mercoledì 18 ottobre 2017

Recensione: DISFUNERAL "Disfuneral"
2017 - Autoproduzione




Sono agli esordi i francesi DISFUNERAL, ma mi sembra di capire che questi giovani ragazzi hanno le idee chiare sul percorso da seguire. L'omonimo EP di debutto ha un cuore pulsante che scuote gran parte degli elementi tipici di un death metal di matrice old-school, una "pompa muscolare" che si contrae costantemente per inviare fiumi di sangue al corpo dei fan di codesto sound estremo. L'esecuzione delle tracce è magistrale, e viene costruita su atmosfere coinvolgenti, anche se notorie grazie alle gesta imprescindibili dei padri del genere (si potrebbero scomodare nomi quali Autopsy, Carnage, Entombed). E' tutto marcio e ben fatto in questo EP. Death metal all'ennesima potenza, consigliatissimo!

N.B. Disponibile un'edizione su tape limitata a sole 100 copie.

Contatti: 
disfuneral.bandcamp.com/releases 
facebook.com/Disfuneral 

TRACKLIST: Night of the Hallucinated, Total Collapse, Coffinement, Baptized in Sewer, Slimy Horror from the Depths


martedì 17 ottobre 2017

Recensione: IRON MONKEY "9-13"
2017 - Relapse Records




Dei britannici IRON MONKEY si erano letteralmente perse le tracce. Sono trascorsi quasi vent'anni dal loro scioglimento, un silenzio assordante in un periodo di tempo molto più lungo di quanto possa sembrare. Dopo la morte del cantante John Paul Morrow, quanti si sarebbero aspettati una reunion? È difficile dare una risposta precisa in merito a ciò. Ma i due membri fondatori della band (Jim Rushby, Steven Watson), affiancati da S. Briggs (Chaos U.K.), hanno finalmente deciso di frantumare questo vuoto per far rivivere l'insano fascino della disperazione. "9-13" può essere paragonato ad un martello pneumatico con funzione demolitrice. E non è casuale se il trio proveniente da Nottingham ha scelto di schiacciare il pedale del groove. Agire senza pensare troppo alle conseguenze o a quello che succederà. Vivere il presente e non aspettarsi nulla dal futuro. Se consideriamo tali aspetti, possiamo tranquillamente ipotizzare che gli Iron Monkey ce la faranno a collocarsi nella scena sludge-doom metal di oggi. "9-13" è, probabilmente, l'unica via di fuga da uno sfortunato passato. Nulla di particolare, ma pur sempre a tema e oltre la qualità media. Il loro sound tormentato porta vantaggi e svantaggi marcati.

Contatti: 

ironmonkey.bandcamp.com
facebook.com/pg/IRONMONKEYBAND

TRACKLIST: Crown of Electrodes, OmegaMangler, 9-13, Toadcrucifier - R.I.P.PER, Destroyer, Mortarhex, The Rope, Doomsday Impulse Multiplier, Moreland St. Hammervortex



lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: IMPLORE "Subjugate"
2017 - Century Media Records




Nel genere musicale proposto dagli IMPLORE la concezione di un certo stile di vita va di pari passo con l'attitudine personale. Questo deve essere un elemento che tutti noi dovremmo avere ben chiaro. La formazione tedesca trainata dal carismatico cantante/bassista Gabriel Dubko, forte del nuovo contratto discografico ottenuto con la prestigiosa Century Media Records, ritorna con un album "in your face" improntato sull'ira, sulla coerenza, sull'impatto; implacabili soprattutto perché hanno dimostrato il loro valore e il livello di crescita, complice una costante attività live intrapresa fin dagli esordi (diversi i tour tra Europa e America). Ad un solo anno dall'EP "Thanatos", e due dal primo full-length "Depopulation", il quartetto ci impartisce un'altra severa lezione. "Subjugate" ferisce con dei brani ancora più articolati, ritmati e arroventati. Non che gli altri lavori pubblicati dai Nostri siano da meno, tuttavia, per dare dimostrazione di forza, sembra che gli Implore abbiano puntato su una maggiore fermezza di intenti. L'ispirazione sembra mordere come un serpente velenoso. Quattordici schegge impazzite nelle quali dominano i frequenti stop-and-go e riff perfettamente bilanciati, suddivisi tra grind, death metal, hardcore, crust. "Subjucate" è un gran bel disco, che in più gode di una produzione adatta per il genere in questione. Gli Implore sono diventati più cinici e impietosi. Da avere.

Contatti: 

implore.bandcamp.com/subjugate
facebook.com/imploreband

TRACKLIST: Birth of an Era, Loathe, Cursed Existence, Paradox, Disconnected from Ourselves, Totalitarian, Patterns to Follow, Ecocide, Technology a Justification for Killing, Cult of El, Desolated Winds, Boundary, Untouchable Pyramid, Gazing Beyond, Manufactured Reality, Victims of the Hollowing



venerdì 13 ottobre 2017

Recensione: FEED THEM DEATH "No Solution / Dissolution"
2017 - Autoproduzione




Il polistrumentista Void (ex-membro fondatore dei liguri Antropofagus) si serve di un nuovo progetto musicale per interpretare in maniera del tutto personale i sentimenti negativi che attanagliano l'esistenza umana, mista di contraddizioni esplosive e di disperazione permanente, spasmodica fino all'isteria, e molto più terrificante di quanto possa sembrare agli occhi di milioni di individui sempre pronti ad incensare l'altare "immaginario" delle "assenti" speranze. E Void affronta/contrasta la dimensione terrena attraverso un linguaggio così rabbioso, schiacciante, da trasformare quel senso di "mostruosa" angoscia in un potentissimo mezzo cingolato munito di artiglieria pesante, posizionato tra realtà immanente e sconvolgente. Ciò che provoca la grandezza crescente del sound di FEED THEM DEATH nel circuito del grindcore/death metal odierno, è che il suo acuto incedere è in grado di abbattere qualsiasi superficialità compositiva, soprattutto se si fa riferimento al risultato profuso da Void su ognuna delle cinque tracce. Voglio sottolineare che non sono mai stato un appassionato del drumming artificiale, ma in questo caso specifico, la drum-machine esegue in modo impeccabile quello che gli è stato chiesto di fare (!). Quanto al resto; voce, chitarra e basso si sovrappongono dall'inizio alla fine per completare il devastante assedio sonoro, qualcosa che suona fresco ed ultra-dettagliato. Un EP che (in parte) mi riporta alla mente, ovviamente costruito mediante mezzi attuali, quello che fu l'operato dei seminali Terrorizer in 'World Downfall' del 1989. Gli arrangiamenti intricatissimi riescono a farsi apprezzare in ogni loro spostamento improvviso e, solo dopo un'attenta analisi, si riescono ad apprezzare un maggior numero di particolari che forse ad un primo ascolto potrebbero facilmente sfuggire. 'No Solution / Dissolution' è un lavoro adatto a chi apprezza la musica estrema suonata col cervello. Sul piano personale, non posso che essere onorato del fatto di aver scritto il testo e cantato la parte iniziale di 'Penance in the Wrong Direction'; mentre a dare man forte a Void nella song 'Terrific Gods Caravan', ci pensa Argento (ex-Antropofagus, ex-Spite Extreme Wing). L'artwork è una mia opera pittorica in bianco e nero. Date un contratto a chi lo merita!

Contatti: 

feedthemdeath.bandcamp.com
facebook.com/feedthemdeath 

TRACKLIST: Exposed Parading Dissent, Terrific Gods Caravan, First Time Dead, Penance in the wrong direction, Inception in Rot

mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione: BUNKER 66 "Chained Down in Dirt"
2017 - High Roller Records




I BUNKER 66 attirarono già la mia attenzione con un paio di album davvero interessanti. Il loro è un grintoso blackened thrash metal reso ancor più piacevole/intrigante dalle cospicue influenze old-school, che oggi lascia intravedere sviluppi da non sottovalutare. Ma influenze musicali a parte, nel tempo il trio messinese ha puntato alla crescita e ha corroborato il tiro guadagnandosi un proprio seguito nella scena heavy internazionale. Ora, ad ognuno di voi spetta il compito di scegliere liberamente se stare sulla loro sponda. La cosa certa è che le idee irremovibili dei Bunker 66 vogliono conservare le strutture tradizionali dei produttivi anni '80, e non può risultare strano a nessuno se non faticheranno a far presa sugli appassionati di tali sonorità. Notevole è anche l'apporto del nuovo chitarrista JJ Priestkiller (ex-Schizo). L'energia di "Chained Down in Dirt" trafigge fin dal primo ascolto. Cos'è la coerenza? Spesso è muoversi per vivere la propria integrità! Disponibile dal 27 ottobre.

Contatti: 

bunker66.bandcamp.com
facebook.com/Bunker66

TRACKLIST: Satan's Countess, Black Steel Fever, Chained Down in Dirt, Taken Under the Spell, Her Claws of Death, Wastelands of Grey, Power of the Black Torch, Evil Wings

lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: CARTILAGE "Dialect of the Dead"
2017 - Transylvanian Tapes




I nuovi arrivati CARTILAGE hanno le capacità per azzannare le loro prede, per poi dilaniarle senza nessuna esitazione. Non è difficile delineare quest'impeto primordiale che squassa la carne. Come spesso accade con le migliori releases death metal/goregrind (facendo riferimento alle realtà nate negli ultimi anni), anche l'esordio su tape "Dialect of the Dead" offre un'esperienza di ascolto grondante sangue. L'eccesso di cattiveria esternato dai Cartilage si subisce per tutta la durata del full-length: 26 minuti di follia compositiva. Questo è, se vogliamo sottolinearlo ancora una volta, lo spirito orgogliosamente "no compromise" che anima la formula musicale in questione. Ecco perché un gruppo così estremista non può trascinarsi dei pesi o delle responsabilità troppo grandi, musicisti del genere hanno bisogno di gente cento per cento convinta di ciò che sta ascoltando. Non potrebbe essere vero il contrario. Quello che emerge da ogni traccia è un approccio unidirezionale che si combina con il drumming militaresco di Adam Houmam e con le vocals impazzite del frontman Mark Wallace; altrettanto significativa la buona prova degli altri membri (una delle due chitarre è suonata da una ragazza). Pur nei limiti della scarsa originalità, i Cartilage di San Francisco riescono comunque a scatenare un discreto panico. Chi ascolta i primi Carcass, Impetigo, Haemorrhage, Exhumed, Impaled, saprà apprezzare "Dialect of the Dead".

Contatti: 

cartilagegore.bandcamp.com/releases
facebook.com/CartilageSF

TRACKLIST: Intro, Half the Man I Used to Be, Gurgitor, Entangled in Innards, Cannot Stop the Clot, Chopped and Churned, S Is for Surgery, El Necrocabra, Back Seat Victi

sabato 7 ottobre 2017

Recensione: EXPULSION "Nightmare Future"
2017 - Relapse Records




Anche se un po' in ritardo, sono riuscito ad approfondire l'EP di debutto degli EXPULSION, band nelle cui fila militano personaggi di rilievo della scena death metal/grindcore statunitense. Spiccano i nomi del cantante Matt Harvey (Exhumed, Gruesome, Pounder, ex-Dekapitator, ex-Athrenody...) e del chitarrista Matt Olivo (Repulsion), oltre a quelli di Danny Walker (Intronaut, Phobia, Strangled by Strangulation, ex-Murder Construct) e di Menno Verbaten (Lightning Swords of Death), quest'ultimo meno conosciuto rispetto agli altri tre musicisti. Ciò che colpisce fin dal primo ascolto è la rovente tempra riversata nel songwriting-kamikaze: pieno e ricco di cambi di tempo al cardiopalmo, che non lascia indifferenti. Un approccio vistosamente adirato, con largo spazio ad una prova vocale ringhiante e dalla spigliatezza impazzita, illuminata da un'audace personalità. Rabbia e passione, per una miscela di ingredienti old school-oriented dal sapore forte, deciso; insomma adatta per chi vuole ricevere dal death/grindcore una carica nevrotica persistente. Tanti pezzi piazzati al posto giusto, al momento giusto. Se vi può bastare, acquistatelo a scatola chiusa.

Contatti: 

expulsiongrind.bandcamp.com/nightmare-future
facebook.com/ExpulsionOfficial

TRACKLIST: Total Human Genocide, Alter of Slaughter, Mask of Fear, Nightmare Future, Funeral Bells, Compulsions, Comatose