venerdì 18 maggio 2018

Recensione: VISIONS & PHURPA "Monad"
2018 - Cyclic Law




Il peso del vuoto mostruosamente espanso piega la volta dell'atmosfera, un caos imponderabile che non cessa di regnare. Il tiranno di luce e di buio è sopra di noi; si nasconde, è occultato nel fondo di ogni cosa "visibile" e "invisibile", ma è lì; vicinissimo e minaccioso. Così ogni vibrazione presente in "Monad" porta in sé questa gelida immortalità. Tutto ciò che è nudo, spoglio, senza gioia e senza tristezza, ricopre indefinitamente questo universo privo di colore. I PHURPA di Alexey Tegin, e il progetto VISIONS di Frederic Arbour (boss della Cyclic Law) si addentrano in una camera oscura dove si ergono le forze che hanno già completamente trasformato la nostra esistenza terrena. Un'energia senza limiti, diretta al proprio culmine, dell'ignoto che precede la vita. Qui i cicli, le stagioni, il tempo sono stati abbattuti. Il mondo che non ha luogo si prepara nel flusso denso di "Monad". Disturbanti ed evocativi.

Contatti: 
cycliclaw.bandcamp.com/album/monad

TRACKLIST: Ascendance, Fohat, Monad, Reminiscense


mercoledì 16 maggio 2018

Recensione: URO "CABBA!"
2018 - Autoproduzione




C'è veramente di tutto nel caleidoscopio dei salentini URO, protagonisti di una carriera iniziata nel Novembre del 2011 e passata all'insegna di sperimentazioni fluttuanti tra psych-post-rock e suggestive insenature elettroniche. Quello che più colpisce è l'interessante opera di ricerca che ha portato questi musicisti a esaminare minuziosamente certi tipi di suoni strumentali, filtrandoli a proprio piacimento (com'è giusto che sia). Due lunghe composizioni che se da un lato emergono per una attenta ricercatezza strutturale, dall'altro vengono coniugate ad una iconografia visionaria alquanto originale. "CABBA!" è un album dal respiro profondo e liberatorio, dalle tinte forti e abbaglianti, ma anche dalla singolare enfasi espressiva che si traduce in divagazioni dal sapore intenso. "Alca + Tilacina", "Quagga + Ritina" sono state studiate, suonate, arrangiate per essere diverse nella forma, bensì non contrastanti, né troppo omogenee. D'altra parte il songwriting degli URO rende perfettamente a fuoco la loro particolare impronta. L'Arte in nome dell'Arte! Non c'è bisogno di aggiungere altro. Registrato e mixato da Mirco Quarta presso il Km97 di Lecce, masterizzato in Canada da Ryan Morey.

Contatti: 
uroband.bandcamp.com/album/cabba
facebook.com/URO 

TRACKLIST: Alca + Tilacina, Quagga + Ritina




mercoledì 9 maggio 2018

Recensione: FISTER "No Spirit Within"
2018 - Listenable Records




Nuovo album per i FISTER, formazione tra le più quotate all'interno della scena sludge/doom metal, che dopo quasi dieci anni di onorata carriera e quattro dischi all'attivo, senza tenere in considerazione tutti gli altri lavori portati alla luce nel corso del tempo, non ne vuole proprio sapere di alleggerire la propria impronta musicale. Ne saranno felici i numerosi fan di questi suoni lancinanti. I Fister sono sempre stati un gruppo dal tocco pesantissimo e dal sound 'riff-oriented', ma ascoltando "No Spirit Within" non è difficile captare in esso un "sapore" diverso. E ci sono voluti nove anni per esprimere al meglio lo straordinario potenziale della band proveniente da Saint Louis. Dischi così consistenti, compatti, ben fatti non si trovano su tutti gli scaffali. I Fister hanno finalmente affinato la loro espressione in modo da non risultare scontati o peggio ripetitivi, creando musica angosciosa valorizzata sia dalla composizione che dall'arrangiamento dei brani. Il limite di "No Spirit Within", forse, risiede proprio nella sua eccessiva monoliticità, figlia di un genere sprezzante che sembra essere un cappio attaccato al collo. D'altronde questa è la realtà dei fatti e c'è poco da fare. Qui si sente il dolore del corpo e dall'animo umano, e la scelta del nichilismo di fronte ad un'esistenza che appare priva di senso in una forma di sadomasochismo ossessivamente autopunitivo. "No Spirit Within" è la conferma che aspettavamo. Una vera garanzia!

Contatti: 
listenable-records.bandcamp.com/album/no-spirit-within
facebook.com/fisterdoom

TRACKLIST: Frozen Scythe, Disgraced Possession, Cazador, I Am Kuru, No Spirit Within, Heat Death, Star Swallower


domenica 6 maggio 2018

Recensione: PETRIFICATION "Hollow of the Void"
Sentient Ruin Laboratories | Memento Mori | Dawnbreed Rec. | To the Death Rec.
2018




I PETRIFICATION agiscono dove vivono le vere radici del death metal, quello genuino e marcescente. "Hollow of the Void" ci aiuta a capire il perché, ancora oggi, alcuni death metaller rimangono fieramente legati a quella scena estrema che, quasi trent'anni fa, mise a ferro e fuoco il terreno dell'underground. L'operato della band statunitense rispecchia appieno quest'animo retrò, rivelandosi una compagine nostalgica che vuole vomitare la propria estremizzazione sonora in maniera regressiva. La forza dei Petrification è il loro essere immuni ai cambiamenti avvenuti nel tempo: il growling cavernoso, il rifframa datato e tagliente, e la devastante sezione ritmica, sono destinati a miete numerose vittime nel segno del ritorno alle origini; impegnandosi in una buona rilettura che conferisce all'album un carattere deciso e risoluto. Insomma, massima devozione alla causa, in primo luogo. Una presa di posizione forte da parte dei Petrification. Ottimo debutto.

Contatti: 
sentientruin.bandcamp.com/album/hollow-of-the-void
facebook.com/petrificationdm

TRACKLIST: Prelude, Arachne Exsanguine, Technological Assimilation, Summon Horrendous Destruction, Hollow of the Void, Interlude, Hymn of Charon, Stagnation of Transmigration, Desecrators of Conscious Entropy, Devouring Abysm, Conclusion


giovedì 3 maggio 2018

Recensione: DYSPHORIA "Foul Ashes Of Deceit"
2018 - Pathologically Explicit Recordings




Una nuova uscita e un nuovo inizio per i deathster americani DYSPHORIA, considerando il fatto che la band ha mosso i suoi primi passi nel 1992 da un'idea di James Genenz dei Jungle Rot, Rich Canamar (Violent Wisdom) e Nick Hernandez (Heavens Decay, Stone Magnum, ex-Kommandant, ex-Violent Wisdom). A ciò va aggiunto che questo ritorno discografico deve essere preso in considerazione soprattutto perché sono passati ben venticinque anni dall'ormai datato primo demo "Day of Atonement", quindi quale modo migliore per presentare i Dysphoria a quanti non hanno ancora avuto modo di ascoltare la loro proposta brutale? E non possiamo considerarli dei novellini o mestieranti! "Foul Ashes Of Deceit", oltre a contenere dei brani (riregistrari) presenti nel demo succitato, racchiude delle nuove bordate: implacabili in quanto a suoni e arrangiamenti, efficacemente strutturate per rispondere nel migliore dei modi alle esigenze dei fan del genere. Tutto gira a favore di un full-length che rende finalmente giustizia al ruolo dei Dysphoria nel circuito death metal e che li pone sullo stesso piano di altre band più blasonate, riconosciute storicamente come tra le migliori. La release in questione è davvero valida, perciò in questo caso si può dire che il fine giustifichi i mezzi. Apprezzerete il lavoro svolto per "Foul Ashes Of Deceit" se vi piacciono le sonorità di Waco Jesus, Internal Bleeding, Pyrexia, Dying Fetus. Godiamoceli fino in fondo, qualunque cosa succeda nel futuro.

Contatti: 
pathologicallyexplicit.bandcamp.com/album/dysphoria-foul-ashes-of-deceit 
facebook.com/thetruedysphoria

TRACKLIST: Agnostic Plea, Impending Conflict, Thorn Torn Brow, I Am Nameless, Foul Ashes of Deceit, Labyrinth Treshold, In Tears of Blood, Moral Decay


mercoledì 2 maggio 2018

Recensione: GRANDIOSE MALICE "The Eternal Infernal"
2018 - Hells Headbangers




Black/death metal: una definizione che negli ultimi dieci anni ha assunto molteplici significati, vista la grande quantità di sottogeneri presenti nella scena estrema. Ma per i GRANDIOSE MALICE, progetto nato per volere del chitarrista Tregenda (ex-Black Witchery, morto nel 2016), fieramente ancorato al sound degli anni '80/'90, il principio guida è sempre stato quello di suonare blasfemo e old fashioned. Non sono di certo una band innovativa, eppure gli americani Grandiose Malice, con all'attivo un demo (diventato poi questo album pubblicato dalla Hells Headbangers), godono di una buona fama nel circuito metal di nicchia; nonostante siano stati attivi solo per un anno (dal 2015 al 2016). Heavy, speed, thrash, black metal sono le pietanze di cui si nutrono questi due predatori (alla voce e batteria troviamo il musicista Matt Glaser dei Galactic Massacre, ex-Frost & Fury, ex-S.P.O.R.K.). La volontà è quella di sostenere la morte e la distruzione di ogni cosa. "The Eternal Infernal" si impone con fermezza sui gruppi emergenti che spesso attirano con i loro dischi una critica facilmente entusiasmabile. Ecco spiegata la grandezza di Tregenda (RIP).

Contatti: 
grandiosemalice.bandcamp.com/album/the-eternal-infernal
facebook.com/GrandioseMalice

TRACKLIST: R U Hexperienced?, The Messenger, The Illusion, The Eternal Infernal, Bell - Book and Chalice, Days of Our Lies, Bonce Dance, Forgotten / Consequence of Survival, Dull Union


martedì 1 maggio 2018

Recensione: AURA NOIR "Aura Noire"
2018 - Indie Recordings




Dalla Norvegia arriva una ventata gelida che porta con se un album che ha il potere di suonare maligno, diretto e tormentoso, toccando note capaci di tornare indietro nel tempo. Gli AURA NOIR se ne fregano di tutto e di tutti, continuando a proporre quello che piace a loro, né più né meno. Coerenti con se stessi in primis (!), assoluto distacco nei confronti del music business odierno, e un'attitudine assolutamente "no compromise". Il sound del nuovo disco è una via di mezzo tra il black/thrash metal degli '80 e quello di inizi '90, con l'aggiunta di una grande energia, derivata da un'attività live degna di nota. Questo "Aura Noire" suona decisamente old-school e non rinuncia mai all'atmosfera, garantita da un riffing che racchiude l'essenza della ferocia primigenia per cui gli Aura Noir sono diventati celebri. L'ennesima conferma per una delle migliori metal band dell'underground. Non rimarrete delusi.

Contatti: 
auranoir.bandcamp.com/album/aura-noire
facebook.com/auranoirofficial 

TRACKLIST: Dark Lung of the Storm, Grave Dweller, Hell's Lost Chambers, The Obscuration, Demoniac Flow, Shades Ablaze, Mordant Wind, Cold Bone Grasp, Outro