevamo descrivere delle immagini nella maniera più accurata possibile. Si, è stata una scelta voluta ma è venuta in maniera piuttosto naturale. Generalmente quando scrivo, parto sempre dall'atmosfera sonora della base, le idee vengono di conseguenza. Non saprei dirti se è stato difficile o meno, c'è voluto il tempo che serviva. Non faccio mai le cose di corsa, se reputo che un termine o una frase non mi convince totalmente mi fermo e aspetto che venga fuori qualcosa di migliore.

9. Perchè il titolo "Retox" e quella specifica idea per l'immagine di copertina realizzata poi da Justin Osbourn di Slasher Design?

- Krin 183 (risp.) - Il titolo di questo Album a differenza dei precedenti e' stato un parto sofferto. In passato e' venuto fuori prima il titolo e poi i pezzi, per Retox è successo il contrario. Il nome dopo tante proposte che ci bocciavamo a vicenda, è uscito per caso e ci ha convinto subito, sicuramente perché racchiude in un solo termine un po' tutti gli argomenti e le atmosfere che stavamo creando. L'immagine di copertina di cui andiamo fierissimi, è la raffigurazione di come ci immaginavamo la "reintossicazione" e lo stile thrash anni '80, secondo noi, si adatta alla perfezione.

10. Hai sempre saputo trovare le soluzioni migliori nella composizione dei beat per DSA. Questo ha saputo "fare la differenza" nel movimento rap italiano (se ne è esiste veramente uno oggi ). Il nuovo album consolida la tua personalità creativa, unica nel creare determinate allucinazioni. Quali erano i tuoi obbiettivi questa volta? In "Retox" tutto è dannatamente acido e oscuro...

- Sunday (risp.) - Per "Retox" volevo un suono potente, oscuro e futuristico, mai scontato o al passo con le mode. Ho praticamente eliminato qualsiasi campione che potesse aggiungere troppa melodia al resto... Volevo un'orchestra di martelli pneumatici, a modo mio ho raggiunto lo scopo che mi ero prefissato, sono contento di cosa è venuto fuori.

11. E' chiaro che i DSA non sono una band facile da metabolizzare, ma, chi vi sa ascoltare in modo attento non potrà non notare nella vostra musica riferimenti alla "Realtà". In che cazzo di mondo viviamo? Pensi che nel nostro futuro sia sempre necessario lottare per sopravvivere o arriveremo ad un punto di rottura definitivo?

- Hellpacso (risp.) - Nei nostri testi ci sono sempre stati dei riferimenti alla vita reale. Molto spesso chi si tova in difficoltà, ci prova, lotta per cercare di migliorare la propria situazione e di crearsi un futuro ma non è detto che lo farà per sempre, alla lunga ci si può anche disilludere. Credo sia un discorso soggettivo, dipende molto dalla propria condizione socio economica e non solo. Questo non è di certo un bel periodo, finchè se ne avrà la volontà "lottare" resta l'unica alternativa per adesso, ma un domani potrebbe capitare di demoralizzarsi e di non farsi più troppe aspettative vivendo alla giornata.



12. Questo album appare molto articolato, completo da un punto di vista tematico e musicale... Sembra che abbiate abbattuto ogni forma di limitazione. Ti ha gratificato ciò? Non credo sia facile trasporre su carta tali argomenti...

- Mac-Myc (risp.) - Sono contento di questo disco, avrei voluto essere in più pezzi ma purtroppo ho avuto dei problemi di salute che mi hanno impedito di essere presente. In ogni caso questo album a mio parere è il piu oscuro e complesso che abbiamo fatto, le tematiche affrontate sono state un bello sforzo a livello di immaginazione e di immedesimazione dell'argomento stesso! Ma il risultato è ottimo e con un contorno musicale così (Sunday si è superato) non poteva che venire una bastonata per i vostri denti!

13. Oggi il senso di alienazione e isolamento è un morbo che consuma l'individuo e spesse volte questa situazione può farlo diventare un mostro nocivo alla società (vedi maniaci, stupratori, serial killer..). Mi sembra di percepire questo nelle tue/vostre strofe della canzone "Predator". Mi sbaglio?

- Hellpacso (risp.) - Il senso di isolamento e di alienzione spesso può creare dei mostri, purtroppo al giorno d'oggi lo vivono anche parecchie persone "inserite nella società" senza diventare necessariamente degli stupratori. Questo è dovuto al pregiudizio molto spesso superficiale che piano piano sta allontanando le persone tra di loro. Osservando i comportamenti ti rendi conto che c'è una paura di fondo collettiva, vuoi per il retaggio familiare, vuoi per la propaganda dei mass-media. Ho scritto Predator cercando di vederla da un punto differente, si parla di ossessioni, di stalking, non voglio dirti che sia giusto perseguitare una donna ma allo stesso tempo non cerco un colpevole da crocifiggere, ho provato a ricostruire quello che potrebbe pensare e spingere un'individuo pronto a compiere determinate azioni, non che mi sia riuscito tanto difficile, un lato "predator" vive un pò dentro tutti noi.

14. Suonate come una sorta di testamento apocalittico. Chi vi ascolta si potrebbe identificare in voi... Questo comporta forse delle responsabilità da parte vostra? Oppure non vi importa nella di come la gente possa vivere il vostro sentire.

- Heskarioth (risp.) - Penso che il senso di fine imminente sia comune e congenito a chi è cresciuto, anche solo alla fine di un secolo di guerra, sterminio e disastri nucleari ecc.(argomenti che fanno da concept a "Retox"). Credo che qualcuno possa identificarsi in questo tipo di discorso.



15. Pensi che l'uomo abbia davvero perso tutto il suo privilegio di essere anche un animale pensante?

- Sunday (risp.) - Penso che ci troviamo in un periodo storico pessimo, basato solo ed esclusivamente sulla pubblicità e sull'estetica dove si cerca in qualsiasi modo di annullare o di controllare il pensiero degli altri, per me siamo solo all'inizio di quest'epoca malsana, è chiaro che in qualche modo ci sarà sempre una resistenza pensante, ma si tratta quasi sempre di una minoranza, non si può che peggiorare.

16. I DSA sono una band "do it yourself" che controlla ogni aspetto della registrazione, promozione, gestione di tutto. Perché?

- Krin (risp.) - Abbiamo iniziato inconsapevolmente ad autoprodurci. Negli ultimi anni 90 abbiamo prodotto sotto altre formazioni i primi demo e abitando a Savona e provincia, era impensabile avere qualcuno che investisse e ti aiutasse a fare le cose, perciò già da allora cercavamo di fare tutto noi. Ci siamo sempre occupati di grafica, registrazione, mix ecc. Nel tempo ci siamo affidati a persone che hanno dato una mano, ma in linea di massima ancora tutt'ora cerchiamo di fare da noi. Secondo me le etichette sono un aiuto se vuoi percorrere una strada commerciale ma se facendo colletta in cinque, con sforzi immani, riesci a pagarti la stampa e per il resto ti ingegni a risolvere dei problemi non è impossibile ottenere buoni risultati, sicuro sei un pò più stressato, ma credo che la soddisfazione di non essere dietro nessuno, paghi di più che qualche successo di poco spessore.

17. Ti sento parlare spesso di alieni e civiltà lontane. Argomenti che affascinano anche me. Ci credi davvero a forme di vita aliene che potrebbero annientarci definitivamente, oppure questo tema è un espediente per ingrassare il tuo phatos lirico?

- Mac-Myc (risp.) - Se vogliamo agganciarci alla domanda sulla religione, allora beh, gli alieni sono la mia! Ho tutta una teoria in merito... Ho sempre avuto voglia di fare un intero album che parlasse solo di questo. E' un argomento che mi affascina e che studio da quando ero un ragazzino e per rispondere alla tua domanda non penso a forme di vita aliene che potrebbero annientarci (almeno non solo) ma penso che siano loro ad averci portato qui milioni di anni fa.

18. Come pensi si possa gestire in modo concreto la pessima situazione di questa Nazione?

- Krin 183 (risp.) - Sinceramente non credo di avere una risposta precisa. E' difficile oggi avere speranza nel futuro, questo spaventa chiunque. Io cerco di essere positivo perché trovo sia l'unica via per me di non soccombere a tutto il sistema che ci troviamo a vivere. Sappiamo bene che stiamo pagando i danni di generazioni che hanno pisciato fuori dal vaso, ma il passato non si cambia per cui ci si può solo augurare che chi decide per noi lo faccia meglio di come ha fatto fin ora e soprattutto assicuri un presente e un futuro ai più deboli. Per il resto se si hanno le forze bisogna combattere, ognuno a suo modo, in caso contrario credo sia inutile vivere.



19. Molti apprezzano il vostro approccio, quel continuo ricorrere a un immaginario decadente e nichilista per descrivere visioni, concetti... Il tutto mantenendo coerenza e linearità di fondo. Vedi il mondo come un qualcosa il cui destino è ormai segnato? Oppure i vostri pensieri sono confinati ai soli testi come una sorta di grido di ribellione?

- Hellpacso (risp.) - Il nostro punto di vista è sempre stato un po' nichilista,non saprei dirti se il destino sia ormai segnato, posso dirti che il "mondo" ha i suoi grossi problemi, certamente non vedo un futuro roseo, anzi può solo che andare peggio. Per quanto mi riguarda nei pezzi scrivo quello che mi passa per la testa, ne più ne meno.

20. Tu ed Heskarioth avete anche un marcato background che affonda le radici nella musica Metal più old-school e violenta. So che alcune vostre bands preferite sono Toxic Holocaust, Black Sabbath, Darkthrone (per esempio)... Pensi che l'esserti avvicinato a queste sonorità (con determinate tematiche) ti abbia influenzato radicalmente?

- Sunday (risp.) - Si è sempre inevitabilmente influenzati nel modo di fare o di pensare la musica, sia da band come quelle che hai detto sia da un altro milione di gruppi, film, situazioni di ogni tipo.. In realtà comunque io non ho cambiato modo di produrre da quando ascolto certa musica, ma penso di essermene interessato proprio perchè vedo questa musica compatibile col mio modo di concepirla.

21. "Effetto Werther" è un massacro psicologico che parla del suicidio. Un argomento molto delicato. Pensi che il suicidio possa essere una eventuale soluzione? Quale incubo si cela dietro questa tematica?

- Mac-Myc (risp.) - Ho passato periodi della mia vita dove l'idea del suicidio mi ha sfiorato, ma non penso che sia una soluzione, credo che serva sempre il coraggio e la forza di trovare un modo per rialzarsi in piedi anche quando pensi che non ce ne sia motivo, tuttavia non riesco a giudicare male chi ha fatto questo gesto estremo, perché non tutti riescono a sopportare lo schifo di questa vita e le situazioni che ti mettono "davvero" in ginocchio.

22. Suonare dal vivo può essere un esperienza catartica e liberatoria? Oppure questi stati mentali li vivi soprattutto quando scrivi un testo o quando vai a registrate un vostro album?

- Hellpacso (risp.) - Sono tre situazioni differenti, suonare dal vivo è un'esperienza liberatoria psichica ma anche fisica, a differenza dello scrivere un testo che è pravalentemente mentale, registrare in studio ha degli aspetti più tecnici. Mi piace molto l'aspetto live, non scrivo mai tutto in un colpo solo quindi ci sono molte pause nel mezzo, mentre nei concerti è tutto immediato e conciso in un lasso di tempo definito, il modo migliore per sfogarsi.



23. Anche "Guano" mi tocca particolarmente per la sua tematica. Anche tu sei uno tra quelli che odi le falsità della gente immagino. Le così dette "maschere". Pensi che nelle dinamiche sociali attuali l'essere falso sia una conseguenza di comodo o semplicemente un limite dell'individuo?

- Krin 183 (risp.) - Non credo sia un limite dell'individuo. La falsità spesso deriva dalla paura che l'individuo ha di esporsi per com'è. Il giudizio degli altri per molti è un problema invalicabile, la conseguenza quindi è creare qualcosa di finto, che piaccia e che ti renda omologato alla moltitudine in modo da evitare commenti e giudizi spiacevoli. "Guano" parla di un attacco aereo, dove escrementi cadono copiosi sulla testa di tutta sta società del cazzo. "Guano" è la mia soluzione a un sacco di pensieri!

24. Di rado un gruppo così dotato tecnicamente come il vostro riesce nell'impresa di scrivere album così coinvolgenti. Perché secondo te voi ci riuscite? Cosa pensi dell'alchimia/chimica/complicità che si può instaurare tra certe persone, musicisti, artisti... Lo vivi sulla tua pelle?

- Heskarioth (risp.) - Con gli altri ci conosciamo da parecchi anni. Abbiamo tanti punti in comune quante divergenze. La nostra "Fortuna" (venendo dal rap) è quella di essere sempre stati diffidenti e impermeabili ad ogni tipo di moda passeggera, a forza di apparire ottusi e retrogradi, portando avanti un discorso influenzato solo dai nostri interessi.

25. Domanda per tutti - Risposta per tutti. "Retox" è un album complesso, angosciante... Il passo è molto lento, musica e voci sono un latrato costante. Un grande album per il sottoscritto. Datemi voi un aggettivo per descrivere la vostra opera...

- Krin 183 (risp.) - Disgustoso
- Heskarioth (risp.) - Anacronistico
- Hellpacso (risp.) - Tossico
- Mac Myc (risp.) - Balordo
- Sunday (risp.) - Post Atomico

25. Ok DSA COMMANDO vi saluto e ringrazio per questa interessante discussione. Vi aspetto presto in Salento perché ogni momento vissuto in vostra compagnia in questa terra è sempre stato unico e divertente. Bella ragazzi!!!

- DSA (risp.) - Prego, a presto.


CONTATTI: dsacommando.com